Alice rides the sunset

Alice ride the sunset #01Alice ride the sunset #02

Queste due foto non sono recentissime, le ho scattate nell’agosto dello scorso anno. Poi complice la poca voglia, le ferie che sarebbero arrivate da lì a poco e soprattutto il tempo tiranno, le ho lasciate nel cassetto di lightroom. Mi piacciono davvero tanto, mi emozionano e ho deciso di pubblicarle a distanza di 9 mesi. Molte volte mi capita di trovare la parola emozione collegata alla fotografia. Spesso e volentieri si legge che una foto deve emozionare; non sempre è vero, ma è un semplice discorso di logica. Quello che mi domando io è CHI deve emozionare una foto. Perché le immagini devono emozionare chi le guarda ma in realtà quasi sempre emozionano solo chi le ha scattate e, in rari casi, il soggetto fotografato. E solitamente è per il ricordo del momento e mai per la bellezza oppure per il significato della foto stessa. Mi emoziona. Ma chi emoziona? Io credo sia un termine abusato e, troppe volte, usato a sproposito. Io, invece, posso affermare con certezza che questa foto mi emoziona. Me e soltanto me, e non pretendo che possa emozionare anche Voi, osservatori quasi casuali. Perché al sottoscritto ricorda un momento di crescita, di gioco, di divertimento. E sono momenti belli, ma solo miei. E il ricordo mi emoziona.

Levante @ CAP10100

Levante #01

E’ passato ormai un mese dal concerto di Levante al CAP10100 di Torino. E finalmente trovo lo spazio ed il tempo per pubblicare qualcosa. Spettacolo di grande livello: Levante, oltre ad essere una bravissima cantante, riesce anche a dialogare con il pubblico, ad essere simpatica e divertente. E’ questo è un plus importante per un cantautore, è quel qualcosa in più che può fare la differenza. Riuscire a fotografare in modo alternativo ed interessante un concerto di questo tipo non è semplice, soprattutto quando il tempo è poco ed è pure tiranno. Ho scelto di pubblicare tre foto (ne ho salvate 99 e cestinate circa 300) e casualmente (ma non troppo) sono tutte con la chitarra, ma d’altronde Levante non si separa quasi mai dal suo strumento. Ho provato, per la prima volta in carriera, a sfruttare la modalità ISO automatici, ma non mi ha convinto del tutto; credo che continuerò ad utilizzare il mio occhio e ad impostare manualmente tempi e sensibilità. Ovviamente il tuttaapertura non si tocca. ;-)

Levante #02Levante #03

Corre l’anno 2013, in mano alcolici e niente più / Che vita di merda / Ma che cosa c’entra il bon ton? Ho riso per forza, ho rischiato di dormirti addosso / Stronzo, tanti auguri ma non ti conosco.
A, e, i, o, u, y, se ora parte il trenino mi butto al binario / Guarda là, c’è uno in mutande e papillon / Dov’è il proprietario di casa / L’imbarazzo è palese ma sono cortese
Levante [Noise]

Levante [Noise]

Qualche giorno fa mi è capitato sotto gli occhi un articolo che prendeva di mira, in modo dissacrante e sarcastico, i fotografi alle prime armi che, dopo un corso di fotografia e qualche like, pretendono di insegnare e organizzano workshop. Niente di nuovo sotto il sole, ma un passaggio l’ho trovato oltremodo interessante (e divertente): era una critica molto forte a chi demonizza il rumore. Mi è piaciuto molto perché in alcuni frangenti (e nell’articolo si parlava chiaramente di concerti) trovo che il rumore sia quasi necessario, poetico, intrigante. E questa immagine che ho scattato al concerto di Levante (fra pochissimo le altre) chiarisce in modo inequivocabile questo concetto: la grana (che ho addirittura aggiunto in fase di post-produzione, nonostante abbia scattato a 1600 iso) è parte integrante della foto, la completa, la rende migliore. E più interessante, quasi vintage direi.

[…] Hai fotografato 3 concerti ignorando le luci cool, flashando come un ossesso perché al corso base da 80 euro (con due uscite didattiche) ti hanno detto che il rumore fa schifo. […]
Erika

Erika

Ex Ospedale di Mondovì

Ex Ospedale Mondovì #01

L’ospedale Regina Montis Regalis di Mondovì è stato inaugurato il 4 aprile 2009 alla presenza di Mercedes Bresso, allora presidente della regione Piemonte. Ad oggi sono trascorsi 2582 giorni da quella data, e non sono pochi. Quel giorno si è fatto un passo avanti, una svolta importante per la città: il passaggio dall’antico al moderno, dal vecchio al nuovo. E il vecchio Ospedale di Santa Croce? Niente, dimenticato, lasciato morire: vuoto, bellissimo, inutilizzato. E’ un palazzo enorme: è stato progettato dal celebre architetto ed ingegnere monregalese Francesco Gallo (1738-61) e si trova a Piazza, una delle zona più belle di Mondovì. La provincia ne è entrata in possesso nel 2010 e, secondo gli accordi originari, nel vecchio nosocomio avrebbero dovuto essere trasferite una parte delle scuole della città. Almeno sulla carta. E invece? Niente di tutto questo, nulla, zero assoluto. Una delle tante storie italiane di degrado e abbandono. In pieno centro storico di Mondovì. Non è l’unica.

Ex Ospedale Mondovì #22Ex Ospedale Mondovì #03Ex Ospedale Mondovì #05Ex Ospedale Mondovì #21

» Read the rest of this entry «

Azzurra (in black)

Azzurra (in black)

Qualche giorno fa mi è capitato fra le mani un bellissimo video dedicato alle foto di Steve McCurry. In questo video venivano raccolti 9 consigli di composizione traendo spunto dalle sue foto. Niente di nuovo sotto il sole, le solite cose: la regola dei terzi, le linee guida, le diagonali, le cornici, il contrasto tra soggetto e sfondo, riempire il fotogramma, occhio dominante al centro, elementi ripetuti e simmetria. Solo il punto sette mi ha lasciato un po’ perplesso: cosa si intende per occhio dominante? Io so benissimo qual è il mio occhio dominante (il destro) ma come posso saperlo del soggetto? Io preferisco dire che l’occhio dominante nel ritratto diventa proprio quello posizionato al centro del fotogramma. In questa foto di Azzurra, per esempio, è il sinistro. E niente, mi serviva una scusa per pubblicare questa foto. Anche se forse non era necessario. Mi sono divertito anche ad evidenziare i consigli di composizione che ho applicato. Che dite? Riuscite ad individuare come e dove?

Arco nell’arco nell’arco…

Arco nell'arco nell'arco

E poi ritrovi nel tuo archivio questa foto. E’ di circa un anno fa e all’epoca era passata in secondo piano: la serata era dedicata alla fotografia naturalistica ed una foto del forte di Vinadio non meritava attenzione. Non subito comunque. Ma in realtà questo strano effetto a specchio di archi (non saprei come definirlo altrimenti), uno dentro l’altro, è discretamente affascinante e anche misterioso. E’ un po’ tutto così il Forte di Vinadio ed in una parola sola potrei definirlo meraviglioso. Devo tornarci al più presto.

Strane Coincidenze

Strane Coincidenze #29

Sabato scorso ho proposto le immagini del backstage. Oggi aggiungo (a colori questa volta) le foto della rappresentazione di ‘Strane Coincidenze’. Sul palco solo una panchina, un orologio e il cartellone delle partenze e degli arrivi; e ovviamente i ragazzi dell’Istituto Cigna che hanno presentato la loro visione di quasi 200 anni di storia italiana (la Napoli-Portici è del 1839) vista attraverso la vita in una stazione ferroviaria. La presentazione della storia è stata affidata ad un ragazzo di colore, credo non per caso: si parlava in modo sottile (ma comunque chiaro) di razzismo. Il razzismo nei confronti degli italiani che all’inizio del secolo scorso (anche attraverso il treno) cercavano fortuna all’estero: storie di povertà, di emigrazione, di lavoro, di sofferenza. Ma anche di ignoranza e, perché no, schiavitù. Un parallelo già visto e sentito (e forse abusato), ma comunque proposto in modo interessante e che ha invitato gli spettatori a riflettere e a pensare su quello che succede intorno a noi: sono passati 100 anni, sono cambiati sicuramente i protagonisti, ma non il modo di pensare degli essere umani. Complimenti ai ragazzi dell’Istituto Cigna per il lavoro, d’altronde hanno anche vinto il premio ‘della giuria’. Un appunto però, da pistino quale sono, voglio farlo alla direzione artistica: se vogliamo ricordare il mondiale di calcio vinto nel 1982, sul cartello deve esserci scritto Spagna 82. Italia 82 non vuole dire nulla ed è troppo semplicistico: è un po’ come insultare le capacità intellettive del pubblico in sala.

Strane Coincidenze #28Strane Coincidenze #30Strane Coincidenze #31Strane Coincidenze #32

» Read the rest of this entry «