Il castello del Volterraio

POSTED ON 18 Ott 2022 IN Landmark      TAGS: travel, castle, monument      

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Dovrei descrivere e raccontare una tre giorni davvero strana all’isola d’Elba, ma non voglio tediare nessuno con storie lunghe di amicizia e di incontri; credo basti sapere che dal 14 al 16 ottobre si è tenuta, sull’isola del ferro, l’assemblea annuale di #IgersItalia e ho partecipato per la prima volta in qualità di local (si chiamano così) di #IgersCuneo (seguiteci).

Tre giorni estremamente intensi di fotografia ed emozioni su un’isola per me completamente sconosciuta. Ho incontrato nuovi e vecchi amici, scalato una montagna, assaggiato piatti buonissimi, degustato calici elbani di rara qualità, camminato, ancora fotografato, parlato, studiato, pubblicizzato, storie, foto, racconti, vita.

Fra le escursioni previste dal programma al sottoscritto è capitata la più impegnativa dal punto di vista fisico: un trekking abbastanza complicato (a parole, poi in realtà relativamente semplice) per giungere al Castello del Volterraio, la più antica fortificazione dell’isola d’Elba. Un luogo meraviglioso dal quale si può ammirare in tutta la sua bellezza il golfo di Portoferraio. La scelta delle immagini non è molto razionale, ho deciso per una sorta di ordine cronologico per raccontare il Castello e l’ascesa alla vetta; non è un vero e proprio reportage, ma un insieme di immagini singole, direi quasi una raccolta di foto da instagrammare. Ma d’altronde il focus della giornata era proprio quello.

Acquistato dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano nel 1999, il castello era in forte stato di decadenza. Nel gennaio del 2016 si è conclusa la prima fase dei lavori previsti per il restauro atti a mettere in sicurezza la fortezza e a ripristinare alcuni elementi architettonici tra cui l’ingresso originale, il cammino di ronda perimetrale e il recupero della torre con passerella e della cappella. Il 18 luglio 2017 è stato presentato il risultato del completamento della seconda fase dei lavori. Sono stati migliorati gli antichi sentieri di accesso, con scalini di legno e passamani nei punti più impervi, rendendo la struttura più accessibile e, con la collaborazione della Soprintendenza archeologica, è stata recuperata la pavimentazione originaria.

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…esso vi appare fosco tra le nuvole, misterioso sotto il sole, maschio e solitario come un guerriero che attenda sempre, da sempre e per sempre nella sua armatura di roccia la chiamata a strenue difese. Non è soltanto bello, il Volterraio è fascinoso, arcano, potente; vive in un suo segreto profondo, al di sopra delle sventure umane e degli stessi eventi di cui è stato protagonista.
– Gin Racheli, “Le isole del Ferro”

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Sere d’Estate alla Venaria Reale

POSTED ON 2 Ago 2022 IN Landmark, Reportage      TAGS: event, monument, museum      

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Sono stato per la prima volta alla Venaria Reale nel Novembre 2007. In questi quasi 15 anni, nonostante mi sia trasferito in Piemonte, non mi era mai capitata l’occasione di tornare. Questo sino a sabato scorso quando grazie all’organizzazione di Igers Piemonte e del sempreattivo Tommaso Agate sono stato invitato a fotografare le Sere d’Estate e #PlayVenaria, una straordinaria mostra che indaga i videogiochi come decima forma d’arte praticata da 3 miliardi di persone nel mondo.

È stata una scoperta meravigliosa perché visitare la Venaria durante il tramonto è qualcosa di unico; tutti gli eventi (mostre, visita, giardini, spettacoli) fanno parte di Play – Un anno tutto da giocare, la proposta culturale che contrassegna tutto il 2022 della Reggia. La mostra rimarrà aperta sino al 15 gennaio 2023 (un po’ di tempo c’è ancora), mentre Sere d’Estate (e il nome potrebbe indicare qualcosa) sarà in calendario sino al 14 di Agosto.

Ho scelto 44 foto pubblicate rigorosamente in ordine cronologico: la Galleria Grande, la mostra #PlayVenaria, gli interni della Reggia al tramonto, il giardino durante le sere d’Estate e infine l’evento notturno: il Venaria Light Show. Un gioco di interazione e cooperazione creativa che permette ai visitatori (soprattutto i più giovani, fra cui mia figlia) attraverso una tastiera gigante di 4 metri di agire sull’intera facciata della Galleria Grande trasformandola in un teatro, con effetti di luci e scenografie sempre diverse. Un fantastico, emozionante videogioco reale, prosecuzione ideale della mostra Play – videogames, arte e oltre, allestita nelle Sale delle Arti della Reggia. Le foto rendono solo parzialmente un’idea della bellezza e delle emozioni che può regalare la Venaria al calar della sera: in Italia è praticamente impossibile trovare un luogo d’arte aperto oltre il tramonto e sino a sera inoltrata, ma credo che sia un esperimento e un’idea da seguire con coraggio e convinzione.

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La Torre Medioevale misteriosa

POSTED ON 27 Lug 2022 IN Landmark      TAGS: castle, clouds      

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Avevo scoperto questa strana torre durante una ricerca su Google. E mi aveva particolarmente incuriosito, e non poteva essere diversamente. Sono riuscito a trovare le coordinate dopo un’attenta analisi dei reperti e una sera ho deciso di andare a cercarla. Non è stato facile. La torre è proprietà privata e si trova all’interno di un’azienda agricola: quando ho varcato in macchina il cancello mi hanno guardato con curiosità, quando ho chiesto di poter fotografare la Torre Medioevale che si trova nel loro giardino probabilmente hanno pensato fossi pazzo; ma mi hanno assecondato, sono stati molto gentili e mi hanno spiegato come raggiungerla. Ho chiesto qualche informazione, qualche cenno storico, ma anche loro non hanno saputo raccontarmi nulla. A me piace immaginarla, con un po’ di fantasia, come l’ultima vestigia di un piccolo castello.

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I cerchi concentrici di Monterosso Grana

POSTED ON 4 Giu 2022 IN Landmark      TAGS: nature, trekking      

Cerchi concentrici

Dopo averli visti in decine di foto sono finalmente riuscito a fotografare i celeberrimi Cerchi Concentrici del sentiero dei Sarvanot a Monterosso Grana. Devo ammettere che credevo fossero all’interno di chissà quale percorso di trekking livello escursionisti esperti, in realtà per arrivare a quest’opera di land art si impiegano pochi minuti dal centro del paese; ma avrei dovuto capirlo dalla quantità enorme di immagini che si possono ammirare in rete. Se arrivate in orario di punta potreste trovare gruppi di persone e bambini che pascolano in mezzo ai cerchi alla ricerca della foto ricordo perfetta. Purtroppo non ho trovato una giornata meravigliosa per il mio esordio stagionale nella natura (un po’ tardivo quest’anno), ma il viaggio val bene un articolo. Come si dice in questi casi: bello, ma non ci vivrei.

La città che muore /2

POSTED ON 2 Mag 2022 IN Landmark, Landscape      TAGS: sunrise, longexposure, 50ne      

La città che muore /2

Mario Rosso -Patriota-

POSTED ON 25 Apr 2022 IN Landmark      TAGS: history      

Mario Rosso -Partigiano-

Questa mattina il mio sindaco mi ha ricordato la giornata della Liberazione con un bellissimo pensiero dedicato a Mario Rosso. Mario Rosso è stato un partigiano trucidato dai nazifascisti il 17 Dicembre 1944: la sua tomba è nel cimitero di Beinette e oggi pomeriggio ho deciso di andare a salutarlo per fargli capire che nonostante siano passati 78 anni non ci siamo dimenticati di lui e di quanti hanno lottato per la nostra libertà sacrificando la propria vita.

“Oggi Cuneo é la vergogna d’Italia”. Così scriveva il 10 marzo del ’44 il giornale fascista “Il Piemonte Repubblicano” per denunciare l’insuccesso del bando per la chiamata alle armi nell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. I giovani avevano disertato, non per codardia, ma per unirsi ai gruppi di patrioti che sulle nostre montagne combattevano sognando un’Italia libera e democratica.
Siamo stati la vergogna d’Italia…e ne siamo orgogliosi! Buona Festa della Liberazione a tutti voi!
– Lorenzo Busciglio (Sindaco di Beinette)

Il leone e la mole

POSTED ON 6 Apr 2022 IN Landmark      TAGS: monument, simbols, giroinfoto      

Il leone e la mole

Slavin -Memoriale di Guerra-

POSTED ON 4 Apr 2022 IN Landmark      TAGS: travel, selfie, monument      

Slavin -Memoriale di guerra-

La mattina del 4 aprile, dopo una incursione aerea e un attacco di artiglieria, partì la fanteria con supporto di carri armati sovietici e rumeni e copertura fornita da navi della flotta sovietica nel Danubio. L’esercito fascista fu sopraffatto, ma la battaglia proseguì in forma di guerriglia urbana dove agivano alcuni gruppi della Guardia di Hlinka e delle SS. Nel pomeriggio le truppe dell’Armata Rossa raggiungevano i bordi occidentali della città cacciando i tedeschi e concludendo vittoriosamente i combattimenti. Nella battaglia rimasero uccisi 742 soldati sovietici, insieme a 470 tedeschi e ungheresi, e 121 civili.

Le vittime sovietiche sono sepolte sulla collina dello Slavín, vicino al centro di Bratislava, ove era presente un cimitero da campo. Qui fu eretto nel 1957-1960 un grande memoriale progettato da Ján Svetlík per commemora la liberazione della Slovacchia ad opera dell’Armata Rossa e i tanti caduti. Il monumento ha un atrio centrale che riporta statue, iscrizioni e un sarcofago di marmo bianco, chiuso all’interno di un portico colonnato perimetrale sui quattro lati, sulle pareti del quale sono apposte lapidi con le date della liberazione delle principali città della Slovacchia.

L’opera, visibile da molti angoli della città, è sormontata da un obelisco sulla cui cima c’è, a 42 metri di altezza, una statua di un soldato sovietico che issa una bandiera. Il terreno circostante ospita le salme di 6.845 soldati sovietici suddivise in 6 sepolture collettive e 278 individuali. Si tratta di oltre un decimo dei più di 63 mila soldati dell’Armata Rossa uccisi nella guerra di liberazione dal fascismo della Slovacchia e dell’Europa. Nel 1961 lo Slavín fu dichiarato Monumento culturale nazionale.

Cattedrale di San Donato

POSTED ON 13 Mar 2022 IN Landmark      TAGS: church, zenit      

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Nome: Cattedrale di San Donato
Luogo: Mondovì (CN)
Note: La chiesa cattedrale è intitolata a San Donato, vescovo di Arezzo nella metà del IV secolo, primo santo patrono venerato sul monte ove nel XII secolo venne fondato il comune di Mondovì (il latino “Mons Regalis”). Ultima opera dell’architetto monregalese Francesco Gallo (1672-1750), la chiesa venne costruita per volere del vescovo Carlo Felice Sanmartino nel 1743, a seguito dell’abbattimento di quella preesistente, dalle forme gotiche, dedicata a San Francesco d’Assisi. L’edificio settecentesco che oggi possiamo ammirare presenta una pianta a croce greca prolungata nel presbiterio e nel coro. A tre navate, il cui braccio sinistro termina nella Cappella di San Giuseppe o del SS. Sacramento, possiede al di sotto del transetto un’ampia cripta che accoglie le tombe dei vescovi e di antiche famiglie monregalesi. La decorazione pittorica venne eseguita negli anni 1850-60 ed esalta in modo particolare i santi titolari e patroni della Chiesa di Mondovì. In particolare, a Paolo Emilio Morgari è attribuita la movimentata scena del martirio di San Donato nel catino absidale, ad Andrea Vinaj l’affresco della cupola sul presbiterio raffigurante l’incoronazione della Madonna e quattro Profeti; a Francesco Gonin la Natività di Maria Santissima nella volta sovrastante il coro; a Luigi Hartman la glorificazione di San Pio V nella cupola centrale con i quatto Evangelisti. I dipinti a fondo verdastro, raffiguranti i Misteri del Rosario e situati sotto i finestroni, sono opera dell’Hartman. L’altare maggiore, disegnato dal Gallo, è composto da marmi locali e venne costruito sotto la direzione di Bernardo Vittone. La sistemazione del coro si discosta dal progetto originario del Gallo: l’icona centrale raffigura la Vergine con il Bambino, insieme ai Santi patroni Donato e Pio V, ed appartiene a Sebastiano Tarocco di Cherasco. La facciata sorse per ultima (1775-78): in pietra arenaria di Vicoforte, fu lavorata secondo il progetto originale del Gallo; è ornata da tre statue, il titolare San Donato Vescovo e due figure simboleggianti la Fede e la Carità.

Basilica di San Gaudenzio

POSTED ON 1 Mar 2022 IN Landmark      TAGS: church, zenit      

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Nome: Basilica di San Gaudenzio
Luogo: Novara
Note: L’opera più famosa dell’intera Basilica di San Gaudenzio è la sua cupola progettata dall’architetto Alessandro Antonelli. La cupola venne aggiunta circa 50 anni dopo aver terminato il campanile, e i lavori cominciarono nel 1844. A causa di diverse vicissitudini il progetto cambiò più volte e la cupola vide la luce solo nel 1863. Successivamente vennero aggiunti alla cupola della basilica le decorazioni floreali a stucco della parte interna e nel 1878 i lavori terminarono ufficialmente, anche se non aderirono al cento per cento al progetto originario che prevedeva ricchi affreschi interni. Al centro della navata è presente anche un grande lampadario con fiori di ferro battuto che ricorda l’incontro tra i vescovi di Novara e Milano, ovvero Gaudenzio e Ambrogio. Ogni anno, il 22 gennaio, viene ricordato questo evento attraverso la cerimonia del fiore in cui il lampadario viene abbassato e i fiori sostituiti con altri portati in processione da un corteo.

Verso San Gaudenzio

POSTED ON 28 Feb 2022 IN Landmark      TAGS: church, monument, below      

Verso San Gaudenzio

Quando sono arrivato a Novara ho parcheggiato in Baluardo Quintino Sella: volevo fare in modo di entrare in città ammirando la maestosità di San Gaudenzio. Mi sono infilato in una via laterale e la sagoma della celebre cupola progettata dal genio di Alessandro Antonelli mi è apparsa come per magia. È bellissima e clamorosa. Purtroppo al momento, causa pandemia, le visite sono chiuse, ma è uno dei miei obbiettivi per il prossimo futuro: salire in cima alla guglia, a 100 metri di altezza. Ci riuscirò.

Cattedrale di Santa Maria Assunta

POSTED ON 26 Feb 2022 IN Landmark      TAGS: church, zenit      

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Nome: Cattedrale di Santa Maria Assunta
Luogo: Asti
Note: Il duomo d’Asti, che è anche conosciuto come cattedrale di Santa Maria Assunta, è il principale luogo di culto cattolico di Asti, cattedrale dell’omonima diocesi. Con ottantadue metri di lunghezza e ventiquattro di altezza e larghezza è una delle più grandi chiese del Piemonte, massima espressione dell’architettura gotica della regione e collocabile fra i maggiori esempi del gotico lombardo apprezzabili nel nord Italia. La facciata presenta tre rosoni sormontati da due oculi e da una finestra a crociera. Lateralmente, il portale dei Pelletta presenta negli angolari statue di santi, tra cui Girolamo, Pietro, Paolo e Biagio, tutti databili al tardo Quattrocento. Il campanile di stile romanico, risale al 1266 ed è stato ritoccato nel XVIII secolo; contiene un concerto di nove campane. Sono presenti anche ruderi di un chiostro. Nel 1470, a seguito della campagna di abbellimento finanziata dai Pelletta all’antiporta o protiro che prese in seguito il loro nome, fu collocata la statua marmorea di Maria Assunta, circondata da sei teste di angeli alati, a dominare la piazza della Cattedrale e a vigilare sulla città. Da sempre nelle cronache astesi le celebrazioni per la festa della Patrona sono state grandiose e molteplici. Venivano eretti palchi per ospitare cantori e musici provenienti da altre parrocchie e addirittura da altre città.

La città che muore

POSTED ON 20 Feb 2022 IN Landmark, Landscape      TAGS: sunrise, longexposure, 50ne      

La città che muore

La Civita di Bagnoregio è un altro dei miei sogni fotografici realizzati. Devo dire in parte, perché purtroppo non ho avuto la fortuna che speravo: una nebbia bassa, qualche nuvola artistica. Niente di niente. Mi sono alzato ad un orario disumano e sono salito un macchina per percorrere i circa 3000 metri che mi separavano dal punto panoramico. E la macchina non è partita: batteria a terra. E la giornata, a circa 700 km da casa, domenica, non è iniziata per niente bene. Ho deciso di andare comunque a piedi, di corsa, con lo zaino e il treppiede (quello pesante), per riuscire ad arrivare prima del sorgere del sole. Alle 6.03, poco prima del crepuscolo civile, sono arrivato, ansimando, sulla terrazza che domina la Civita e ho sistemato il treppiede. Alle 6.07 scattavo la prima foto. I colori sono enfatizzati, come in quasi tutte le foto all’alba, ma se dovessi farVi vedere l’originale vi accorgereste che non ho esagerato. Scattata con il classico 50mm, 1 secondo di esposizione, f/8. Alle 9 del mattino ho poi trovato un auto-ricambi aperto e ho cambiato la batteria: quello si un colpo di fortuna.

Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo

POSTED ON 8 Feb 2022 IN Landmark      TAGS: church, zenit      

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Nome: Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo
Luogo: Villanova Mondovì (CN)
Note: La chiesa Parrocchiale di San Lorenzo venne costruita tra il 1820 e il 1833, su disegno dell’arch. Silva, in stile neoclassico. La facciata su disegno dell’arch. Michelangelo Ponzo, risale invece al 1889. Dal 1844 la chiesa di San Lorenzo divenne succursale della Parrocchia di Santa Caterina, nel 1898 fu solennemente consacrata e dal 1910 è Parrocchia autonoma. Gli affreschi della volta e del coro sono opera di Giuseppe Toselli da Peveragno, mentre la marmoreggiatura e la screziatura delle colonne venne eseguita da Andrea Zavattaro. Di pregio sono il coro, riccamente scolpito in stile settecentesco, le quattro grandi statue in scagliola, opera giovanile di Pietro Canonica, il gruppo ligneo di Maria SS. Addolorata, di valore inestimabile, scolpito da Antonio Roasio (1876).

UFO Tower Bratislava

POSTED ON 7 Feb 2022 IN City & Architecture, Landmark, Landscape      TAGS: travel, monument      

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La UFO Tower di Bratislava è uno dei luoghi più folli e incredibili del mondo. Si trova in fondo al Ponte SNP (Most Slovenského národného povstania), cioè il Ponte dell’Insurrezione nazionale slovacca, noto anche come Nový Most, che collega le due sponde del Danubio. Per salire sulla torre si utilizza un ascensore (a pagamento) che sale per 80 metri; poi attraverso una scalinata si raggiunge il ristorante che si trova sulla cupola (spoiler: è decisamente costoso) e infine si può accedere alla terrazza dalla quale si gode una meravigliosa vista della città da 95 metri di altezza. È un monumento moderno (costruito fra il 1967 e il 1972) e molto particolare, con un impatto incredibile sulla città: può essere osservato da qualsiasi punto di Bratislava e viene chiamato UFO dagli abitanti della capitale slovacca per via della sua forma che ricorda un disco volante (ed è molto simile all’Enterprise di Star Trek). Fotograficamente parlando l’ho trovato un soggetto meraviglioso e l’ho fotografato davvero da ogni angolazione. :-)

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Chiesa Blu -Santa Elisabetta-

POSTED ON 7 Feb 2022 IN Landmark      TAGS: travel, church      

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La chiesa di Santa Elisabetta, meglio conosciuta come Chiesa Blu (vi lascio immaginare il motivo), è un luogo di culto cattolico di Bratislava, situata nella zona orientale della Città Vecchia. Il tempio è dedicato a Elisabetta d’Ungheria, figlia di Andrea II d’Ungheria, cresciuta nel castello di Bratislava. È molto famosa ed è una delle mete turistiche più importanti della capitale. Devo ammettere che mi ha deluso, pensavo di trovare (anche per via delle foto viste in rete) tanti spunti fotografici: invece la chiesa blu è molto complicata da fotografare perché è piccola, molto piccola, nascosta dalle case ed è circondata dalle automobili parcheggiate (anche in doppia fila). E sembra un enorme confetto azzurro, quasi falsa nel suo essere eccessiva. Più che essere dentro un’opera d’arte mi è sembrato di essere stato catapultato in un gioco playmobil: tutto di plastica. Nelle foto ho cercato di isolare la Chiesa dal contesto che la circondava (oggi farei ragionamenti diversi) e quello che risulta è un reportage scarno, incompleto e quasi casuale, ma apparentemente finto come la chiesa blu (che poi a me sembra azzurro).

Il Modrý kostol sembra essere uscito da una favola, sempre circondato da turisti attirati dal suo stile unico. Architettura secessionista ungherese e anche un pò di arte bizantina, risaltano le sue tonalità dai colori azzurro e turchese, da qui il nome di Chiesa Blu.

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