Chiesa Russa Ortodossa [cronosfida #2]

Chiesa Russa Ortodossa

Domenica pomeriggio ho visitato per la prima volta (non ero mai arrivato nemmeno al cancello d’entrata) la Chiesa Russa Ortodossa di Sanremo. Non avevo tanto tempo a disposizione e quindi ho fatto partire il cronometro per la cronosfida. Il biglietto d’ingresso costa un euro e serve per finanziare i lavori di restauro. Soldi spesi bene. L’interno non è niente di straordinario (tantissime icone) ma sono comunque riuscito a trovare due foto interessanti: due controluce particolari: la vetrata absidale e l’oculo. Non sono immagini particolarmente tecniche (basta calcolare l’esposizione sul punto più luminoso) però l’effetto è incredibilmente d’impatto. La cover della cronosfida invece riprende le tre cupole visibili da via Nuvoloni: rispetto alle due immagini interne (che non hanno praticamente nessuna correzione) è post-prodotta un po’ tantino: ho lavorato molto sul contrasto e sulle saturazione. Mi piace. Ed esco vincente anche da questa cronosfida. :)

RULES:
Choose camera, lens and location.
Have a few minutes walk around and then no more than 15 minutes to shoot 3 good pictures.
It’s a lot of fun, a challenge against yourself and the clock.
added rule #1 – shoot as much as you like, just keep the best three.
added rule #2 – if you don’t take 3 good pictures, the challenge is lost.

Chiesa Russa Ortodossa [vetrata absidale]Chiesa Russa Ortodossa [oculo]

La chiesa russa di Sanremo, in bellissimo stile bizantino, di una armoniosa sveltezza ed eleganza nelle linee, comprende tre corpi di fabbrica in comunicazione fra loro: la chiesa propriamente detta, a forma rettangolare, è composta dalla grande navata riservata ai fedeli, dall’abside disposta ad emiciclo, dall’iconastasi posta fra le due e separata dalla navata da tre grandi porte, delle quali la centrale, o porta dello Czar, è chiusa mediante un cancello di ferro, alto un metro, ed il passaggio per essa è vietato da chicchessia, havvi per la sacristia che racchiude gli oggetti di uso sacro.

Il destino di una nave

Il destino di una nave

Questa foto mi dà l’idea di qualcosa di reale. Sì, lo so, le foto ritraggono di solito cose reali, eppure questa più di altre dona il senso della vita. Vivo sembra il mare, vivi i colori: pare davvero di stare su una banchina mentre si guarda in quella direzione. Questa foto è ancora più reale perché dentro c’è il senso delle cose, della differenza tra le cose. Da un lato una nave operaia, austera e magari affaticata dai viaggi di carichi pesanti, intristita dalle facce di quelli che la vivono non per diletto ma per campare. Dall’altra, il lusso, lo sfarzo, il cazzeggio a caro prezzo. Le risate che rimbombano nei saloni della nave da crociera, diventano, invece, eschi di solitudine in quel mercantile. Sarà anche questione di destino, ma che culo a nascere nave da crociera.

Foto di/Photo by Samuele Silva – Parole di/Words by Antonio Vergara.

Amore mio ti amo

Amore mio ti amo

Oggi è San Valentino, il giorno degli innamorati, e mi sembra giusto e opportuno (ri)proporre questa foto. E’ una foto casuale ma allo stesso tempo voluta. La sera del 13 febbraio passavo sul lungomare e mi sono accorto della composizione di pietre sulla sabbia. Volevo assolutamente fotografare all’alba e la mattina seguente sono arrivato sulla spiaggia di buon ora e con il buio. Ho dovuto aspettare una ventina di minuti prima del sorgere del sole. Ma penso che ne sia davvero valsa la pena.

Kitesurfer in the golden

Kitesurfer in the golden

Forse domenica. Il cielo è frastagliato e sulla spiaggia il vento è fortissimo. Il mare è agitato, rumoroso, nervoso. La sabbia si alza a folate e costringe a stringere gli occhi, costringe a riparare con le mani. E’ autunno ma sembra che l’inverno abbia già preso posizione. Si gela, mi stringo nella giacca. In acqua, freddissima, uomini (e donne) cercano di controllare il loro aquilone. I windsurf sono quasi spariti, sono merce rara. Sulla riva un solo uomo: cerca di entrare in acqua ma il vento si ribella e stragonfia la vela. E’ terribilmente complicato, difficile, faticoso.

In the sea

In the sea

E’ la curva del tuo seno teso, il ventre calmo su cui struscio la mia faccia dopo aver fatto l’amore, è la pelle della tua bocca quando si tende in un sorriso. Guardalo: è quella sconfinata conca di piacere nella quale ci tuffiamo senza ansia per il futuro.

Foto di/Photo by Samuele Silva – Parole di/Words by Valentina.

Gallinara

Gallinara