Royal in sunrise

Photograph Royal in sunrise by Samuele Silva on 500px

Quando all’alba, in Cappadocia, si intravedono le prime mongolfiere. E’ un momento magico che vorresti vivere il più a lungo possibile. Il freddo è pungente, il sole sorge dietro le montagne e colora il mondo di rosso e arancione. E decine di ‘balloons‘ si gonfiano pronti a decollare davanti ai tuoi occhi. E’ uno spettacolo unico che solo qualche momento prima potevi solo immaginare; la foto ricordo è un obbligo, quasi impossibile resistere alla tentazione di scattare, di rubare un istante di vita. E’ la Cappadocia baby.

Ready to Fly [Sunrise]

Photograph Ready to Fly (Sunrise) by Samuele Silva on 500px

Mirror [Tuz Gölü]

Photograph Mirror [Tuz Gölü] by Samuele Silva on 500px

La passeggiata sul lago salato (Tuz Gölü in turco) è stata uno dei momenti più incredibili della vacanza in Turchia; la magia del momento, l’atmosfera, il clima e la temperatura hanno reso divertenti e stranianti quei pochi minuti trascorsi a camminare sulle acque del lago. La giornata era freddissima, una fitta nebbia impediva di vedere l’orizzonte e lo specchio d’acqua (e sale, tantissimo sale) completamente ghiacciato hanno reso l’esperienza quasi mistica; la sensazione era quella di trovarsi in un luogo fuori dal tempo, incantato, come in una fiaba di Tolkien. Ho scattato tantissime foto sul Tuz Gölü, molti ritratti, e tutte hanno l’effetto specchio e un’aura magica. Ho scelto questa perché la posa della protagonista collaborava con l’idea di scatto ‘magico’ che avevo in mente. Questa foto è ‘Photoshop free.

Silver Control

Silver Control

Ataturk

Photograph Ataturk by Samuele Silva on 500px

Ataturk è l’eroe nazionale turco. E questo è il suo mausoleo. Una struttura incredibile, enorme, fantastica, monumentale, squadrata, pulita, perfetta, lineare, minimalista; che rende bene l’idea di quanto il popolo turco possa amare il suo eroe. Sentire la guida raccontare, con le lacrime agli occhi, la storia di questo incredibile personaggio storico mi ha emozionato. Mustafa Kemal Atatürk era 50 anni avanti rispetto al resto del mondo, basta dare un’occhiata rapida alle sue idee per capire la sua grandezza. Ho scattato questa foto durante la visita mattutina al suo mausoleo: mattino presto di un giorno infrasettimanale. Solo il nostro gruppo, nel freddo, e le guardie. Sono salito sugli scalini che portano alla cripta, ho aspettato che il piazzale fosse vuoto e ho scattato a f/8. E questa è una delle foto che preferisco del viaggio in Turchia: mi lascia un senso di pace e grandiosità.

Wudu’

Photograph Wudu' by Samuele Silva on 500px

L’abluzione è un lavaggio rituale a scopo di purificazione spirituale (wikipedia). E’ tipico dell’Islam e si può dividere in vari tipologie: la forma più breve (che solitamente si compie fuori dalla moschea) è definita wudu’. Durante i giorni di Istanbul (gennaio 2014) ho cercato in tutti i modi di fotografare il rito dell’abluzione senza riuscire a trovare nulla di particolarmente interessante. All’ultimo respiro, proprio fuori dalla moschea Blu (la più conosciuta) mi sono trovato nella posizione adatta: alcuni uomini si stavano lavando i piedi e, nonostante ci fosse molta gente, sono riuscito ad avvicinarmi, chiedere ed ottenere il permesso con un cenno (ah, il linguaggio universale dei gesti), e scattare. E’ un’immagine che rappresenta perfettamente il rito del Wudu’: isolati, incuranti, con la schiena rivolta al mondo. E’ davvero strano pensare che per loro sia la cosa più naturale, che sia un gesto semplice e quotidiano.

Sunrise in Pianfei Lake

Sunrise in Pianfei Lake

Uomini contro la violenza sulle donne

NoiNo /01

Domani, 8 marzo, è la festa della donna. E credo sia il giorno giusto per parlare di Violence against women. Dodici mesi fa ho pubblicato una foto di violenza, una donna picchiata con lo sguardo sofferente e triste. Oggi credo che sia un’immagine sbagliata, la lotta contro la violenza deve partire dalle donne ma gli uomini devono contribuire in modo importante, isolando i violenti e combattendo a fianco del sesso ‘debole’. L’immagine di una donna picchiata suscita pietà e compassione, certo, indignazione anche: ma per pochi minuti, poi si gira lo sguardo e si pensa ad altro. Ed è per questo che ho aderito, con entusiasmo, a NoiNo.org (uomini contro la violenza sulle donne): si tratta di una campagna di sensibilizzazione e una community on line. Perché ognuno di noi può fare qualcosa contro la cultura del possesso e del controllo, contro il sessismo e le giustificazioni. Ho chiesto ad alcuni amici di posare per il sottoscritto con la maglietta di NoiNo, in pochi giorni ho scattato dieci foto: è il mio/nostro piccolo contributo per sconfiggere la violenza. Ringrazio (in rigoroso ordine alfabetico e di apparizione) Alessandro, Alex, Andrea, Daniele, Diego, Flavio, Gabriele, Massimo e Piermarco che ci hanno messo la faccia (c’è anche la mia, è l’ultima). Il mio studio è sempre aperto per chi volesse aggiungere il suo NO alla violenza. Vi aspetto. Questa è una battaglia da vincere.

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Siamo noi uomini che dobbiamo, tutti insieme, coltivare il senso del rispetto, dell’amore e cambiare questa societá; dobbiamo riuscire a far capire all’universo femminile che subire violenza non é una colpa e che nel mondo esistono uomini che credono nel rispetto.

My vision of nature

My vision of nature

Questo articolo è stato pubblicato qualche tempo fa sul blog di ‘Dietor Cuor di Stevia. E’ il mio piccolo contributo per il mondo fotografico: molto semplice, quasi lapalissiano per certi versi. E’ già stato criticato ampiamente quindi non infierite. Nel breve volgere di qualche giorno uscirà dalla categoria ‘post’ per trasformarsi in ‘pagina’. Spero possa piacere e magari tornare utile.

Il concetto di natura è molto variopinto. Il termine natura deriva dal latino, è il participio futuro del verbo nasci e significa ‘ciò che sta per nascere‘. Nella versione moderna è l’insieme di tutti gli essere viventi e inanimati, ma l’idea che abbiamo di natura cambia da persona a persona. La stragrande maggioranza di noi associa il termine al colore verde: un prato, una foresta, classicamente la giungla amazzonica. Per il sottoscritto il colore della natura è l’azzurro, come il mare e come il cielo. Io sono nato in Liguria, a pochi metri dalla sabbia e ho vissuto la mia ‘giovinezza’ ammirando le onde che si infrangevano sugli scogli. E quando penso a fotografare la natura il mio pensiero si rivolge quasi istintivamente al mio mare: il mio luogo di culto è la spiaggia di Oneglia, una spiaggia difficile, dura, rocciosa, malinconica, erosa dal tempo, dalle onde e dal vento. Ma è la mia spiaggia, il mio paradiso; ho scattato migliaia (si, migliaia) di foto lungo questo litorale e mai una volta sono rimasto deluso dalla meraviglia che mi circondava. Quest’immagine risale all’Aprile del 2012, il vento era fortissimo e il mare un po’ nervoso, la classica giornata invernale di inizio primavera. Sono sceso sulla spiaggia deciso a trovare una foto decente della piccola burrasca. Non è stato facile. Non è mai facile.

Per scattare foto naturalistiche/panorami bisognerebbe seguire una serie di accorgimenti base.

Innanzitutto si deve scegliere il momento opportuno: il sole è un nostro alleato e mai un nemico da affrontare. L’ideale è quasi sempre l’alba. L’alba permette di fotografare con la luce perfetta, con il cielo limpido e talvolta porta effetti atmosferici interessanti. Il grosso difetto dell’alba è che tendenzialmente arriva troppo presto (soprattutto in estate) e costringe a levatacce assurde. In caso di fotografi dormiglioni esiste anche la possibilità del tramonto: prima che il sole scenda dietro all’orizzonte (anche diverse ore prima) ma anche qualche minuto dopo. In questo caso il tempismo è decisivo e sarebbe opportuno conoscere bene il luogo che si vuole riprendere: basta sbagliare la posizione e la fotografia più bella della nostra vita (si, forse sto esagerando) potrebbe sfuggire davanti ai nostri occhi.

E poi c’è la questione dell’attrezzatura. Si può riuscire a scattare una meravigliosa foto landscape anche con una compatta, ma certamente l’utilizzo di sensori e obbiettivi di qualità facilita il nostro compito. Nel caso specifico il grandangolare, quindi un obbiettivo con un’ampia apertura focale, è fondamentale: parliamo di robe come 14mm (addirittura eccessivo), ma tutte le misure che vanno dal 16 al 35 possono essere utilizzate con ottimi risultati. Ovviamente il mio riferimento sono le reflex 35mm: se la dimensione del sensore è inferiore, cambieranno i parametri e la focale dovrà essere ridimensionata.
Abbiamo la luce giusta e l’obbiettivo giusto. Questo è un ottimo punto di partenza, non ci sono scuse. Un altro paio di accorgimenti: in una foto naturalistica l’immagine deve essere a fuoco. Ci sono varianti creative, ma se la nostra foto è corretta da questo punto di vista nessuno potrà criticarci. Per ottenere ciò è necessario chiudere il diaframma, non esistono altre possibilità. E quando intendo diaframma chiuso parlo di almeno f/8, meglio ancora f/11. Non ho scelto due aperture a caso: praticamente tutti gli obbiettivi hanno la resa migliore proprio vicino a questi due parametri. Si potrebbe chiudere ulteriormente (f/16 oppure f/22) ma avremmo una perdita di qualità e sorgerebbe anche un ulteriore problema: dando per scontato che stiamo scattando a iso 100 (per evitare il rumore) l’esposimetro potrebbe richiederci un tempo di scatto molto lento e scendendo sotto certi limiti (personali) il rischio di foto mossa diventerebbe alto; ecco che entra in azione il miglior amico del fotografo: il treppiede. Il treppiede ci permette di scattare con tempi di scatto più bassi e questo garantisce la possibilità di chiudere il diaframma e di ottenere foto perfettamente nitide. Bisogna sempre portare un cavalletto, meglio se stabile e solido, insieme alla propria attrezzatura.

Per ottenere ottime foto naturalistiche c’è anche un ultimo aspetto da valutare: l’utilizzo dei filtri. L’arrivo del digitale ha permesso di sostituire in post-produzione una grande quantità di filtri che ormai sono inutili, ma due non possono essere sostituiti. Il filtro polarizzatore è un must have : elimina i riflessi e garantisce una maggiore saturazione dei colori. Non esiste fotografo che non utilizzi un polarizzatore (quando serve). E poi in ultimo, ma non certo meno importante, il filtro Neutral Density. A cosa serve? In poche parole permette di ridurre la quantità di luce che passa attraverso l’obbiettivo e di conseguenza di diminuire la velocità di scatto. Avete presente le foto in cui l’acqua in movimento prende quella forma lattiginosa e biancastra? Ecco, sono ottenute con tempi di scatto lentissimi grazie ad un filtro ND.

Ma torniamo alla foto in alto. L’ora era quella giusta, le 6 del pomeriggio. Non ho scelto l’alba perché faccio parte della categoria ‘dormiglioni‘. Ho impostato la macchina foto in priorità di diaframmi scegliendo f/8, focale 24mm e un tempo veloce per fermare gli schizzi delle onde sugli scogli. C’era ancora molto sole (nonostante le nuvole) e questo mi ha permesso di fotografare a 1/320. L’orizzonte è dritto (nella foto naturalistica l’orizzonte deve essere sempre dritto) e quasi perfettamente (non ha senso, ma si usa molto, in fotografia, il quasi perfettamente) nel centro dell’immagine: questa non è mai una buona cosa, perché per regola il fotogramma andrebbe diviso in tre parti (1/3 e 2/3). In questo caso però mi piaceva (è un mio vizio) dare uguale importanza a cielo, mare e terra. Ho dovuto aspettare molti schizzi e diverso tempo per riuscire a catturare l’onda giusta (l’onda perfetta per citare Bodhi) ma credo che questa foto rappresenti in modo impeccabile la mia visione, la mia idea di natura.

Ferrovie dimenticate

Ferrovie dimenticate

Il 2 Marzo è la giornata nazionale delle ferrovie dimenticate (c’è anche un concorso fotografico). E proprio dietro casa mia, a Beinette, c’è una stazione abbandonata. Non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione (a dire il vero mi hanno quasi costretto). La linea ferroviaria Mondovì-Cuneo è stata soppressa il 17 giugno 2012 dopo 125 anni di servizio. Non ho aggiunto il termine ininterrotto perché rimase chiusa per ben 7 anni (fino al 2003) a causa del crollo del ponte sul Gesso in seguito all’alluvione del 1996. E’ in stato di totale abbandono da quasi due anni: pochi ne sentono la mancanza ma non si parla di alternative, non si parla di conversione. Ed è un peccato perché camminando sui binari si sente la storia, si può percepire ancora il rumore del treno. Ed è davvero una sensazione molto strana.

Hysterica

Hysterica #02

Per la prima volta in vita mia ho partecipato (si, diciamo partecipato) al Carnevale di Viareggio. E ho visto qualcosa che nemmeno immaginavo, uno spettacolo probabilmente unico del suo genere (no, non sto parlando di PDBZone). Fra i tanti carri di prima categoria in gara (quelli più grandi) sono rimasto colpito da Hysteria; non tanto per la bellezza del carro (sono tutti molto belli) ma per lo spettacolo messo in scena dalle maschere. Non riesco a quantificare il numero di persone ma comunque tante, veramente tante: metà vestite come matti isterici, l’altra metà come infermiere molto particolari. E fra i pazzi isterici una ragazza (incredibile ma vero) ha colpito la mia attenzione: non tanto per le qualità estetica (comunque notevoli) ma per la capacità di immedesimarsi completamente nel ruolo. Sembrava davvero fuori di testa. Ho seguito Hysteria per diversi minuti e lei ha continuato a recitare (ma recitava?) la sua parte per tutto il tempo, come in trance. Ho scattato tutte le foto a 200mm con la massima apertura di diaframma (f/2.8) per ridurre il più possibile la profondità di campo ed estraniare (mai termine fu più adatto) lo sfondo. Credo rendano molto bene l’idea.

L’Italia ha indubbiamente fatto tilt; così mentre le scatole magiche nelle case degli italiani continuano a trasmettere il cortocircuito fra dibattito politico e situazione reale del Paese, al Paese non rimane che sottoporsi ad una intensa seduta psicoanalitica parascientifica alla ricerca di una soluzione definitiva. Ma fra interpretazione dei sogni, ricostruzioni miracolose, pillole, trasmissioni elettromagnetiche e trasfusioni di pensiero, fra scienza e paranormale, l’unica cosa certa sarà che a questo Carnevale ci si divertirà da… matti.

Hysterica #01Hysterica #03

Viola style

Viola style #01

La luce è elemento fondamentale in fotografia. Ma questo forse lo sapete già (evito la ramanzina sul termine fotografia che deriva dal greco e significa disegnare con la luce). E quando il fotografo può scegliere la luce è giusto che cerchi di adattarla al soggetto che vuole ritrarre. In esterni è molto difficile, è necessario spostarsi, scegliere l’ora giusta, in linea di massima bisogna adattarsi. In studio è tutto molto più semplice, l’illuminazione è artificiale e possiamo disporne a piacimento. Tutto questo discorso per spiegare la scelta della luce in queste tre foto di Viola. In questo caso il carattere estetico della modella era decisamente forte, duro, d’impatto e volevo qualcosa che evidenziasse queste caratteristiche da ‘ragazza interrotta’. E quindi ho optato per una sola fonte di luce (softbox) laterale: è una scelta impegnativa, rende la foto drammatica e non tutti apprezzano. Io invece sono un grandissimo estimatore di questo tipo di illuminazione (che possiamo definire chiaroscuro) che trovo speciale, intrigante. E credo che Viola possa permettersi questa scelta.

Viola style #02Viola style #03

Kia softly

Kia softly

July B live in Condorito

July B #01

L’isola Condorito è un posto perfetto per ascoltare musica e bere qualcosa fra amici. Forse l’unica realtà in zona che organizza esibizioni live con artisti di qualità. E’ anche un locale terribile dal punto di vista fotografico, ma probabilmente sono l’unico a notarlo. Venerdì scorso July B presentava Black & Wild e non potevo mancare. Ho provato a scattare l’impossibile e credo, in parte, di esserci riuscito. Ma ormai la tecnologia ci permette di affrontare anche il buio più assoluto. Tutte le foto sono scattate a f/2.8 con ISO altissimi (6400 e 12800): io per esagerare ho addirittura aumentato il rumore e abbassato i colori in post-produzione. Sono uscite una serie di foto rovinate, sporche, ma che credo rendano bene l’idea del rap di July B e della serata al Condorito.

July B #02July B #03July B #04

Ti amo x tutta la vita

Ti amo x tutta la vita

Ho scattato questa foto l’anno scorso, a Venezia. Erano i giorni del carnevale (ricordo il freddo incredibile) e, camminando per le calle, mi sono accorto di questo scorcio urbano: sei, forse sette tipologie di disegno diversi, colori e texture che si incrociano senza simmetria apparente, senza nessuna logica architettonica. E poi l’idrante rosso, la stella di Natale, un riflesso, il graffito ed una frase d’amore (con un doppio articolo davvero strano). Una foto confusa, carica di elementi ma anche bilanciata e viva, intensa, che conservo da oltre un anno per poterla pubblicare il 14 febbraio. Perfetta per il giorno di San Valentino, la festa degli innamorati. E posso e voglio dirlo anche io, senza paura, che TI AMO X TUTTA LA VITA. ;-)