Bad Black Sheep

Bad Black Sheep #01Bad Black Sheep #02

Ieri sera ho assistito (e ovviamente fotografato) il concerto dei Bad Black Sheep, una giovane rock band (classe 1991) di Vicenza. Come l’età lascia immaginare sono un po’ acerbi ma molto molto bravi: hanno inciso già il primo album e scrivono musica e testi. Lo spettacolo è durato circa un’ora e non mi sono affatto annoiato, le sonorità sono le classiche del rock e del grunge e arrivano direttamente allo stomaco (l’acustica del Condorito è ottima). 1991 è il loro singolo di apertura e mi ‘garba’ davvero parecchio. Per quanto concerne le foto niente di nuovo da segnalare: pochissima luce, rumore altissimo (e non mi riferisco solo al rumore della macchina.foto) e queste sono le mie preferite. Fotografare il batterista non è stato possibile, ma anche questa non è certo una novità: poveri batteristi. :(

Le Gros Ballon

Le Gros Ballon by Samuele Silva (vidharr)) on 500px.com

Il Condorito è un club musicale che si trova fra Beinette e Margarita, a poca distanza dal sottoscritto. Venerdì scorso si esibiva un duo molto particolare, Le Gros Ballon. Al Condorito le condizioni di luce sono terribili per qualsiasi fotografo, anche se parlare di luce è praticamente eufemistico. Il buio domina sovrano ed incontrastato, il suo regno è interrotto raramente da qualche effimero bagliore. Ho scattato quasi sempre a 6400 iso, a tutta apertura (F/2.8), con tempi decisamente lenti, troppo lenti. Nonostante le difficoltà sono riuscito comunque a realizzare qualche scatto almeno decente. Questo è il mio preferito.

Con questo post inizia la mia collaborazione con 500px. Non ho resistito alle ultime novità di Marissa: ho cambiato, ho preso fotocamera, lenti e fotografie e mi sono trasferito. E adesso mi trovate qui.

Gender Divide

Gender Divide

ABC Girl

ABC Girl

Venerdì scorso ho fatto un SalTo (perdonatemi il gioco di parole) al Salone internazionale del libro di Torino. Era venerdì (quindi un giorno lavorativo) ma la quantità di gente in coda all’entrata mi ha quasi fatto desistere. Ho resistito e mi sono messo pazientemente ad aspettare. Il mio obiettivo era di scattare foto di ritratto e street interessanti (si, alla fiera del libro) e divertirmi con i visitatori (e magari comprare qualche libro). Sono riuscito in parte nel mio intento (ho comprato qualche libro). Per fotografare ho utilizzato un approccio tecnico diverso dal solito. Ho impostato il mio fedele 24-70 alla massima apertura (atuttapertura) e scelto di scattare sempre (o quasi) a 1600 iso: non volevo in nessuno modo incorrere nel mosso (anche artistico). L’esposimetro mi indicava sempre cifre oscillanti fra 1/125 e 1/400. Tranquillo. Non ho contato quanta strada ho percorso ma credo che nessun angolo del Lingotto sia rimasto insensibile alla suola delle mie scarpe. Al momento di uscire mi sono accorto che fuori era parcheggiata l’arca di Noè e quindi ho preferito continuare nella mia ormai stanca perlustrazione; ho così scoperto il padiglione numero 5, completamente diverso dai primi tre (il quarto misteriosamente non esiste). Tutto dedicato alle nuove generazioni. In un angolo sperduto ho visto una giovane ragazza: era sola, assorta nei suoi pensieri, look anglosassone, cuffiette e un quadernone degli appunti. Era bellissima. Le ho chiesto il permesso di fotografarla, mi ha sorriso e squadrato come un gufo farebbe con il cubo di Rubik. Ma alla fine ha ceduto. Mi sono seduto per terra e ho scattato tre foto: questa è la mia preferita, questa è la mia foto del Salone del Libro 2013.

Durante il mio vagabondare fra gli stand del Lingotto sono anche stato intervistato (in qualità di grandissimo fotografo, ovviamente) dai ragazzi di Hubblog. Sono assolutamente ridicolo e fuori luogo ma se volete divertirmi alle mie spalle ecco la mia straordinaria prestazione di fronte alla telecamera.

Madonna del Pino

Madonna del Pino

E qui vedete ritratta la celebre Madonna del Pino. Il fatto che sia celebre è pura invenzione, io non l’avevo mai sentita nominare. Presumo che il nome derivi dal pino (diventato poi misteriosamente maiuscolo nel nome) che si trova sulla destra della chiesa. Sono arrivato ad ammirare questo piccolo promontorio sopra Demonte (CN) dopo una lunga passeggiata a cavallo: mi avevano sconsigliato di portare la reflex ma io, testardo come un mulo, non ho voluto sentire ragioni; e non mi sono affatto pentito della scelta. Arrivati alla prima sosta sono sceso da ‘Rosamunda’ e ho fotografato questo bellissimo e quasi incontaminato piccolo angolo di Piemonte. Per valutare correttamente l’esposizione (nel controluce è sempre molto difficile) ho scelto una lettura media (center-weighted average): la lettura della luce viene calcolato su tutta l’area con una leggera prevalenza alla zona centrale. Essendo la chiesa più scura rispetto al cielo ho deciso di valutare la scena dando prevalenza alla zona centrale: sul momento mi è sembrata una giusta via di mezzo. E probabilmente il mio intuito non ha sbagliato.

Spring at Pianfei Lake

Spring at Pianfei Lake

Lo so, ho già proposto questo lago in tutte le salse: inverno, neve, estate, tramonto, alba. Ma mi piace, cosa posso farci? E soprattutto non ero mai andato in primavera, al mattino, quando la natura si risveglia ed i colori sono simili alla magia. E poi, devo ammetterlo, volevo assolutamente provare la focale 16mm (che in realtà con il 4/3 sfrutto soltanto verticale): non ho utilizzato nessuno tipo di filtro (avrei dovuto montare un polarizzatore) ma ho semplicemente aumentato il contrasto ed enfatizzato il verde (la primavera dev’essere aiutata) in post-produzione. E tornerò al lago di Pianfei. Giuro.

Green and Blue

Green and Blue

Ho in mente progetti bellissimi per questo prato. Mi piace. Che la luce del mattino conferisce un’aurea meravigliosa e regala tonalità di blu e di verde decisamente interessanti. Ho scattato questa foto a f/8 perché rimango convinto (devo averlo anche letto da qualche parte) che sia l’apertura di diaframma migliore (e per migliore intendo nitida in tutte le zone dell’immagine) per le foto di ‘landscape’. In questo caso ho utilizzato il Canon EF 16-35 f/2.8L II USM che a f/8 ha una resa praticamente ‘perfetta’ anche negli angoli. La caduta di qualità nelle zone periferiche è minima, la profondità di campo è quella ottimale. E nella foto grezza si vede ad occhio nudo senza bisogno di crop al 100%.

A Strange Tree

A Strange Tree

Quest’albero capitozzato (purtroppo) si trova sulla statale 564 che collega Cuneo a Mondovì. Lo vedo e osservo tutti i giorni. E tutti i giorni penso che mi piacerebbe fermarmi a scattare una foto; ma non c’è il sole giusto, sono in ritardo, non ci sono le nuvole e l’aria è troppo fredda, sono in ritardo per la cena, aspetto una telefonata. Ma ieri sera ho deciso, non c’è stato verso di fermarmi: il tramonto era perfetto e le nuvole scenografiche erano pronte ad essere immortalate. Mi sono fermato lungo il bordo della strada, mi sono infilato nel fango e sporcato non poco (avevo dimenticato la pioggia dei giorni scorsi) ma finalmente sono riuscito a vincere la mia lotta contro la pigrizia. E questo è il primo scatto con il nuovo EF 24-70 F/2.8L USM II.