Il commento tecnico di Salvatore Bagni

Salvatore Bagni è stato un grandissimo giocatore, uno dei miei preferiti. E’ anche un buon commentare, gli manca solo la capacità di parlare: cerca di esprimere concetti validi e condivisibili, ma la sintassi è davvero un’altra cosa!! :)

…agh …agh …agh… fuori tempo massimo… guarda guarda… facciamo pi pirlo… guarda cosa fa… ahvìa… ha lalucidhia dheh… la lalucidhia dheh di vedere Rossi in mezzo all’area…poi… poi… pooi ci vuol la qualità anche (silenzio, interviene l’altro) …tocca di siniiistro… lui… inconclude di destro… noh eh… dheehh… De Rossi… pperò tutti vanno a abbracciare PPirlo…”

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Libreria spaccaculo

Sono una sorta di fissato della libreria. La libreria deve essere moderna, minimale e deve, soprattutto, lasciare spazio ai libri. Si chiama libreria, mi sembra giusto così. E la ricerca della libreria perfetta è sempre stata molto difficile, quasi impossibile. Non sono mai riuscito a trovare niente di invisibile, niente che permettesse ai libri di recitare la parte dei protagonisti. Ma forse oggi è il grande giorno: si chiama Sapiens, è un progetto del designer Bruno Rainaldi ed è una derivazione della celebre PTolomeo (almeno credo). Il prezzo è un pelo alto, però la qualità e la fantasia si pagano sempre volentieri. Per i dettagli tecnici vi rimando alla pagina del produttore. Io ho acquistato la versione da 152 e la versione da 202, voglio provare ad affiancarle. Spesa totale 258 euro.

Libreria Spaccaculo

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Estate Caldissima

Sono passati undici giorni dal mio ultimo post. Un’eternità. Non lasciavo il mio blog così solo da tanto tempo, forse mai. Anzi, mai. Ma il periodo è denso di difficoltà e di lavoro: sto quasi traslocando, la casa non è ancora pronta ma il tempo stringe e i compiti da svolgere si moltiplicano. Ci sono problemi con il muratore, con l’elettricista, con l’idraulico, con il carpientere, con il fabbro, con l’arbitro e anche con l’architetto. Anche se non ricordavo di averne uno. Devo scegliere il dottore della mutua, non ho ancora un indirizzo fisico ma devo allacciare gas, enel, acqua e, soprattutto, internet. Ho due stanze piene di scatoloni e oggettistica varia da trasportare e controllare. Ma per fine mese (molto ottimistico) dovrei aver concluso il passaggio. Se aggiungete che, causa elezioni, feste, compleanni ed eventi assortiti, il fine settimana sono quasi sempre in viaggio verso il mare avrete capito che la disponibilità di tempo libero si è ridotta davvero drasticamente. Ho ripreso in mano la macchina fotografica giusto venerdì scorso, per fotografare le mongolfiere: tempo dedicato all’evento circa quindici minuti. Poi via, di nuovo di corsa. Una cara amica direbbe al Galop. Ai problemi personali si aggiungono anche i problemi lavorativi: tutto bene, sia chiaro, ma a fine mese inaugura la nuova sede di Mondovì, sede del quale sarò parte integrante. Potete immaginare le problematiche organizzative e, quindi, relative ad eventuali richiesta di ferie. Non ci sono problematiche di ferie, a dire il vero: semplicemente non si possono chiedere. :) Giovedì 25 sono a Torino: c’è la presentazione e la cena dell’A.I.E.A.. Punto verso l’Africa. Non prima del 2011, ovviamente. :) E’ un estate calda, caldissima.

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E’ quasi Natale: Natività

E quasi Natale: manca davvero pochissimo alla festa più importante dell’anno. Per rammentarVi l’imminenza di questo fantastico evento vi regalo due immagini della Natività catturate al Museo del Presepe di Imperia. E dato che il tempo stringe Vi consiglio di visitare la sala che raccoglie queste 113 meravigliose statuine, create e dipinte a mano dal maestro Anton Maria Maragliano fra il 1724 ed il 1741. Assolutamente da non perdere.

Museo del PresepeMuseo del Presepe

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Quando muore un amico…

Ho appreso la notizia per telefono. Martedì poco prima di pranzo. Non mi era mai capitato di perdere un amico. Mauro era poco più giovane di me ed era molto diverso dal sottoscritto; scherzando lo chiamavo ‘Tamauro‘ per via di quel suo modo un po’ tamarro di intendere la vita. Gli amici invece lo chiamavano Maurunen, perchè amava sgommare con la macchina sulla neve fresca (da Vatanen, celebre pilota di rally finlandese). Insieme abbiamo passato tanti momenti, una quantità innumerevoli di partite a calcio: entrambi decisamente poco dotati tecnicamente eravamo soliti ‘insultarci’ durante e dopo le partite. E dopo a bere una birra, tutti insieme. Non eravamo amici per la pelle, ma con lui mi sono sempre divertito. Ho ancora nella mente una cena, a San Lazzaro Reale: tutti i miei amici ricordano quella cena. Tantissime risate e lui che buttava i bicchieri per terra. Mauro era un grandissimo appassionato di elettronica: si era ‘divertito‘ a montare gratis tutte le autoradio del gruppo; la sua era sempre la più bella, la più potente. Il suo arrivo era annunciato dal woofer a distanza di diverse centinaia di metri. A ricordare certi momenti mi viene fuori un sorriso appena accennato, amaro. Che tipo che era Mauro. Mi ricordo quando collegai la Canon 5D alla sua autoradio: le foto in macchina dopo pochi secondi; sempre all’avanguardia. Oggi non riuscirò a nascondere le lacrime e non ci riesco nemmeno in questo momento. Buon viaggio Mauro.

Mauro al matrimonio di Sergio e FedericaMauro al matrimonio di Sergio e Federica

Le foto si riferiscono al matrimonio di Sergio e Federica: Gennaio 2005. Mauro è alla guida nella prima foto e alla mia destra nella seconda. Quel giorno collegai la mia fotocamera alla sua macchina (mediante USB) e riuscimmo a mostrare le foto agli sposi, praticamente in tempo reale, sullo schermo da 5″ dell’autoradio!!

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Elettricista furbo? Elettricista ladro?

Placca 16763_15 Grafite Vimar IdeaCi sono molte categorie di ladri e molte categorie di furbi. Quasi tutti i professionisti (meccanici, informatici, elettricisti, idraulici) fanno parte di entrambe le categorie: la stragrande maggioranza di queste persone è consapevole che il proprio cliente non è informato e cerca di guadagnare il più possibile sfruttando questa ignoranza. Mi è capitato proprio in queste ore un caso del genere e il pensiero che il mio elettricista (del quale per il momento non farò il nome) voglia guadagnare sul sottoscritto, in modo triste, mi fa andare il sangue alla testa. Premessa: si tratta di un capitolato e quindi l’impresa costruttrice impone l’elettricista. Parliamo di placche: Vimar Idea. A capitolato è presente il modello in tecnopolimero: il più semplice ed economico, prezzo di listino Vimar (visionabile sul sito) 2,42 euro + IVA. E’ un prezzo alto: le aziende tendono a gonfiare molto questi prezzi per poi scontare a dismisura. A me non piace e voglio un modello uguale ma di colore diverso: il prezzo è identico. Per scrupolo chiedo alla ditta che si occupa dei lavori un preventivo. Quanto mi costa cambiare le placche rispetto al capitolato? In realtà io so che il prezzo è lo stesso, ho anche comprato un campione e l’ho pagato 2,49 (un po’ caro a dire il vero). Mi arriva il preventivo dell’elettricista e trovo la sorpresa: mi chiede 2,42 a placca, di differenza. Differenza è scritto molto chiaro, addirittura maiuscolo. Provo a cercare, nuovamente, in rete: il primo sito che trovo mi propone 25 pezzi a 52,25 euro. IVA e trasporto inclusi. Il mio simpatico elettricista ha cercato il prezzo di listino e mi chiede, di differenza, proprio il prezzo di listino. Sono incredulo. Non si deve essere accorto che nel mondo è arrivata la rete, anche se in realtà mi basterebbe andare da qualsiasi rivenditore di materiale elettrico ed informarmi. Che stia provando a guadagnarci qualcosina? Cosa dovrei fare? Ho un paio di idee ma vorrei essere subdolo e bastardo. Qualche suggerimento? :-)

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Di nuovo serie B. Ma siamo preparati.

Non moriremo MAI!Copio e incollo questo splendida lettera di Mario Giordano, direttamente dalle pagine di ToroNews. Riprende perfettamente il mio pensiero. Non è la prima volta che i tifosi del Toro dimostrano la loro compattezza e la loro fede nel momento di difficoltà. E successo in passato, succederà in futuro. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

L’altra sera sono rientrato e fuori da casa mia c’era una bandiera granata. L’aveva messa mio figlio Lorenzo. Mia moglie scuoteva la testa scettica: «Andate in serie B e lui mette fuori la bandiera. Mah…». Era tardi, sono andato su, lui dormiva e io l’ho accarezzato. Bravo Lorenzo, hai capito tutto. È nei momenti di difficoltà che si tira fuori l’orgoglio. È quando si va in serie B che si tirano fuori le bandiere. Lo vedi? Tutt’attorno a noi ci sono finestre colorate di nerazzurro. Ma è fin troppo facile: sono capaci tutti di festeggiare le vittorie, per poi magari scomparire nei momenti bui. Provate voi a festeggiare una sconfitta. Eppure se il Toro esiste e resiste ancora è proprio perché ci siamo noi capaci di vincere proprio quando si perde, capaci di emergere dentro le difficoltà, di superare le batoste, di sfidare le tragedie.
Questo significa essere granata: scalare Superga, sempre disposti a perdere tutto, tranne che noi stessi. Ti ricordi Lorenzo l’ultimo giorno felice con il nonno? Era il maggio 2003, anche allora ci fu una retrocessione, ancor più vergognosa di questa. Andammo in piazza, lui, tu ed io, e marciammo per il nostro Toro. Ti comprammo una maglietta per celebrare l’evento. Quale evento? La retrocessione? Sicuro. Nessuna altra squadra al mondo porta 50mila persone in piazza per celebrare una retrocessione. Noi sì. Noi siamo il Toro. A vincere sono capaci tutti, a perdere ci vuole coraggio. Tu ce l’hai, Lorenzo, e io oggi guardo quella bandiera fuori dalla porta e sono ancora più orgoglioso di te. La sai una cosa? Di questa retrocessione la cosa che mi dà più fastidio non sono i (troppi) errori arbitrali, le ingiustizie subite, i punti persi in modo scemo o il comportamento dei nuovi gobbi genoani, che sono andati a perdere a Bologna, hanno pareggiato in casa col Chievo e poi sono venuti a giocare la partita della vita all’Olimpico (addio rossoblù: il prossimo anno vi faranno scendere in campo con le maglie bianconere). No, quello che mi dà fastidio è la rissa alla fine di quel Toro-Genoa. Non si fa così, caro Lorenzo. Chi è granata davvero il destino lo prende a pugni in altro modo. Ma che ci vuoi fare? Che quelli di quest’anno non fossero veri granata l’abbiamo capito presto. Fosse arrivato un po’ prima Camolese, forse sarebbe riuscito a dar loro ripetizioni. Ma chissà. E adesso? Adesso caro Lorenzo, ci aspetta la B. Ricordi? Albinoleffe-Torino, perdemmo pure lì. Ci aspettano nuove sofferenze, nuove umiliazioni. Ma siamo preparati. L’ho capito vedendo quella bandiera che hai messo fuori dalla porta, nel giorno della serie B: in fondo noi siamo diversi dagli altri. E sai perché? Perché abbiamo alcuni valori che forse non fanno parte di questo calcio, e forse nemmeno di questo mondo, ma valgono più di una Champions League. E nessuno errore arbitrale, nessun inguacchio rossoblù, nessun neogobbo, nessun Ciuccariello o Goveani potrà distruggerli perché sono scolpiti in granata nel cielo di Superga e dunque sono più forti dei giocatori che passano, degli allenatori, della società, di chi la guida. Quei valori sono nostri, soltanto nostri. Granata fino in fondo per davvero. E per questo anche nel giorno della retrocessione noi possiamo sventolare i nostri colori con orgoglio dentro il cuore e fuori da casa. Chissà se tutti quelli che restano in A possono fare altrettanto.

Mario Giordano

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Tette e Crociere

Una ventina di donne ha protestato alla stazione Termini di Roma contro la pubblicità di una nota compagnia di navi da Crociera. Sono contrarie allo sfruttamento del corpo della donna a fini di lucro. Lo slogan recita: “Abbiamo le poppe più famose d’Italia, metteteci il Vostro Culo”. Non voglio commentare il culo che spicca, nella foto, in terza posizione da sinistra. Preferisco non farlo. Certo si tratta di una pubblicità davvero di cattivo giusto e appoggio in maniera completa la protesta. Basta sfruttare il corpo delle donne a fini di lucro. La compagnia si chiama TTTLines (famosa? Mai sentita): forse le tre T significano TETTE? Cioè la crociera delle TETTE? Interessante… :)

Poppe e Navi

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Il selezionatore di Feed

Feed RSS a valangaI feed sono un’invenzione stupenda. Permettono di ricevere le notizie e di rimanere sempre aggiornati, praticamente in tempo reale. Hanno però un grosso problema: tendono a diventare eccessivi, ingombranti, ridondanti. Tutti abbiamo problemi di abbondanza di feed. Siamo sommersi dagli articoli, dai post, dalle notizie. Un fiume di parole che ci insegue, ci copre, ci perseguita. Nella stragrande maggioranza dei casi questa valanga di parole rimane inascoltata, un rumore di fondo che tutti sentono ma che in pochi riescono ad afferrare. Ho usato il termine rumore con cognizione di causa: è un vero e proprio frastuono. Una piccola percentuale di questi scritti sono interessanti, difficile quantificare: una mia personalissima stima, a spanne, parla del 98% di spazzatura. In realtà non si tratta di rumenta vera e propria: semplicemente sono inutili. Interessanti per chi scrive, noiosi, terribilmente noiosi, per chi legge. E magari sono anche scritti bene. Quasi sempre. Ma sono noiosi, inutili e, spesso, ripetitivi. Sono iscritto ad almeno 15 feed di tecnologia varia: la stessa notizia, generalmente copiata da qualche sito straniero, è riportata almeno 8 volte. Facebook è stato bloccato in Iran (e poi sbloccato). Bene. Ho trovato questa notizia in 7 siti diversi nei giorni scorsi. Sempre uguale, almeno quello. E io non riesco più a seguire questo rumore, questa spazzatura. Ho bisogno di selezionare, di leggere solo il materiale interessante. Il tempo è tiranno, e scarseggia. Quindi offro lavoro. Si potrebbe addirittura immagine una nuova figura professionale: il selezionatore di Feed. Io pago un cifra mensile, ti mando i miei feed (max 1000) e tu, selezionatore, mi scegli i 25 articoli/giorno che credi possano interessarmi. Solo 25 post, 25 informazioni che pensi che io sia interessato a leggere. Io ti segnalo i post che non hanno suscitato il mio interesse e tu, selezionatore di feed, aggiorni il mio database e regoli le tue scelte in base alle mie preferenze. Non esiste una macchina (almeno credo) che possa svolgere una funzione simile. Facciamo un esempio stupido: immaginiamo 20 euro/mese. Con 50 clienti sono già mille euro. E non credo sia un impegno gravoso, soprattutto su larga scala. Qualche volontario?

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Nuova città, nuovo calcio

Alla passione non si comanda. Dopo nemmeno due mesi di vita nella provincia Granda sono già tornato nel calcio che conta. Si fa per dire. Ieri sera ho esordito con la squadra dell’IdroTerm nel torneo di San Biagio di Centallo. Il prestigio mi segue. Maglia verde, voglia di correre e un fantastico numero 10 sulle spalle: una sorta di insulto alla storia del gioco più amato del mondo. Sono tornato ad assaporare il profumo dell’erba (sintetica), sono tornato a picchiare e, soprattutto, sono tornato a gonfiare la rete: il mio portiere non ha potuto nulla contro la mia splendida deviazione volante. E ho ripreso proprio da dove avevo terminato: con un’altra brillante sconfitta.

La squadra Idroterm al torneo di San Biagio

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