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Nella tela dell’Ifantria

POSTED ON 10 Lug 2024 IN Animals, Macro     TAGS: butterfly, nature

Nella tela dell'ifantria

Vanessa del Cardo

POSTED ON 10 Lug 2024 IN Animals, Macro     TAGS: butterfly, nature, tele

Vanessa del Cardo

Brintesia Circe

POSTED ON 10 Lug 2024 IN Macro, Animals     TAGS: butterfly, nature, tele

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Il regalo di Nozze

POSTED ON 10 Lug 2024 IN Reportage     TAGS: URBEX

Il regalo di Nozze /01

Villa dei Cipressi ha una struttura architettonica molto simile alla tipologia tradizionale delle dimore signorili sparse nella campagna toscana, una costruzione salda e quadrata, strutturata su tre piani; da fuori sembra rigorosa e spartana, mentre all’interno è poetica e armoniosa. Non si hanno informazioni reali sulla costruzione della Villa, le fonti più attendibili dicono che venne costruita alla fine dell’800 sui resti probabilmente di un edificio meno importante.

Da questi la proprietà passò a Luigi Sani di Giuseppe, in società coi fratelli Berni e quindi per successione a Telene Sani, e alla di lei figlia Gemma che la portò in dote ai Betti e precisamente al dottor Icilio.

Le informazioni sono lapidarie e confuse. Icilio Betti volle donare alla sua amata qualcosa di meraviglioso come regalo di nozze. Per realizzare la sua idea Icilio chiamò il fiorentino Galileo Chini, uno dei giovani pittori liberty più conosciuti dell’epoca: la stanza più importante del piano nobile, il salone, venne dipinta con due affreschi di straordinaria bellezza. Questa è la narrazione poetica, la magia, in realtà non ci sono molte certezze: nel 1981 una verifica da parte della Soprintendenza non rilevò alcun elemento meritevole di tutela. Nel 1983 durante un ulteriore sopralluogo della Soprintendenza, in occasione della redazione degli elenchi degli edifici di valore storico, la dottoressa Medri formulò l’ipotesi di un riferimento alla mano o scuola di Galileo Chini, ma ritenne prudente inquadrare il contesto artistico e nella scheda di vincolo fece riferimento ad artista sconosciuto.

Nel 2018 Andrea Speziali, dell’associazione Italia Liberty, osservando le foto degli affreschi attribuì la paternità dei dipinti, a Galileo Chini datandoli fra il 1898 e il 1905. Le date si confondono e diventano complicate: Gemma del Panta, moglie di Icilio Betti, morì nel 1897 all’età di 24 anni e Villa dei Cipressi passò alla famiglia Betti.

La Villa è disabitata: nel 1999 il Comune ha sottoposto l’immobile al provvedimento di vincolo storico architettonico da parte del Ministero per salvaguardarlo. Nel 2016 la proprietà è stata ceduta ad un facoltoso inglese che, secondo le voci, avrebbe l’intenzione di restaurare la villa che non è mai stata abitata, ma in un secolo, compresa la guerra, è invecchiata ugualmente, forse maggiormente. Gli affreschi attribuiti al Chini sono ormai in condizioni pessime, nel 2018 Italia Liberty provò ad organizzare una raccolta di fondi per salvare il salvabile e come sempre in queste situazioni si iniziò a parlare di museo, un museo dedicato al Liberty Italiano (un’utopia data la posizione della Villa). Purtroppo negli ultimi anni non si è mosso nulla e gli affreschi sono destinati a morire nel tempo.

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One Eyed Jacks

POSTED ON 9 Lug 2024 IN Performing Arts     TAGS: EVENT, circus

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Una delle prove più difficili per un fotografo è riuscire a riprendere un soggetto in movimento al buio. E’ la classica situazione che fa arrossire la celebre frase il mezzo non conta (ottima frase da utilizzare quando hai a disposizione il mezzo migliore). In questa tipologia di immagini il mezzo conta, eccome. E fra sabato e domenica è arrivata la prova provata, anche se ho scoperto che talvolta anche il mezzo non è sufficiente ed è necessario salire di livello (anche per il fotografo). Descrivo la scena: piazza Maggiore a Mondovì, bellissima location per un evento circense. Notte fonda, luci praticamente inesistenti, anzi dannose (in controluce). In cielo un ragazza volteggia a velocità folle sul Trapezio Ballant. One Eyed Jacks è il luogo senza tempo dove due surreali personaggi si incontrano.

In questa dimensione metafisica accadono cose inusuali e a volte insensate. La regola del gioco è: cambiare le regole.Siete davvero sicuri che un pavimento non possa essere anche un soffitto? Fino a che punto si può giocare con la forza di gravità? E se la realtà fosse solo un’idea?

Descrivere lo spettacolo non è un’impresa facile: una prima parte che potrei definire di cabaret dove i due personaggi giocano con numeri circensi ed una seconda parte aerea, volante, che costringe il pubblico a guardare con il naso all’insù. Io ho fotografato, con tanta difficoltà, solo la seconda parte (la prima non è interessante dal punto di vista fotografico). Fortunatamente nel caso gli artisti hanno ripetuto in orario più adatto, in quella che potremmo definire ora blu: non semplice ugualmente, ma in condizioni di luce possibili. Per riuscire a fermare il movimento della trapezista durante la prima esibizione sarebbe servito un tempo di almeno 1/640 e con l’oscurità, e senza luci, avrei dovuto alzare davvero troppo gli iso. Quindi fermandomi al mio limite psicologico (e fisico del mezzo) di 6400 è stato quasi impossibile ottenere foto decenti (troppo scure oppure troppo mosse). Il giorno successivo invece la situazione è nettamente migliorata e sono riuscito a fotografare in manuale a 1/500 (sempre 6400 iso). L’altra importante difficoltà (mica sono finite) era ovviamente la messa a fuoco: movimento rapido, buio, salti e volteggi. A tutta apertura f/2.8 con la ricerca automatica del fuoco (il mezzo non conta) e l’inseguimento del soggetto (AI SERVO) credo di poter affermare che il 90% delle foto sono a fuoco sullo sfondo. Quindi perdonatemi se in alcune il punto di fuoco non è proprio preciso: quelle mosse e fuori fuoco le pubblico in versione piccola come fanno i fotografi di livello. :-)

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Ormea in Onda

POSTED ON 7 Lug 2024 IN Reportage     TAGS: EVENT

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L’anno scorso era passato ad Ormea quasi per caso (diretto ad Imperia) e mi ero imbattuto nella preparazione di Ormea in Onda. Purtroppo i programmi erano diversi, ma mi ero ripromesso di tornare quest’anno per almeno fotografare (il prossimo step è la partecipazione).

In cosa consiste Ormea in Onda? Utilizzando l’antico sistema del biale la via principale del paese, la bellissima e storica via Roma, viene riempita d’acqua, vengono piazzati dei teli lungo tutto il percorso e la strada diventa un gigantesco e lunghissimo scivolo. È molto divertente. I concorrenti con l’aiuto di un materassino/salvagente si lanciano sfruttando la spinta regalata dall’altezza di un gonfiabile e devono percorrere nel minor tempo possibile il percorso. Una gara contro il tempo e la tecnica di scivolamento diventa componente fondamentale. È una competizione goliardica e il risultato è l’ultima cosa che conta.

Mi sono sistemato lungo il percorso, scegliendo le posizioni migliori, e ho fotografato con il 70-200 cercando di cogliere i momenti divertenti e le espressioni strane. Per riuscire a trovare la posizione migliore sono entrato, mio malgrado, nel biale e mi sono ovviamente lavato. Non ho creato un vero portfolio/reportage perché dati i tempi ristretti mi sono limitato solo ad alcuni momenti della manifestazione: ho scelto 18 foto, le più intriganti e simpatiche. Enjoy. :-)

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