La Balena Bianca

POSTED ON 4 Feb 2023 IN Landmark      TAGS: travel, waterfall      

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La Balena Bianca è una formazione calcarea (di acque sulfuree) molto particolare che si trova a Bagni San Filippo, una piccola frazione del comune di Castiglione d’Orcia in provincia di Siena, alle pendici del Monte Amiata. Si trova al termine (o quasi) di un percorso termale immerso nella natura e colpisce l’occhio per il suo colore bianco e per la forma che sembra, appunto, quella di una gigantesca bocca di balena. Ci siamo arrivati quasi per caso (non è molto conosciuta) su consiglio di un turista: l’acqua non è caldissima come in altre località termali, ma l’insieme di vasche e cascatelle è davvero affascinante.

La cascata viene comunemente chiamata La Balena Bianca per la sua forte somiglianza alla bocca di una balena: questa formazione calcarea è la più impressionante di tutta l’area termale di San Filippo, NON si può camminare sopra, la formazione è delicata! L’acqua, infatti, sgorga dal terreno circostante ad una temperatura di circa 48°C, per cui è calda, molto calda, e ciò permette di fare il bagno sia d’estate che d’inverno. La quantità d’acqua che sgorga e scende dalla Balena Bianca cambia molto spesso, ecco perchè l’aspetto ed i colori della formazione calcarea offrono continuamente uno spettacolo nuovo e diverso. Durante l’inverno, infatti, le acque termali si mescolano con l’acqua piovana che contiene materiale organico, motivo per cui la formazione varia nel colore e nell’aspetto, vertendo verso un marrone verdastro o rossastro.

Io chiaramente non mi sono dedicato alle acque termali (l’idea di infilarmi nelle vasche non mi ha nemmeno sfiorato), ma ho preferito fotografare i bagnanti molti dei quali (nonostante i numerosi avvisi) camminavano maleducatamente sulla formazione calcarea. Ho utilizzato il 24-105 alla massima focale e ho rubato qualche ritratto. Il testo di Ruggeri che ho messo in calce non ha nessuna attinenza, anzi, è più orientato verso Melville. Ma è una canzone che ho ascoltato per lungo tempo, il titolo è perfetto e mi sono ritrovato a cantarla mentre cercavo di trovare qualche foto interessante.

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Dimmi la bianca balena stasera dov’e’
Nella tempesta infinita non c’e’
Mondo di uomini fatto di uomini soli
– Enrico Ruggeri

The Big Testone

POSTED ON 2 Feb 2023 IN City & Architecture, Landmark      TAGS: art, wideaperture      

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Cosa ci fa la testa del David di Michelangelo rovesciata in un cortile del centro di Torino? No, non l’ho fatta cadere io. E’ un’opera dell’artista Andrea Salvatori, si chiama The Big Testone ed è stata inaugurata il 12 settembre 2019 all’interno del cortile di Palazzo Villa di fronte all’ingresso del negozio del lusso San Carlo 1973. La testa è vuota, al suo interno l’artista ha piazzato delle stelle, un simbolo che Andrea Salvatori utilizza spesso e i visitatori hanno buttato delle monete. Perché? Non è dato saperlo, ma la gente è strana: avranno espresso un desiderio che sicuramente si sarà realizzato. Vicino è scritta una frase di Kant, ma rovesciata: “Il cielo stellato dentro di me, la legge morale fuori di me”. Perché? Non lo so, non posso sapere tutto. :-)

Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me.
– Immanuel Kant

Sacrario Partigiano di San Bernardo #03

POSTED ON 28 Gen 2023 IN Landscape, Landmark      TAGS: sunrise, church      

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Brixia -Parco archeologico di Brescia romana-

POSTED ON 26 Gen 2023 IN Landmark, Reportage      TAGS: museum, monument      

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Il parco archeologico di Brescia romana è parte del corridoio Unesco che comprende, dal 2011, anche il complesso monastico di San Salvatore e Santa Giulia. Prima che diventasse sito Unesco avevo già visitato il parco, ma devo ammettere che negli ultimi anni sono stati svolti lavori importanti che hanno trasformato l’intera zona in qualcosa di meraviglioso.

Quando siamo entrati nel Santuario il meteo non era dei migliori, il cielo plumbeo, ma tornati all’aperto sono arrivati l’azzurro e le nuvolette carine che mi hanno permesso di fotografare in maniera più interessante il tempio: ho scoperto che le parti bianche sono le uniche originali, mentre il resto è ricostruito in laterizio. È una tecnica che oggi non sarebbe accettabile, ma che nel secolo scorso veniva utilizzata largamente; l’impatto scenografico non è così male, anzi, infatti nonostante le nuove tecnologie si è deciso di non modificare la ricostruzione storica di quasi 100 anni fa.

L’altro pezzo da novanta dell’area archeologica è la Vittoria Alata, ma il motivo di tale importanza è possibile comprenderlo solo osservandola da vicino: i dettagli, i particolari, l’impatto visivo. È ritornata a Brescia dopo due anni di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, è un pezzo unico per composizione, materiale e conservazione, e uno dei pochi bronzi romani proveniente da scavo giunti fino a noi. Dal vivo è bellissima. Sentire la sua storia riporta indietro nel passato e permette di riflettere, comprendere al meglio la qualità e il tempo che serve per il recupero e la manutenzione di questi straordinari manufatti

L’area è stata progressivamente portata in luce e valorizzata a partire dal 1823, quando grazie a una sottoscrizione pubblica, l’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Brescia diede avvio a indagini archeologiche partendo dai pochi elementi affioranti all’interno di proprietà private. La campagna portò a risultati straordinari, riconoscendo il tempio Capitolino e numerosi suoi arredi, il teatro romano e il deposito dei grandi bronzi al quale appartiene anche la Vittoria Alata, tanto che, all’interno del tempio restaurato, nel 1830 venne aperto il Museo Patrio, primo dei musei cittadini.

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Al museo di Santa Giulia -in notturna-

POSTED ON 25 Gen 2023 IN Landmark, Reportage      TAGS: event, museum, monument      

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Il museo di Santa Giulia è il museo più importante di Brescia, si trova in via dei Musei (buona idea) ed è ospitato all’interno del monastero di Santa Giulia, fatto erigere nel 753, in epoca Longobarda, da Re Desiderio e da sua moglie Ansa. Il sito fa parte di una serie di monumenti che comprendono monasteri, chiese e fortezze e che sono divenuti un sito UNESCO seriale nel giugno 2011, perché testimoniano il ruolo significativo del popolo longobardo per lo sviluppo spirituale e culturale dell’Europa nella transizione fra la Classicità e il Medioevo.

Ho avuto il piacere e l’onore di visitarlo in esclusiva (e in notturna) con la guida di Francesca Morandini, curatrice delle sezioni archeologiche del museo, e di Arianna Petricone, referente di Italia Longobardorum e storica dell’arte medievale. Ho già parlato della questione WOW e la nostra invasione digitale è stata improntata alla visita delle zone più interessanti e scenografiche dell’intero complesso: d’altronde si parla di 14000 metri quadrati di museo e fermarsi su ogni singolo reperto sarebbe stato impossibile.

Abbiamo ammirato la Chiesa di San Salvatore, il rilievo di Pavone, il coro delle Monache -WOW-, la cripta, l’armonium delle allodole impazzite (opera moderna dell’artista Emilio Isgrò) e la chiesa di Santa Maria in Solario -WOW- composta da due sale e che conserva due dei reperti più importanti del museo: la lipsanoteca e la croce di San Desiderio. All’uscita ho anche fotografato il tempio capitolino nell’area archeologica: esula un po’ dal contesto di questo racconto fotografico, ma non ho resistito alla tentazione.

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Duomo Nuovo -notturno-

POSTED ON 25 Gen 2023 IN Landmark      TAGS: church, night      

Duomo Nuovo -Notturno-

Il rinoceronte appeso di Stefano Bombardieri

POSTED ON 24 Gen 2023 IN City & Architecture, Landmark      TAGS: art, monument      

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Quando mi è stato detto che il luogo di ritrovo sarebbe stato sotto il rinoceronte appeso mi sono immaginato un modo di dire tipicamente bresciano. E invece no, nel quadriportico (si chiama così) del centro città, a due passi da piazza della Vittoria, si può ammirare veramente un rinoceronte (a dimensioni reali) appeso sopra la testa dei passanti. È un’opera dell’artista Stefano Bombardieri, non nuovo a creazioni del genere, dal titolo “Il peso del tempo sospeso”. È stata installata all’antivigilia di Natale del 2020 e sarebbe dovuta rimanere esposta per due anni ma, sfruttando la nomina di Brescia capitale della cultura, è ancora lì, a sorprendere i passanti, in attesa di trovare un tempo definitivo. Sembra vero.

La scultura è stata ispirata da una sequenza del film “E la nave va” di Federico Fellini. In questo sceneggiato, un rinoceronte malato viene legato da cinture e issato su un piroscafo transatlantico diretto in America. Questa visione bizzarra per lungo tempo non è stata che un’idea nella mente dello scultore. Fino a che, qualche anno fa Bombardieri non si trovò in una situazione brutalmente simile a quella del povero rinoceronte malato e imprigionato. A quel punto tutto si è concretizzato.

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Teatro Grande -Brescia-

POSTED ON 23 Gen 2023 IN City & Architecture, Landmark      TAGS: event, theater, monument      

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Quando siamo entrati nel foyer del teatro Grande di Brescia la nostra guida, Armando Pederzoli (celebre accompagnatore della Pimpa), mi ha detto: “Preaparati al Wow!“. È un modo di dire che lui usa molto molto di frequente e che ho imparato a conoscere in questa due giorni bresciana. E infatti appena entrati in teatro sono rimasto di stucco: perché il Grande è qualcosa di strepitoso in ogni angolo e in ogni soffitto. Il nome “il Grande” (un po’ strano) venne scelto in onore di Napoleone Bonaparte, ma quando questi decise di non presentarsi all’inaugurazione i Bresciani, feriti nell’orgoglio, cambiarono la denominazione togliendo l’articolo in modo che non fosse più dedicato al grande condottiere francese; piccole curiosità che ho imparato durante la visita guidata con Laura Castelletti, vicesindaca di Brescia, e con Umberto Angelini, soprintendente del Teatro. Non ho realizzato un vero reportage fotografico, ma ho semplicemente scelto le immagini che mi hanno colpito di più: il caffè del Teatro è semplicemente favoloso.

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Papaveri, Belvedere e controluce

POSTED ON 16 Gen 2023 IN Landscape, Landmark      TAGS: travel, nature, sunrise, flowers      

Papaveri, Belvedere e controluce

Il Belvedere tra i papaveri

POSTED ON 16 Gen 2023 IN Landscape, Landmark      TAGS: travel, nature, sunrise, 50ne      

Il belvedere fra i papaveri

Il podere Belvedere all’alba è un classicissimo della fotografia di landscape in Italia: vengono da tutto il mondo e non di rado capita di trovare decine di fotografi appostati nell’erba alla ricerca dello scatto perfetto. Io non potevo esimermi, sono andato una mattina di maggio e per fortuna ho trovato un solo compagno di avventura, anche poco loquace (doppia fortuna). Avevo la malcelata speranza che dal buio spuntasse un’alba interessante: sfruttando il periodo di fioritura dei papaveri mi ero messo in testa di fotografare il rosso sfuocato in primo piano e il podere sullo sfondo. Polarizzatore circolare, treppiede, pazienza in dosi massicce (sono arrivato al buio alle 5 di mattina, l’ultima foto riporta come orario 6.37), umidità e quasi 200 scatti, ma poco dopo le 6 sono riuscito a trovare la giusta ripresa, comunque molto vicina all’idea che avevo in mente quando la sera prima avevo impostato la sveglia alle 4.30 del mattino.

Santuario di Vicoforte -start-

POSTED ON 21 Dic 2022 IN Landmark      TAGS: monument, church      

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Il Santuario di Vicoforte, noto anche come basilica della Natività di Maria Santissima, è uno dei monumenti più importanti della provincia Granda ed è celebre per essere la cupola ellittica più grande del mondo (asse maggiore 37 metri, asse minore 25 metri). Da tempo avevo in testa l’idea di scattare qualche foto all’interno e domenica scorsa, di passaggio, ho deciso di dedicarle qualche minuto. Ero in realtà già stato ospite dell’inaugurazione del Magnificat nel 2015, ma mai mi ero fermato a fotografare la cupola dal basso. Purtroppo il tempo a mia disposizione era pochissimo, ma voglio e devo tornare: infatti -start- perchè voglio che questa sia una sorta di partenza, la prima foto vera che scatto alla straordinaria opera di Francesco Gallo

Chiesa del Sacro cuore di Gesù

POSTED ON 28 Nov 2022 IN Landmark      TAGS: church      

Sacro cuore di Gesù

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù si trova a Cuneo, a metà (circa) di Corso Nizza. E’ stata costruita a fine ‘800 ed esternamente è in stile neogotico: mi aveva sempre colpito per quell’aspetto un po’ particolare, l’avrei vista benissimo come ambientazione per un film dell’orrore. Il presbiterio è stato ristrutturato a inizio anni 2000 dagli architetti Paolo Mellano e Flavio Bruna e presenta un gusto decisamente moderno, bianco, minimale con inserti colorati molto vibranti. La mia idea di foto religiosa (in chiesa) è quasi sempre allo Zenit, ma in questo caso non avrebbe reso l’idea e ho preferito posizionare il treppiede a 45 gradi per riprendere le linee prospettiche verso l’alto e il bellissimo crocifisso colorato.

Cattedrale di Santa Maria Assunta

POSTED ON 10 Nov 2022 IN Landmark      TAGS: church, zenit      

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Nome: Cattedrale di Santa Maria Assunta
Luogo: Novara
Note: L’idea di rinnovare radicalmente l’antico duomo romanico viene concepita già nel ‘700; il progetto è affidato a metà ‘800 ad Alessandro Antonelli; il primo lotto di lavori è portato a termine nella zona presbiteriale con la realizzazione del maestoso altare (1832-1836) a cui Antonelli lavora con lo scultore danese Bertel Thorwaldsen (1770-1844). Il quadriportico, che in parte sembra soffocare l’imponente facciata, è realizzato tra il 1857 ed il 1863 mentre la loggetta, posta a coronamento del prospetto principale, è stata voluta dai canonici. I lavori furono lasciati incompleti; dal quadriportico medievale della Canonica, collocato sul retro dell’edificio, gli archi appena accennati danno un’idea della porzione di struttura che avrebbero dovuto sostenere. La consacrazione ha luogo nel 1869, ma solo negli anni Ottanta sarà completato anche l’allestimento interno. Il pronao presenta quattro imponenti colonne, le due più esterne progettate vuote con funzione di pluviali. Il grandioso portale, sarà eseguito dal figlio di Antonelli, Costanzo, nel 1890. All’interno, lo spazio è suddiviso in tre navate da dodici colonne realizzate in stucco che simula il marmo, coronate da capitelli corinzi. Nella trabeazione trovano posto ventisette nicchie da cui si affacciano altrettanti santi novaresi o venerati nella diocesi: una versione religiosa di quelle gallerie di “uomini illustri” tanto in voga nell’Ottocento.

Lingotto Padiglione 2

POSTED ON 27 Ott 2022 IN City & Architecture, Landmark, Reportage      TAGS: industrial, drone      

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Ho visitato il padiglione 2 del Lingotto la scorsa estate con il gruppo di Giroinfoto. È stata un’esperienza decisamente complicata, perché catturare idee e spunti fotografici in una struttura industriale (e vuota) come il Padiglione 2 non è affatto semplice. Io ho trovato terribilmente affascinanti le rampe che portano alla pista sopraelevata, architettonicamente perfette e quasi esoteriche: inebriante cemento allo stato puro. Purtroppo non siamo riusciti a salire sul tetto (nonostante le insistenze) perché quel giorno la pista era chiusa per lavori e, ovviamente, abbiamo mancato anche la bolla di Renzo Piano. Peccato, mi sono dovuto accontentare di un volo, con ogni probabilità illegale, con il Drone.

Per Torino e i torinesi, il Lingotto rappresenta tanto. Per i più giovani, il Lingotto è un centro commerciale e fieristico dove svagarsi mentre per i più anziani è un pezzo di storia dell’industria italiana. Si, perché il Lingotto è questo: la più grande fabbrica di automobili italiana riconvertita in un centro multifunzionale; il Lingotto è una bella storia di rinascita all’italiana resa possibile da investitori scaltri e dai migliori architetti del Bel Paese. Ma forse non tutti sanno che, prima di tutto, il Lingotto, è un quartiere a Sud della città di Torino.

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Santuario della Madonna delle Grazie

POSTED ON 24 Ott 2022 IN Landmark      TAGS: church, zenit      

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Nome: Santuario della Madonna delle Grazie
Luogo: Cherasco (CN)
Note: Il santuario della Madonna delle Grazie sorge sui bastioni a nord della città, fronteggiato da un ampio giardino alberato. L’attuale edificio si colloca sulle spoglie dell’antica chiesa, forse coeva alla fondazione di Cherasco, dedicata a San Giovanni ad Fontes. Caduta in uno stato di abbandono, deve la sua riscoperta nel 1760, grazie al casuale ritrovamento durante i lavori di risistemazione dell’edificio, di un antico affresco raffigurante una Madonna con Bambino ed angeli. Il fatto parve miracoloso, anche perché, verosimilmente per naturale reazione chimica, apparvero sul viso della Madonna alcune goccioline di colore rosso. A seguito di questi fatti si decise di erigere una chiesa più degna in onore della Vergine. I lavori presero avvio nel 1762 e già nel 1764, nonostante la costruzione fosse solo parzialmente completa, il nuovo sito fu consacrato. Il coordinamento del progetto fu affidato a Giovanni Francesco Damillano, mentre l’architetto Nicola Vercellone ideò il nuovo ambiente, atto ad inglobare anche il vecchio pilone, facendo del muro affrescato il fondo dell’altare maggiore. L’interno presenta una balaustra in marmo grigio di Valdieri e bianco di Pont, dono della famiglia Savoia, realizzata da Antonio e Carlo Casella, marmoristi e scultori di corte. La decorazione a stucco della cupola e degli altari laterali si devono a Francesco Barelli ed al Tivola, le due pale d’altare raffiguranti il Battesimo di Gesù e San Luigi Gonzaga a Sebastiano Taricco ed a Pietro Paolo Operti, mentre le otto tele che illustrano la storia del santuario sono opera alla pittrice torinese Maria Benna.

Le guardie dell’Imperatore

POSTED ON 21 Ott 2022 IN Landmark      TAGS: travel, night      

Le guardie dell'Imperatore

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