La casa dei francobolli

POSTED ON 2 Dic 2022 IN Reportage

La casa dei francobolli /02

La casa dei francobolli (oppure del filatelista) è una di quelle tragedie (perdonatemi il termine esagerato) che si consumano nel mondo urbex. Mi avevano avvisato e sapevo che avrei trovato una situazione completamente diversa dalle foto di chi mi aveva preceduto. Ma nonostante tutto sono rimasto esterrefatto e senza parole: la stragrande maggioranza dei mobili era stata spostata, i quadri in posizione completamente diversa, libri buttati alla rinfusa e, soprattutto, erano sparite le famose vaschette di plastica con i francobolli e quelli ritenuti di poco valore erano sparsi ovunque come fossero coriandoli, alcuni portati dal vento addirittura nel giardino e sul sentiero che conduce alla casa. La parte centrale della villa è crollata e per salire al piano superiore mi sono dovuto letteralmente arrampicare sulle macerie; questa difficoltà però ha fatto si che la stanza da letto fosse praticamente perfetta e bellissima: quasi romantica, con i quadri in bianco e nero dei bambini, nella sua delicatezza. Sono andato via con un senso di malcelata tristezza: distruggere in questo modo non ha davvero nessun senso.

La casa dei francobolli /01La casa dei francobolli /03La casa dei francobolli /04

La casa dei francobolli /17La casa dei francobolli /18La casa dei francobolli /19La casa dei francobolli /20

» CONTINUA A LEGGERE «

Dancing in the rainbow

POSTED ON 1 Dic 2022 IN Portrait

Dancing in the rainbow /02Dancing in the rainbow /03Dancing in the rainbow /04

Dancing in the rainbow /01

Enter the soul

POSTED ON 1 Dic 2022 IN Portrait

Enter the soul /01

Enter the soul /02Enter the soul /03

Think Hard

POSTED ON 30 Nov 2022 IN Portrait

Think hard

Good bear and bad girl

POSTED ON 30 Nov 2022 IN Portrait

Good bear and bad girl /01

Good bear and bad girl /02

Cascina Alpine

POSTED ON 29 Nov 2022 IN Reportage

Cascina Alpine /03

Se devo trovare un aggettivo per definire questa esplorazione scelgo triste: perché l’aria che ho respirato fra queste mura è stata strana, malinconica, deviante. Non ho visto un motivo, un filo conduttore: tutto mi è sembrato essere in disordine, alla rinfusa, senza una logica. Una logica, magari non apparente, deve sempre esserci, è fuori discussione, ma in questo caso ho trovato un senso poco coerente e mesto, confuso come la nebbia che in queste zone conoscono molto bene. Alpine è un nome di fantasia e trova la sua spiegazione nella bellissima e fiammante Renault Alpine rossa nascosta in garage. Diciamo quel poco che ne rimane, ma anche questa senza una logica apparente rispetto al resto.

La Alpine GTA è un’autovettura sportiva gran turismo prodotta dal 1984 al 1991 dalla casa automobilistica francese Alpine. La GTA (acronimo di Grand Tourisme Alpine), altrimenti chiamata Renault Alpine GTA, fu introdotta all’inizio del 1985 per sostituire la A310. La presentazione avvenne nel marzo al Salone dell’automobile di Ginevra del 1985. La carrozzeria, in plastica e poliestere, riprendeva grosso modo le forme della A310, ma ristilizzata in chiave più moderna, grazie alla matita di Heuliez, l’autore del restyling: nuovi erano per esempio i paraurti integrati nella scocca.

Ho scattato quello che mi sembrava interessante, molto poco, e ho lasciato da parte il resto. Non sono riuscito a trovare nulla che potesse fornirmi una svolta positiva, qualcosa che mi dicesse vale la pena. Sono uscito in fretta e furia con un velo di paura e tristezza nelle ossa: come se la mancanza di una regola certificasse un fastidio immenso.

Cascina Alpine /22Cascina Alpine /23Cascina Alpine /24

Cascina Alpine /11Cascina Alpine /12

Cascina Alpine /14Cascina Alpine /15Cascina Alpine /16

» CONTINUA A LEGGERE «

Sacro cuore di Gesù

POSTED ON 28 Nov 2022 IN Landmark

Sacro cuore di Gesù

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù si trova a Cuneo, a metà (circa) di Corso Nizza. E’ stata costruita a fine ‘800 ed esternamente è in stile neogotico: mi aveva sempre colpito per quell’aspetto un po’ particolare, l’avrei vista benissimo come ambientazione per un film dell’orrore. Il presbiterio è stato ristrutturato a inizio anni 2000 dagli architetti Paolo Mellano e Flavio Bruna e presenta un gusto decisamente moderno, bianco, minimale con inserti colorati molto vibranti. La mia idea di foto religiosa (in chiesa) è quasi sempre allo Zenit, ma in questo caso non avrebbe reso l’idea e ho preferito posizionare il treppiede a 45 gradi per riprendere le linee prospettiche verso l’alto e il bellissimo crocifisso colorato.

Villa Parea -Cuneo-

POSTED ON 27 Nov 2022 IN City & Architecture

Villa Parea /01

Siamo ormai vicini all’inverno e io torno a parlare della Giornate FAI di Primavera. Mi sembra giusto, anche se sono costretto a tornare indietro nel tempo sino al marzo scorso: questo perché, insieme alla delegazione del Fondo per l’ambiente Italiano (del quale sono socio), ho visitato la meravigliosa Villa Parea a Cuneo. Sinceramente non ero nemmeno a conoscenza dell’esistenza di questa villa, inserita perfettamente nel contesto urbano della città, e non sapevo cosa aspettarmi, anche perché sul web non si trova praticamente nulla di veramente esplicativo.

La Villa fu commissionata, verso la metà del XVIII secolo, dalla famiglia dei conti Bruno di Samone. Dopo vari passaggi, nel 1911, fu acquistata dal conte Parea che, come scrive Camillo Fresia, ampliò ancora il bel palazzo, aggiungendo, agli originari, altri pregi d’arte e di bellezza e la dotò di tutte le modernità, nel rispetto della struttura originaria. Negli anni Settanta la villa è stata completamente restaurata ed in parte ammodernata per adeguarla alle esigenze delle Suore Giuseppine, attuali proprietarie. La bellezza data all’interno dagli stucchi, dalle pitture, dai pavimenti lignei si ritrova all’esterno nel giardino, sul lato occidentale della villa e lungo la scarpata scoscesa che scende verso il fiume, oltre il terrazzamento sul fronte della costruzione. Del giardino all’italiana restano alcune tracce nei vialetti di ghiaia delimitati da siepi di bosso, mentre lungo il pendio il parco era all’inglese, con giochi d’acqua e cascatelle.

Durante la visita abbiamo scoperto un mondo pazzesco di stucchi, pitture, arte. Ad accompagnarci sono stati gli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti del Liceo Classico e Scientifico “Pellico-Peano”, appositamente formati e davvero molto bravi. Con loro due suore che ci hanno raccontato la vita all’interno del palazzo e aggiunto qualche doverosa correzione. Mi fa sempre strano scoprire che dietro casa esistono luoghi bellissimi senza che io ne sia a conoscenza.

Villa Parea /03Villa Parea /04

Villa Parea /05Villa Parea /06Villa Parea /07

Villa Parea /08Villa Parea /02

Villa Parea /09Villa Parea /10Villa Parea /13

Villa Parea /11Villa Parea /14

Villa Parea /12

Villa Parea /15Villa Parea /16

Villa Parea /17Villa Parea /18Villa Parea /19

#25novembre

POSTED ON 25 Nov 2022 IN City & Architecture

#25novembre

Chi è nell’errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza.
– Johann Wolfgang Goethe

Lines and tubes

POSTED ON 22 Nov 2022 IN Details

Lines and tubes

Questa è un’immagine forzata, niente di strepitoso. E’ un obbligo, una foto per me importante, diciamo romantica. Perché scattata con un’ottica dal sapore particolare. Era il 2010, raduno delle vele d’epoca d’Imperia. Un amico, presente con me in barca, mi prestò il mitico pompone, il Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6, chiamato con il celebre nomignolo per via di una caratteristica particolare: per zoomare non si deve girare una ghiera, ma allungare manualmente l’ottica come un fucile a pompa, sembra quasi di caricare un’arma. Non dico che fu colpo di fulmine, ma era la prima volta che scattavo con un tele così esteso: poi per un discorso di costi e usabilità (in realtà non ho mai la necessità di scattare a 400mm) rimase un sogno nel cassetto. Dodici anni di attesa nel quale diverse volte ho accarezzato l’idea. Poi ho avuto l’occasione di fare una permuta con un usato come nuovo dal prezzo interessante e mi sono detto perchè no? Nel frattempo, da qualche anno, è uscita la versione nuova, a detta di tutti nettamente migliorata come nitidezza e qualità. Ma io mi accontento di poco, di realizzare un piccolo sogno.

Tramonto su Castiglione Falletto

POSTED ON 21 Nov 2022 IN Landscape

Tramonto su Castiglione Falletto /01

Tramonto su Castiglione Falletto /02Tramonto su Castiglione Falletto /03Tramonto su Castiglione Falletto /04

La Chiesa delle Tre Croci

POSTED ON 20 Nov 2022 IN Reportage

La Chiesa delle Tre Croci /03

Sulla strada provinciale che collega Pinerolo a Carmagnola, fra Vigone e Pancalieri, non è difficile notare una strana gabbia ricoperta di piante. È una sorta di sarcofago, una rete metallica costruita attorno a quella che viene definita la Chiesa delle Tre Croci. La Chiesa è in avanzato stato di decomposizione, il tetto è parzialmente crollato, la natura ha preso il sopravvento e la struttura è destinata a crollare in tempi molto rapidi. L’entrata è complicata: si passa attraverso un piccolo buco nella rete che la circonda, quindi è necessario superare una specie di foresta amazzonica, e infine, quando si riesce finalmente ad entrare, si cammina su un tappeto di guano e carcasse di piccioni. Un’esperienza non proprio gradevole. I resti dell’altare sono ancora interessanti, ma anche di quello è rimasto pochissimo, giusto l’idea. Qualche foto veloce e poi fuori, che arriva il tramonto.

La Chiesa delle Tre Croci /01La Chiesa delle Tre Croci /04

La Chiesa delle Tre Croci /02La Chiesa delle Tre Croci /05La Chiesa delle Tre Croci /07

La Chiesa delle Tre Croci /06La Chiesa delle Tre Croci /08

La Chiesa delle Tre Croci /09La Chiesa delle Tre Croci /10La Chiesa delle Tre Croci /11

La Chiesa delle Tre Croci /12La Chiesa delle Tre Croci /13

La Chiesa delle Tre Croci /14

Red Milkbath

POSTED ON 18 Nov 2022 IN Portrait

Red Milkbath /01Red Milkbath /02

Do you believe in your head?

POSTED ON 18 Nov 2022 IN Portrait

Do you believe in your head?

I can go with the flow
But don’t say it doesn’t matter, matter anymore
I can go with the flow
Do you believe it in your head?
– Queens of the Stone Age

San Fiorenzo -Storie di Santi e Dannati-

POSTED ON 17 Nov 2022 IN Reportage

San Fiorenzo /36

A prima vista la Chiesa di San Fiorenzo non sembra particolarmente interessante: dall’esterno è quasi banale nella sua semplicità; costruita a pianta rettangolare, ha un’entrata sacrificata, intima, chiusa, quasi nascosta alla vista. La facciata frontale esterna è molto semplice, decorata con un rosone e una lunetta centrale affrescata che rappresenta la madonna con il bambino, San Fiorenzo e San Giovanni Battista. Ma quando si entra inizia la magia e si viene subito sorpresi dai colori e dalla quantità di affreschi dipinti sui muri: ogni singolo centimetro delle pareti laterali e del presbiterio ne è ricoperto con scene della storia di Gesù e dei Santi risalenti al XIV secolo.

Ubicata accanto al cimitero di Bastia, poco lontano da Mondovì, nelle basse langhe del cuneese, un tempo era una semplice cappella e segnava uno dei crocevia delle strade romane: la via romana detta Sonia, tra Vado e Bene Vagienna, e la via dell’alta langa verso Alba Pompeia, l’odierna Alba. Era consuetudine, infatti, collocare chiesette, edicole e cappelle nelle biforcazioni, negli incroci e nei lunghi tratti, per aiutare il viandante nella scelta del percorso corretto e per dargli ristoro. La scelta di edificare San Fiorenzo in questo luogo, però, è legata anche al culto popolare. Nei secoli è stata tramandata la credenza che la chiesa fosse stata costruita sul tumulo che conteneva le spoglie di Fiorenzo. Questi era un ufficiale della Legione Tebea, vittima della persecuzione perpetrata da Diocleziano. Risalente agli inizi dell’anno 1000, nei secoli la chiesa ha subito diversi rimaneggiamenti, tra cui un ampliamento per accogliere sempre più numerosi fedeli, la costruzione di un portico successivamente rimosso, il campanile e soprattutto i magnifici affreschi.

Non ho nessuna intenzione di descrivere nel dettaglio gli affreschi, anche perché potete trovarli sui libri dedicati a San Fiorenzo oppure sul bellissimo articolo scritto da Barbara Tonin e Lorena Durante su Giroinfoto dal quale ho rubato alcuni versi e, soprattutto, il bellissimo titolo (e ci sono anche le mie fotografie); basti sapere che San Fiorenzo custodisce al suo interno uno dei più importanti cicli pittorici tardo-gotici del Piemonte, datati 1472. Mi sembra doveroso però ricordare che nel 1999 si sono conclusi gli ultimi restauri ed è nata l’associazione San Fiorenzo che si occupa, attraverso alcuni volontari e senza fine di lucro, delle aperture e delle visite guidate.

Fra le iniziative vorrei citare “Le Cappelle del Tanaro sulle vie dei Pellegrini e del Sale” che si propone di valorizzare le nove chiese disseminate fra le colline e le borgate del Tanaro: non ricordo il risultato personale, ma nel 2018 partecipai ad un concorso fotografico dedicato a questa iniziativa anche con alcune immagini proprio di San Fiorenzo.

Le foto della Chiesa di San Fiorenzo sono scattate in momenti e giornate diverse, un progetto che durava da oltre un anno, ma osservandole mi sono reso conto di non essere riuscito a dare un’idea, nemmeno lontana, del senso di meraviglia che si prova varcando la soglia d’ingresso: se passate da queste parti tra Aprile e fine Ottobre non perdetevi la visita guidata gratuita, ne vale veramente la pena.

San Fiorenzo /01San Fiorenzo /02San Fiorenzo /26

San Fiorenzo /31San Fiorenzo /37

San Fiorenzo /30San Fiorenzo /35San Fiorenzo /38

» CONTINUA A LEGGERE «

Villa Extravaganza

POSTED ON 15 Nov 2022 IN Reportage

Villa Extravaganza /29

E’ una semplice affermazione, un classico che mi perseguita: “Qui ci sono solo due foto da fare, facciamo presto”. Un mantra ossessivo che quasi mai corrisponde al vero. Perché solitamente si finisce con il trovare posti incredibili e le foto diventano decine. Nel caso di Villa Extravaganza abbiamo davvero superato il limite della decenza, perché secondo le mappe non era nemmeno da prendere in considerazione: e invece sono clamorosamente spuntati 3 piani di delicata bellezza, di colori, di stravaganze assortite, di stupore e di lusso. Si, perché fra queste pareti non mancava davvero nulla: ho finito per perdere il conto dei servizi igienici a disposizione di ospiti e titolari, quasi uno per ogni stanza da letto. Tappezzeria eccentrica nelle camere, una cucina che definire pittoresca è forse riduttivo e bagni con rivestimenti al limite dell’effetto ottico. E poi un biliardo, fortunatamente dal tappeto verde, con 6 buche e decine di palline da golf: che io sinceramente non avevo mai visto utilizzare in tal senso e del quale non capisco la peculiarità. E poi quelle porte colorate, impilate nell’angolo senza apparente motivo. Zoccoli olandesi in Vibram, un orso, Kermit la rana, una madonnina delicata, bottiglie di alcolici in tutti gli anfratti, un sirio. Definire tutto questo stravagante è troppo poco: parliamo di EXTRAvagante e forse anche qualcosa di più.

Villa Extravaganza /27Villa Extravaganza /28

Villa Extravaganza /30Villa Extravaganza /32Villa Extravaganza /45

Villa Extravaganza /21Villa Extravaganza /22

» CONTINUA A LEGGERE «

          Older »