Sacrario Partigiano di San Bernardo #03

POSTED ON 28 Gen 2023 IN Landscape, Landmark      TAGS: sunrise, church      

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Duomo Nuovo -notturno-

POSTED ON 25 Gen 2023 IN Landmark      TAGS: church, night      

Duomo Nuovo -Notturno-

Chiesa di San Marcello e Ossario di Paruzzaro

POSTED ON 12 Gen 2023 IN Reportage      TAGS: church      

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San Marcello è un tipico esempio di chiesa cimiteriale, ma ha assunto questa funzione solo sul finire del 1500 in seguito alla costruzione della nuova chiesa di San Siro. Si pensa che fu edificata tra il 1000 e il 1025 ed è una delle più antiche strutture romaniche presenti in Piemonte.

Dotato della tipica facciata a capanna, l’edificio presenta una navata unica che si conclude con un’abside semicircolare, ovvero l’elemento architettonico che ancora conserva segni puramente romanici. La facciata della chiesa, così come la porta d’ingresso, sono infatti fortemente rimaneggiate. La facciata era inoltre ornata da affreschi oggi pressoché scomparsi. All’interno della chiesa, a catturare immediatamente l’attenzione del visitatore sono gli affreschi dell’abside. Prima tra tutte, al centro, la figura del Cristo Pantocratore. L’immagine di notevoli dimensioni è incorniciata dalla mandorla (motivo ornamentale caratteristico dell’iconografia cristiana), sulla quale è ripetuto quattro volte il monogramma IHS, trascrizione latina dell’abbreviazione del nome greco di Gesù. Il Cristo regge sulle ginocchia un libro recante l’iscrizione Ego Sum Lux Mondi. L’affresco è incorniciato da una fascia con motivi vegetali e circondato dal Tetramorfo, cioè dai simboli dei quattro evangelisti.

A destra della chiesa si può ammirare (verbo non adatto alle persone facilmente impressionabili) un ossario con tantissimi resti umani, d’altronde siamo comunque all’interno di un cimitero. La costruzione dell’ossario, con affreschi sulle pareti, può essere datata all’inizio del seicento quando si iniziò a pensare alla zona come ad un’area cimiteriale; purtroppo è chiuso e per fotografare è necessario arrangiarsi fra le sbarre. Devo ammettere che l’ossario mancava su queste pagine. Le informazioni su Paruzzaro e sulla Chiesa di San Marcello le ho riprese da Rivista Savej. Seguite il link per leggere la storia completa di questo luogo davvero magico.

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Santuario di Vicoforte -start-

POSTED ON 21 Dic 2022 IN Landmark      TAGS: monument, church      

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Il Santuario di Vicoforte, noto anche come basilica della Natività di Maria Santissima, è uno dei monumenti più importanti della provincia Granda ed è celebre per essere la cupola ellittica più grande del mondo (asse maggiore 37 metri, asse minore 25 metri). Da tempo avevo in testa l’idea di scattare qualche foto all’interno e domenica scorsa, di passaggio, ho deciso di dedicarle qualche minuto. Ero in realtà già stato ospite dell’inaugurazione del Magnificat nel 2015, ma mai mi ero fermato a fotografare la cupola dal basso. Purtroppo il tempo a mia disposizione era pochissimo, ma voglio e devo tornare: infatti -start- perchè voglio che questa sia una sorta di partenza, la prima foto vera che scatto alla straordinaria opera di Francesco Gallo

Chiesa del Sacro cuore di Gesù

POSTED ON 28 Nov 2022 IN Landmark      TAGS: church      

Sacro cuore di Gesù

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù si trova a Cuneo, a metà (circa) di Corso Nizza. E’ stata costruita a fine ‘800 ed esternamente è in stile neogotico: mi aveva sempre colpito per quell’aspetto un po’ particolare, l’avrei vista benissimo come ambientazione per un film dell’orrore. Il presbiterio è stato ristrutturato a inizio anni 2000 dagli architetti Paolo Mellano e Flavio Bruna e presenta un gusto decisamente moderno, bianco, minimale con inserti colorati molto vibranti. La mia idea di foto religiosa (in chiesa) è quasi sempre allo Zenit, ma in questo caso non avrebbe reso l’idea e ho preferito posizionare il treppiede a 45 gradi per riprendere le linee prospettiche verso l’alto e il bellissimo crocifisso colorato.

La Chiesa delle Tre Croci

POSTED ON 20 Nov 2022 IN Reportage      TAGS: urbex, church      

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Sulla strada provinciale che collega Pinerolo a Carmagnola, fra Vigone e Pancalieri, non è difficile notare una strana gabbia ricoperta di piante. È una sorta di sarcofago, una rete metallica costruita attorno a quella che viene definita la Chiesa delle Tre Croci. La Chiesa è in avanzato stato di decomposizione, il tetto è parzialmente crollato, la natura ha preso il sopravvento e la struttura è destinata a crollare in tempi molto rapidi. L’entrata è complicata: si passa attraverso un piccolo buco nella rete che la circonda, quindi è necessario superare una specie di foresta amazzonica, e infine, quando si riesce finalmente ad entrare, si cammina su un tappeto di guano e carcasse di piccioni. Un’esperienza non proprio gradevole. I resti dell’altare sono ancora interessanti, ma anche di quello è rimasto pochissimo, giusto l’idea. Qualche foto veloce e poi fuori, che arriva il tramonto.

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San Fiorenzo -Storie di Santi e Dannati-

POSTED ON 17 Nov 2022 IN Reportage      TAGS: church      

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A prima vista la Chiesa di San Fiorenzo non sembra particolarmente interessante: dall’esterno è quasi banale nella sua semplicità; costruita a pianta rettangolare, ha un’entrata sacrificata, intima, chiusa, quasi nascosta alla vista. La facciata frontale esterna è molto semplice, decorata con un rosone e una lunetta centrale affrescata che rappresenta la madonna con il bambino, San Fiorenzo e San Giovanni Battista. Ma quando si entra inizia la magia e si viene subito sorpresi dai colori e dalla quantità di affreschi dipinti sui muri: ogni singolo centimetro delle pareti laterali e del presbiterio ne è ricoperto con scene della storia di Gesù e dei Santi risalenti al XIV secolo.

Ubicata accanto al cimitero di Bastia, poco lontano da Mondovì, nelle basse langhe del cuneese, un tempo era una semplice cappella e segnava uno dei crocevia delle strade romane: la via romana detta Sonia, tra Vado e Bene Vagienna, e la via dell’alta langa verso Alba Pompeia, l’odierna Alba. Era consuetudine, infatti, collocare chiesette, edicole e cappelle nelle biforcazioni, negli incroci e nei lunghi tratti, per aiutare il viandante nella scelta del percorso corretto e per dargli ristoro. La scelta di edificare San Fiorenzo in questo luogo, però, è legata anche al culto popolare. Nei secoli è stata tramandata la credenza che la chiesa fosse stata costruita sul tumulo che conteneva le spoglie di Fiorenzo. Questi era un ufficiale della Legione Tebea, vittima della persecuzione perpetrata da Diocleziano. Risalente agli inizi dell’anno 1000, nei secoli la chiesa ha subito diversi rimaneggiamenti, tra cui un ampliamento per accogliere sempre più numerosi fedeli, la costruzione di un portico successivamente rimosso, il campanile e soprattutto i magnifici affreschi.

Non ho nessuna intenzione di descrivere nel dettaglio gli affreschi, anche perché potete trovarli sui libri dedicati a San Fiorenzo oppure sul bellissimo articolo scritto da Barbara Tonin e Lorena Durante su Giroinfoto dal quale ho rubato alcuni versi e, soprattutto, il bellissimo titolo (e ci sono anche le mie fotografie); basti sapere che San Fiorenzo custodisce al suo interno uno dei più importanti cicli pittorici tardo-gotici del Piemonte, datati 1472. Mi sembra doveroso però ricordare che nel 1999 si sono conclusi gli ultimi restauri ed è nata l’associazione San Fiorenzo che si occupa, attraverso alcuni volontari e senza fine di lucro, delle aperture e delle visite guidate.

Fra le iniziative vorrei citare “Le Cappelle del Tanaro sulle vie dei Pellegrini e del Sale” che si propone di valorizzare le nove chiese disseminate fra le colline e le borgate del Tanaro: non ricordo il risultato personale, ma nel 2018 partecipai ad un concorso fotografico dedicato a questa iniziativa anche con alcune immagini proprio di San Fiorenzo.

Le foto della Chiesa di San Fiorenzo sono scattate in momenti e giornate diverse, un progetto che durava da oltre un anno, ma osservandole mi sono reso conto di non essere riuscito a dare un’idea, nemmeno lontana, del senso di meraviglia che si prova varcando la soglia d’ingresso: se passate da queste parti tra Aprile e fine Ottobre non perdetevi la visita guidata gratuita, ne vale veramente la pena.

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Cattedrale di Santa Maria Assunta

POSTED ON 10 Nov 2022 IN Landmark      TAGS: church, zenit      

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Nome: Cattedrale di Santa Maria Assunta
Luogo: Novara
Note: L’idea di rinnovare radicalmente l’antico duomo romanico viene concepita già nel ‘700; il progetto è affidato a metà ‘800 ad Alessandro Antonelli; il primo lotto di lavori è portato a termine nella zona presbiteriale con la realizzazione del maestoso altare (1832-1836) a cui Antonelli lavora con lo scultore danese Bertel Thorwaldsen (1770-1844). Il quadriportico, che in parte sembra soffocare l’imponente facciata, è realizzato tra il 1857 ed il 1863 mentre la loggetta, posta a coronamento del prospetto principale, è stata voluta dai canonici. I lavori furono lasciati incompleti; dal quadriportico medievale della Canonica, collocato sul retro dell’edificio, gli archi appena accennati danno un’idea della porzione di struttura che avrebbero dovuto sostenere. La consacrazione ha luogo nel 1869, ma solo negli anni Ottanta sarà completato anche l’allestimento interno. Il pronao presenta quattro imponenti colonne, le due più esterne progettate vuote con funzione di pluviali. Il grandioso portale, sarà eseguito dal figlio di Antonelli, Costanzo, nel 1890. All’interno, lo spazio è suddiviso in tre navate da dodici colonne realizzate in stucco che simula il marmo, coronate da capitelli corinzi. Nella trabeazione trovano posto ventisette nicchie da cui si affacciano altrettanti santi novaresi o venerati nella diocesi: una versione religiosa di quelle gallerie di “uomini illustri” tanto in voga nell’Ottocento.

Santuario della Madonna delle Grazie

POSTED ON 24 Ott 2022 IN Landmark      TAGS: church, zenit      

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Nome: Santuario della Madonna delle Grazie
Luogo: Cherasco (CN)
Note: Il santuario della Madonna delle Grazie sorge sui bastioni a nord della città, fronteggiato da un ampio giardino alberato. L’attuale edificio si colloca sulle spoglie dell’antica chiesa, forse coeva alla fondazione di Cherasco, dedicata a San Giovanni ad Fontes. Caduta in uno stato di abbandono, deve la sua riscoperta nel 1760, grazie al casuale ritrovamento durante i lavori di risistemazione dell’edificio, di un antico affresco raffigurante una Madonna con Bambino ed angeli. Il fatto parve miracoloso, anche perché, verosimilmente per naturale reazione chimica, apparvero sul viso della Madonna alcune goccioline di colore rosso. A seguito di questi fatti si decise di erigere una chiesa più degna in onore della Vergine. I lavori presero avvio nel 1762 e già nel 1764, nonostante la costruzione fosse solo parzialmente completa, il nuovo sito fu consacrato. Il coordinamento del progetto fu affidato a Giovanni Francesco Damillano, mentre l’architetto Nicola Vercellone ideò il nuovo ambiente, atto ad inglobare anche il vecchio pilone, facendo del muro affrescato il fondo dell’altare maggiore. L’interno presenta una balaustra in marmo grigio di Valdieri e bianco di Pont, dono della famiglia Savoia, realizzata da Antonio e Carlo Casella, marmoristi e scultori di corte. La decorazione a stucco della cupola e degli altari laterali si devono a Francesco Barelli ed al Tivola, le due pale d’altare raffiguranti il Battesimo di Gesù e San Luigi Gonzaga a Sebastiano Taricco ed a Pietro Paolo Operti, mentre le otto tele che illustrano la storia del santuario sono opera alla pittrice torinese Maria Benna.

Cappella di Santa Croce (Chiese Aperte)

POSTED ON 13 Ott 2022 IN Reportage      TAGS: church      

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La Cappella di Santa Croce si trova a Mondovì Piazza ed è una perla straordinaria nascosta al grande pubblico da palazzi moderni e da una viabilità troppo decisa. Questo piccolo gioiello, composto da un’aula unica di modeste dimensioni che contiene affreschi datati 1450-1470 attribuibili ad Antonio Dragone da Monteregale, esisteva già nel 1297 e apparteneva al Convento dei domenicani. Nel 1745 venne chiamata erroneamente Cappella di San Magno in seguito ad un’epidemia di peste bovina; venne ampliata nel XVII secolo con il portico antistante l’ingresso e un campanile a pianta quadrata. Il ciclo pittorico ricopre, per 55 metri quadrati, le pareti e la volta della cappella e si presenta come un’elevata iconografia particolarmente originale e rara per i temi trattati e la ricchezza di figure simboliche che rappresentano un unicum nell’ambito del gotico piemontese. Nell’opera si notano influenze dello Jacquerio e si riconoscono elementi di continuità con gli affreschi della chiesa di N.S. della Monta di Molini di Triora (Imperia).

Chiese a porte aperte è un progetto sperimentale per aprire e visitare autonomamente i beni culturali ecclesiastici del Piemonte e della Valle d’Aosta con l’ausilio delle nuove tecnologie. Una volta effettuato l’accesso si viene guidati alla scoperta del bene al suo interno attraverso un’installazione multimediale costituita da una narrazione storico – artistico – devozionale accompagnata da un sistema di luci mobili e di micro proiettori.

Ho scattato le foto d’insieme con il 14mm Sigma Art mentre ascoltavo la voce narrante raccontare la storia della Cappella e spiegare nel dettaglio gli affreschi. I particolari invece sono opera del 50mm Canon RF. Sono rimasto davvero molto sorpreso dalla qualità dell’applicazione (scoperta quasi per caso) che permette l’entrata in autonomia semplicemente prenotando l’orario di visita: le luci all’interno si accendono in sincronia con la spiegazione illuminando i dettagli descritti. Semplicemente bellissimo.

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La Chiesa del Santo Sudario (Albra)

POSTED ON 6 Ott 2022 IN Reportage      TAGS: church, drone      

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Mi sono ritrovato quasi per caso ad Albra, una piccola borgata sopra Ormea, e ho subito notato la bellissima chiesetta in cima alla collina che sovrasta le case (quasi tutte disabitate). Sono salito, ma purtroppo di accesso per entrare nemmeno l’ombra. Sono tornato verso le case quando ho sentito un rumore e ho trovato Italo, un signore non più giovanissimo, l’ultimo abitante del paese. Dopo qualche parola di saluto e di presentazione gli ho chiesto se avesse informazioni su come poter visitare la chiesa: lui è entrato in casa e dopo qualche secondo è uscito con un enorme mazzo di chiavi; purtroppo le sue gambe non gli permettono più di camminare molto e mi ha chiesto di salire da solo. Quasi non ci credevo. Sono anche stato ulteriormente fortunato perché la domenica precedente si era celebrata l’unica funzione dell’anno e la chiesa era in condizioni praticamente perfette. Dentro è semplicemente meravigliosa, una perla rara, un insieme di reliquie, quadri, candelabri, statuine, ricordi, libri. Ho scoperto, dopo, che si chiama chiesa del Santo Sudario e risale al XVII secolo: sembra che qui sia passata la Sacra Sindone nel suo tragitto verso Torino. Ho chiuso e ho riportato le chiavi al custode: grazie di cuore Italo.

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Madonna della Neve (Narbona)

POSTED ON 25 Set 2022 IN Reportage      TAGS: church      

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La piccola chiesa di Narbona dedicata alla Madonna della Neve è una specie miracolo. Non sono in grado di spiegare con le parole le emozioni che ho provato quando ho varcato la soglia di questa atmosfera incredibile. Si arriva nel borgo abbandonato dopo una discreta camminata (ma comunque adatta a tutti) di circa un’oretta e quando si percepisce la presenza di Narbona è già tardi: intorno è tutto un cumulo di macerie, di pietre, di rovine, fra le quali si intuisce la presenza di abitazioni e, una volta, di vita umana. Ma dopo qualche passo si scorge la chiesa: è perfettamente intatta e sembra aspettare il mio arrivo. La porta è chiusa con una chiavistello artigianale e tutto sembra chiedere rispetto, ci sono due sedie di legno sotto il porticato ancora in buone condizioni. Quando entro mi vengono i brividi: dentro è bellissima come solo può esserlo una chiesa in semi stato di abbandono. Il soffitto è dipinto di un blu acceso, ci sono le panche perfettamente allineate, un crocefisso, dei fiori freschi sull’altare, dei quadri appesi alle pareti, la statuina della Madonna che mi osserva e controlla. E il libro degli ospiti da firmare con le testimonianze delle persone che mi hanno preceduto e che hanno provato le stesse identiche emozioni. Non so chi si prende cura di questa meraviglia, ma solo una cosa devo dirgli: GRAZIE.

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Il Santuario di Castelmagno

POSTED ON 24 Set 2022 IN Reportage      TAGS: monument, church, drone      

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All’inizio dell’Estate, complice l’entusiasmo per l’arrivo della bella stagione, una domenica mattina ho deciso di alzarmi alle 5 e sono partito alla volta di Castelmagno. L’idea era quella di riuscire a fotografare il bellissimo Santuario dedicato a San Magno subito dopo l’alba per evitare la folla di pellegrini (e curiosi) che tutti i giorni visita il celebre luogo di culto. Impresa perfettamente riuscita: levataccia assurda, viaggio interminabile, ma alle 6 del mattino l’unica anima di fronte all’entrata del Santuario era il sottoscritto. Ho scattato con il grandangolo (sempre su treppiede) e con il drone per togliermi lo sfizio delle foto dall’alto. Temperatura esterna fresca e inferiore ai 10 gradi centigradi. Adesso mi piacerebbe tornare e riuscire a fotografare l’interno, che a quell’ora il Signore non si è degnato di aprirmi. Dormiva pure lui.

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Confraternita dei Battuti Neri

POSTED ON 19 Set 2022 IN Reportage      TAGS: church      

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La Chiesa della Confraternita di San Giovanni Battista Decollato (definita anche dei Battuti Neri) si trova nel pieno centro di Carrù. La fondazione della Confraternita risale al 1616, mentre il rifacimento della Chiesa venne eseguito nella seconda metà del ‘700 ad opera dello scenografo/quadraturista Nicolao Dallamano, figlio di Giuseppe (non è un’informazione significativa, ma ho trovato ovunque questa discendenza e credo sia giusto riportarla). La definizione Battuti Neri deriva dal colore delle cappe dei membri della confraternita (nere appunto), il termine battuti invece perché durante le processioni si autoflagellavano. A Carrù esiste anche la confraternita dei Battuti Bianchi, all’incirca stesso periodo storico. Immagino dovesse essere un momento molto buio per il paese. L’interno della chiesa di San Giovanni Battista Decollato è qualcosa di meraviglioso e piange il cuore a pensare che al momento è utilizzata come semplice magazzino dalla parrocchia. Però è un gran bel magazzino, per certi versi scomodo, ma di lusso dal punto di vista estetico.

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Piccole Storie di Transilvania

POSTED ON 23 Lug 2022 IN Reportage      TAGS: urbex, church      

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Per arrivare a questa piccola cappella (purtroppo non sono riuscito a reperire nessuna informazione) è necessario percorrere (a piedi) quasi 2000 metri. Si trova ai confini di un piccolo paesino del Piemonte, nascosta nella boscaglia, in stato di grande rovina e abbandono. Un vero peccato. Sull’altare sono appoggiati tre quadri, quasi delle icone, un po’ particolari. Un’arte diversa dal solito, con tratti molto spigolosi. Osservando con attenzione ho trovato, nascosti dietro l’altare e protetti con il cellophane, altri due quadri leggermente più grandi: sulla parte posteriore di tutti si trova una piccola etichetta adesiva, con un numero di protocollo e la dicitura Muzeul Etnografic al Transilvaniei, un museo che si trova a Cluji-Napoca in Romania, 100 anni di storia (quest’anno), uno dei più grandi e importanti del paese. Questo mi ha lasciato decisamente perplesso e non sono riuscito a darmi una spiegazione plausibile. Come sono arrivati questi quadri dalla Romania? Perché si trovano in una piccola cappella abbandonata? Cosa rappresentano? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Alla ricerca del tempo Impossibile

POSTED ON 10 Lug 2022 IN Reportage      TAGS: urbex, church      

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La splendida chiesa di Santa Chiara si trova a Mondovì Piazza, in via della scuole. Fu progettata da Francesco Gallo e costruita fra il 1712 e il 1724; fece parte del convento delle monache clarisse fino al 1803, anno di soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone I. Passò alla confraternita delle monache Benedettine Cassinesi fino al 1867, dal 1928 al 1980 fu la chiesa delle scuole e del Convitto Civico, guidato dai Salesiani, nel 1981 fu sconsacrata e divenne proprietà del comune di Mondovì. È chiusa e lasciata al suo destino da circa 20 anni. Non ho certezza assoluta delle date, ma nei primi anni 2000 venne fatto costruire nell’edificio a fianco (nel frattempo diventato scuola di musica) un ascensore. Purtroppo la chiesa di Santa Chiara era già in condizioni precarie e in poco tempo l’umidità che saliva dalla tromba dell’ascensore (che si trova a stretto contatto con la parete sinistra della chiesa) porto al formarsi di una grossa crepa lungo la parete: non ci fu altra soluzione che decretare l’inagibilità e la chiusura a tempo indeterminato.

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