Viva i Saldi

POSTED ON 27 Gen 2023 IN Street

Viva i saldi

Quando ho visto la scena non ho potuto evitare/esimermi; ero dall’altra parte del marciapiede, ho aspettato il semaforo rosso e mi sono lanciato in mezzo alla strada. La signora ovviamente si è accorta della mia manovra bizzarra, ha alzato lo sguardo dal lunghissimo scontrino e mi ha fissato con uno sguardo più che perplesso. Ho scattato, ho ringraziato e le ho chiesto: “Ha lasciato qualcosa nel negozio?”. Le ho strappato un cenno di un sorriso e sono scappato nella direzione opposta, come un supereroe d’altri tempi.

Museo della Mille Miglia

POSTED ON 26 Gen 2023 IN Reportage      TAGS: museum

Mille Miglia /02

Non sono un appassionato di automobili e nemmeno di sport automobilistici. E non mi piace nemmeno fotografare le automobili, forse in gara, ma ho provato raramente; anche se da bambino andavo con mio padre a vedere le prove speciali del Rally di Sanremo (a Rezzo). Però devo ammettere che la storia, qualsiasi tipo di storia, esercita sul sottoscritto un fascino particolare: e potrei ascoltare per ore i racconti, le leggende che si intrecciano con la realtà, le cronache dell’epoca e le curiosità degli eventi sportivi. Sono rimasto estasiato a sentire la storia della Mille Miglia, “La corsa più bella del mondo” come ebbe a dire Enzo Ferrari. Perché la Mille Miglia non è semplicemente una corsa automobilistica, è la storia di questo sport, è un mito che continua nel tempo, anche a distanza di oltre 60 anni dall’ultima vera gara. Il museo (bellissimo, ingresso 10 euro) conserva i cimeli, i reperti dell’epoca (fra cui circa centotrentamila documenti) e ovviamente alcune delle automobili (e non solo) che hanno reso celebre questa gara. Il Museo ha aperto al pubblico il 10 Novembre 2004 ed è situato all’interno nel monastero di Santa Eufemia, di proprietà del Comune di Brescia, complesso dal grande valore archeologico, storico e architettonico che da lungo tempo stava subendo un degrado inarrestabile e che grazie all’aiuto di fondi privati è stato recuperato.

Fra le auto esposte due sono decisamente particolari: la Fiat 1500 Cabriolet del 1939 la cui carrozzeria arrugginita mostra i segni del tempo con un fascino molto particolare e l’Alfa Romeo Giulietta SZT, prototipo della coda tronca restaurata con un approccio conservativo solo su metà della carrozzeria e premiata dall’Unesco nel 2016 proprio per le tecniche innovative utilizzate. Fanno parte della collezione privata di Corrado Lopresto, il collezionista italiano di auto d’epoca più famoso al mondo, titolare di una collezione di prototipi italiani che è punto di riferimento internazionale per la ricerca, la storia e la cultura del car-design made in Italy. Sono inserite in una mostra temporanea, composta da 4 esemplari, dal titolo Inossidabile Eleganza.

Come scrivevo pocanzi non sono un grande fotografo di automobili, quindi ho cercato di trovare i dettagli più intriganti delle auto d’epoca e qualche particolare curioso. Bellissimo il manifesto d’epoca che ricorda che nel 1921 a Brescia (precisamente a Montichiari) si disputò il primo Gran Premio d’Italia, poi spostato all’autodromo di Monza, e davvero romantico il suggerimento di fare attenzione al passaggio dei corridori, perché la Mille Miglia si disputava sulle strade della prima metà del secolo scorso. Che pionieri, che epoca!

Mille Miglia /01Mille Miglia /03

Mille Miglia /04Mille Miglia /05Mille Miglia /06

Ci sono due cose che nessun uomo ammetterà mai di non saper fare bene: guidare e fare l’amore.
– Stirling Moss

Mille Miglia /08Mille Miglia /09

Mille Miglia /07Mille Miglia /10Mille Miglia /11

Mille Miglia /13

Mille Miglia /12Mille Miglia /14Mille Miglia /15

Brixia -Parco archeologico di Brescia romana-

POSTED ON 26 Gen 2023 IN Landmark, Reportage      TAGS: museum, monument

Brixia /04

Il parco archeologico di Brescia romana è parte del corridoio Unesco che comprende, dal 2011, anche il complesso monastico di San Salvatore e Santa Giulia. Prima che diventasse sito Unesco avevo già visitato il parco, ma devo ammettere che negli ultimi anni sono stati svolti lavori importanti che hanno trasformato l’intera zona in qualcosa di meraviglioso.

Quando siamo entrati nel Santuario il meteo non era dei migliori, il cielo plumbeo, ma tornati all’aperto sono arrivati l’azzurro e le nuvolette carine che mi hanno permesso di fotografare in maniera più interessante il tempio: ho scoperto che le parti bianche sono le uniche originali, mentre il resto è ricostruito in laterizio. È una tecnica che oggi non sarebbe accettabile, ma che nel secolo scorso veniva utilizzata largamente; l’impatto scenografico non è così male, anzi, infatti nonostante le nuove tecnologie si è deciso di non modificare la ricostruzione storica di quasi 100 anni fa.

L’altro pezzo da novanta dell’area archeologica è la Vittoria Alata, ma il motivo di tale importanza è possibile comprenderlo solo osservandola da vicino: i dettagli, i particolari, l’impatto visivo. È ritornata a Brescia dopo due anni di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, è un pezzo unico per composizione, materiale e conservazione, e uno dei pochi bronzi romani proveniente da scavo giunti fino a noi. Dal vivo è bellissima. Sentire la sua storia riporta indietro nel passato e permette di riflettere, comprendere al meglio la qualità e il tempo che serve per il recupero e la manutenzione di questi straordinari manufatti

L’area è stata progressivamente portata in luce e valorizzata a partire dal 1823, quando grazie a una sottoscrizione pubblica, l’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Brescia diede avvio a indagini archeologiche partendo dai pochi elementi affioranti all’interno di proprietà private. La campagna portò a risultati straordinari, riconoscendo il tempio Capitolino e numerosi suoi arredi, il teatro romano e il deposito dei grandi bronzi al quale appartiene anche la Vittoria Alata, tanto che, all’interno del tempio restaurato, nel 1830 venne aperto il Museo Patrio, primo dei musei cittadini.

Brixia /05Brixia /06

Brixia /03Brixia /07Brixia /08

Brixia /09

Brixia /01Brixia /02Brixia /10

Brixia /11Brixia /13

Brixia /12Brixia /14Brixia /15

Brixia /16

Al museo di Santa Giulia -in notturna-

POSTED ON 25 Gen 2023 IN Landmark, Reportage      TAGS: event, museum, monument

Museo di Santa Giulia /02

Il museo di Santa Giulia è il museo più importante di Brescia, si trova in via dei Musei (buona idea) ed è ospitato all’interno del monastero di Santa Giulia, fatto erigere nel 753, in epoca Longobarda, da Re Desiderio e da sua moglie Ansa. Il sito fa parte di una serie di monumenti che comprendono monasteri, chiese e fortezze e che sono divenuti un sito UNESCO seriale nel giugno 2011, perché testimoniano il ruolo significativo del popolo longobardo per lo sviluppo spirituale e culturale dell’Europa nella transizione fra la Classicità e il Medioevo.

Ho avuto il piacere e l’onore di visitarlo in esclusiva (e in notturna) con la guida di Francesca Morandini, curatrice delle sezioni archeologiche del museo, e di Arianna Petricone, referente di Italia Longobardorum e storica dell’arte medievale. Ho già parlato della questione WOW e la nostra invasione digitale è stata improntata alla visita delle zone più interessanti e scenografiche dell’intero complesso: d’altronde si parla di 14000 metri quadrati di museo e fermarsi su ogni singolo reperto sarebbe stato impossibile.

Abbiamo ammirato la Chiesa di San Salvatore, il rilievo di Pavone, il coro delle Monache -WOW-, la cripta, l’armonium delle allodole impazzite (opera moderna dell’artista Emilio Isgrò) e la chiesa di Santa Maria in Solario -WOW- composta da due sale e che conserva due dei reperti più importanti del museo: la lipsanoteca e la croce di San Desiderio. All’uscita ho anche fotografato il tempio capitolino nell’area archeologica: esula un po’ dal contesto di questo racconto fotografico, ma non ho resistito alla tentazione.

Museo di Santa Giulia /03Museo di Santa Giulia /04

Museo di Santa Giulia /05Museo di Santa Giulia /06Museo di Santa Giulia /07

Museo di Santa Giulia /01

Museo di Santa Giulia /08Museo di Santa Giulia /09Museo di Santa Giulia /10Museo di Santa Giulia /11

Museo di Santa Giulia /12Museo di Santa Giulia /13Museo di Santa Giulia /15

Museo di Santa Giulia /14

Museo di Santa Giulia /16Museo di Santa Giulia /17

Museo di Santa Giulia /18

Duomo Nuovo -notturno-

POSTED ON 25 Gen 2023 IN Landmark      TAGS: church, night

Duomo Nuovo -Notturno-

Ascensio -Groupe F-

POSTED ON 25 Gen 2023 IN Performing Arts      TAGS: event, fireworks

Ascensio /22

Ascensio è il nome che Groupe F ha dato all’esibizione in piazza della Vittoria per celebrare Brescia (insieme a Bergamo) come capitale della Cultura 2023. È stata una roba pazzesca, che descriverla a voce, ma anche con foto e video, comunque non riuscirebbe a dare l’idea di cosa hanno ammirato i fortunati presenti all’evento (fra cui ovviamente il sottoscritto). Non esiste una definizione per uno spettacolo del genere: una via di mezzo fra teatro, danza, circo e fuochi d’artificio, il tutto immerso nel mapping più spettacolare che possiate immaginare. Le foto seguono in ordine cronologico l’esibizione tranne l’immagine di copertina che in realtà ritrae la parte finale dello show.

Groupe F designs and realises open air pyrotechnic shows and theatrical works.Our ability to bring together multidisciplinary teams of the highest artistic and technical level allows us to produce meaningful and original projects in the best possible conditions.
Groupe F is a one stop, integrated, creative and production tool that is unique in the world of public space performing arts events.

Ascensio /02Ascensio /03

Ascensio /04Ascensio /05Ascensio /07

Ascensio /06Ascensio /09

Ascensio /08

Ascensio /01Ascensio /16

Ascensio /10Ascensio /13Ascensio /17

Ascensio /14Ascensio /15

Ascensio /11Ascensio /12Ascensio /18

Ascensio /19Ascensio /20

Ascensio /21

Il rinoceronte appeso di Stefano Bombardieri

POSTED ON 24 Gen 2023 IN City & Architecture, Landmark      TAGS: art, monument

Il rinoceronte appeso /01

Quando mi è stato detto che il luogo di ritrovo sarebbe stato sotto il rinoceronte appeso mi sono immaginato un modo di dire tipicamente bresciano. E invece no, nel quadriportico (si chiama così) del centro città, a due passi da piazza della Vittoria, si può ammirare veramente un rinoceronte (a dimensioni reali) appeso sopra la testa dei passanti. È un’opera dell’artista Stefano Bombardieri, non nuovo a creazioni del genere, dal titolo “Il peso del tempo sospeso”. È stata installata all’antivigilia di Natale del 2020 e sarebbe dovuta rimanere esposta per due anni ma, sfruttando la nomina di Brescia capitale della cultura, è ancora lì, a sorprendere i passanti, in attesa di trovare un tempo definitivo. Sembra vero.

La scultura è stata ispirata da una sequenza del film “E la nave va” di Federico Fellini. In questo sceneggiato, un rinoceronte malato viene legato da cinture e issato su un piroscafo transatlantico diretto in America. Questa visione bizzarra per lungo tempo non è stata che un’idea nella mente dello scultore. Fino a che, qualche anno fa Bombardieri non si trovò in una situazione brutalmente simile a quella del povero rinoceronte malato e imprigionato. A quel punto tutto si è concretizzato.

Il rinoceronte appeso /02Il rinoceronte appeso /03

Coma Cose

POSTED ON 24 Gen 2023 IN Concert      TAGS: event, pop

Coma Cose /05

Il terzo concorrente in gara, ah no, non è il festival di Sanremo. Anche se non ho sbagliato di molto perchè Coma Cose e Mr.Rain saranno entrambi fra i concorrenti dell’edizione 2023 della celebre kermesse canora. Concludo la serie di foto dedicate al concerto di inaugurazione di Bergamo e Brescia capitali della cultura 2023, in realtà forse ne pubblicherò ancora due, con il duo composto da Fausto Lama e California, noti al grande pubblico come Coma Cose. Molto belli i pantaloni leopardati, devo ammetterlo. Dopo la loro esibizione, un po’ stanco, sono scappato (volevo fotografare il famoso rinoceronte appeso) e mi sono perso l’esibizione di Renga con la figlia Jolanda: peccato, sarà per un’altra volta

Coma Cose /08Coma Cose /09Coma Cose /10

Coma Cose /06Coma Cose /07

Hai le fiamme negli occhi ed infatti
Se mi guardi mi bruci
– Coma Cose

Coma Cose /01

Coma Cose /02Coma Cose /03Coma Cose /04

La carica di Voodoo Kid

POSTED ON 23 Gen 2023 IN Concert      TAGS: event, pop

Voodoo Kid /02

Quando Ambra Angiolini l’ha chiamata sul palco devo ammettere che non sapevo chi fosse. In realtà Voodoo Kid, pseudonimo di Marianna Pluda, 27enne bresciana, è un’artista eclettica che produce, compone e scrive, sia in inglese che in italiano, i testi e la musica delle sue canzoni (sono informazioni che ho appreso da Google ovviamente). La voce sul palco non mi ha entusiasmato, ma ascoltando “Tutto bene” in loop (una delle canzoni che ha presentato al pubblico di Piazza della Loggia e che fa parte del suo ultimo album) devo ammettere che non è niente male. Ma io faccio foto, vedo gente, e di musica non capisco praticamente nulla. :-)

La lunga permanenza nella città cosmopolita, della quale ha respirato l’aria di continuo cambiamento, lo studio della musica, in tutte le sue forme ed applicazioni, e la creatività tipicamente italiana, fanno di questa giovane artista un personaggio poliedrico ed unico.

Le ultime due foto sono dedicate a Ilaria Cammarata, una delle ballerine, che ho notato per la straordinaria somiglianza con Jenna Ortega, l’attrice protagonista della serie Mercoledì: separate dalla nascita, praticamente due gocce d’acqua.

Voodoo Kid /04Voodoo Kid /05

Voodoo Kid /01Voodoo Kid /03Voodoo Kid /06

Cosa ci faccio qui
a fare finta che sia tutto ok
La tua amica bionda che mi balla in faccia
ma che festa di merda
– Voodoo Kid

Ilaria Cammarata /02Ilaria Cammarata /01

Teatro Grande -Brescia-

POSTED ON 23 Gen 2023 IN City & Architecture, Landmark      TAGS: event, theater, monument

Teatro Grande /01

Quando siamo entrati nel foyer del teatro Grande di Brescia la nostra guida, Armando Pederzoli (celebre accompagnatore della Pimpa), mi ha detto: “Preaparati al Wow!“. È un modo di dire che lui usa molto molto di frequente e che ho imparato a conoscere in questa due giorni bresciana. E infatti appena entrati in teatro sono rimasto di stucco: perché il Grande è qualcosa di strepitoso in ogni angolo e in ogni soffitto. Il nome “il Grande” (un po’ strano) venne scelto in onore di Napoleone Bonaparte, ma quando questi decise di non presentarsi all’inaugurazione i Bresciani, feriti nell’orgoglio, cambiarono la denominazione togliendo l’articolo in modo che non fosse più dedicato al grande condottiere francese; piccole curiosità che ho imparato durante la visita guidata con Laura Castelletti, vicesindaca di Brescia, e con Umberto Angelini, soprintendente del Teatro. Non ho realizzato un vero reportage fotografico, ma ho semplicemente scelto le immagini che mi hanno colpito di più: il caffè del Teatro è semplicemente favoloso.

Teatro Grande /03Teatro Grande /06

Teatro Grande /05Teatro Grande /07Teatro Grande /09

Teatro Grande /04Teatro Grande /08

Teatro Grande /02Teatro Grande /10Teatro Grande /11

Mr.Rain in piazza della Loggia

POSTED ON 23 Gen 2023 IN Concert      TAGS: event, rap

Mr.Rain in piazza della Loggia /08

Sono appena rientrato da una 36 ore di fotografia molto impegnativa e sono spossato: ho scattato oltre 2000 foto in tutte le condizioni di luce possibili (e quasi sempre al freddo). Il clou del week-end è stata l’inaugurazione di Bergamo e Brescia capitali della cultura 2023 (#BGBS23), evento al quale sono stato invitato insieme ad una delegazione di IgersItalia. Fra le proposte di questa fantasmagorica manifestazione (era presente anche il presidente Mattarella) un super concerto nella meravigliosa (io l’adoro) piazza della Loggia a Brescia. Fra gli ospiti della kermesse (tutti con un rapporto importante con la Leonessa d’Italia) non poteva mancare Mr.Rain, artista per il quale, insieme a migliaia di teenagers, ho un debole. Il nostro ha cantato tre pezzi del suo repertorio e ho deciso di iniziare con lui questa settimana che giocoforza dovrò interamente dedicare all’evento (spoiler: si fotograferà di cultura, arte e bellezza)(stay tuned).

Mr.Rain in piazza della Loggia /05Mr.Rain in piazza della Loggia /06Mr.Rain in piazza della Loggia /07

Mr.Rain in piazza della Loggia /10Mr.Rain in piazza della Loggia /13

Mr.Rain in piazza della Loggia /02Mr.Rain in piazza della Loggia /03Mr.Rain in piazza della Loggia /04

Proverò a lasciarti andare
Mi metterò tra te e le tue paure per non farti male
Siamo due gocce di pioggia in mezzo a un temporale
Che prima di cadere credevano di volare
– Mr.Rain

Mr.Rain in piazza della Loggia /01

Mr.Rain in piazza della Loggia /09Mr.Rain in piazza della Loggia /11Mr.Rain in piazza della Loggia /12

La Grande Bellezza -Ca’ Damiani-

POSTED ON 20 Gen 2023 IN Reportage      TAGS: urbex, monument

Ca' Damiani /12

Ca’ Damiani è probabilmente una delle più grandi meraviglie del mondo urbex italiano. Quando si entra nelle stanze affrescate di questo palazzo del XVII Secolo non si può che rimanere estasiati dalla grande bellezza che ci circonda completamente: gli affreschi, che andrebbero restaurati, sono stati dipinti nel 1795 dal celebre pittore Niccolò Contestabili. La stanza più importante porta ad essere completamente immersi nella favola di Niobe e della sua superbia: si tratta di un paesaggio a fresco, uno stile molto in voga all’epoca, che occupa tutto lo spazio della stanza, da terra al soffitto e intorno alle pareti senza soluzioni di continuità né cesure.

Niobe aveva sposato Anfione, re di Tebe, e aveva avuto sette forti e robusti figli e sette bellissime figlie. Ne era così orgogliosa tanto da affermare di essere più feconda di Leto, che aveva avuto solo due figli Artemide e Apollo, e pretendeva che a lei e non a Leto spettassero gli onori divini. La storia arrivò alle orecchie di Apollo e Artemide che vollero punire Niobe per l’oltraggio fatto alla madre. Un giorno che i figli di Niobe erano a caccia, Apollo col suo arco d’argento li fece cadere tutti morti. Dopo questo dura punizione Niobe non si arrese anzi nonostante la perdita, continuava a vantarsi in quanto le rimanevano comunque ben sette figlie femmine; era ancora lei a vincere sulla madre di Apollo e Artemide. Questa volta toccò ad Artemide vendicarsi della madre, e ad una ad una con le sue frecce, uccise le sette figlie di Niobe. La sventurata madre accorse sulle pendici del monte dove erano le quattordici salme dei suoi figli, e davanti a quella scena si arrese e pianse, pianse tanto da scongiurare Zeus di tramutarla in roccia. Dopo un lungo vagabondare, Niobe capitò in Lidia dove, come suo volere, fu tramutata in roccia conservando la sua forma; tuttora continua a piangere tanto che da quella pietra colano incessantemente gocce d’acqua.

Il palazzo fu costruito da una importante e ricchissima dinastia di mercanti e banchieri, oltre che appassionati committenti d’arte, che da metà Seicento a fine Settecento, tra Pontremoli, Livorno, Pisa e Firenze crearono un immenso patrimonio. Ca’ Damiani è una struttura molto articolata e complessa: circa 1000 metri quadri, con tre corti, giardino centrale, due scale monumentali di cui una meravigliosa in marmo, vani per depositi di merci, spazi commerciali, piano nobile e un numero considerevole di ambienti. L’intero palazzo, nonostante il vincolo diretto d’interesse architettonico apposto dalla Soprintendenza competente nel 1982, è rimasto nella totale incuria. Conseguentemente il degrado dei paramenti, degli intonaci, modanature e decorazioni esterni e interni, nonché strutturale, a causa della forte umidità di risalita dal terreno che ha intaccato profondamente le murature a piano terra, è proseguito inesorabile fino a oggi.

Ci troviamo di fronte ad un esempio perfetto di decadenza, il palazzo che fu costruito per lo splendore di una famiglia e della sua nobile città, resta in silenzio, morente, in attesa di un’opportunità di rinascita che forse non arriverà mai. (Lorena Durante)

Ca' Damiani /01Ca' Damiani /15Ca' Damiani /16

Ca' Damiani /02Ca' Damiani /22

Ca' Damiani /26

» CONTINUA A LEGGERE «

Gregory Crewdson – Eveningside

POSTED ON 20 Gen 2023 IN Street      TAGS: silver, museum

Gregory Crewdson - Eveningside /02Gregory Crewdson - Eveningside /03

Gregory Crewdson - Eveningside /01

Ritratto in treno

POSTED ON 19 Gen 2023 IN Portrait      TAGS: silver, man, railway

Ritratto in treno

Autoritratto allo specchio con bambina

POSTED ON 19 Gen 2023 IN Portrait      TAGS: silver, children, selfie, mirror

Autoritratto allo specchio con bambina

Villa Azzurra -Il manicomio dei bambini-

POSTED ON 18 Gen 2023 IN Reportage      TAGS: urbex, asylum

Il manicomio dei bambini /37

Villa Azzurra, il manicomio dei bambini di Grugliasco, è un luogo di sofferenza; il dolore trasuda dalle pareti, ma si possono solo immaginare le atrocità che si sono compiute fra queste mura.

Un vero e proprio lager chiuso definitivamente nel 1979, ma l’imponente Villa Azzurra esiste ancora e versa in uno stato di abbandono. Si trova al confine fra Grugliasco e Collegno, in fondo alla via Lombroso a Torino e per tanto tempo è stato un luogo macabro che non somigliava né a una villa e né rimandava alle fiabe.

La storia del manicomio Vittorio Emanuele III (questo il nome dell’intera struttura) è lunga è travagliata: venne costruito in epoca fascista, dopo la guerra fu utilizzato come ospedale, ricovero, campo di concentramento per ebrei e ospitò gli sfollati dell’alluvione del Polesine nel 1951 e 1952; tornò alla sua funzione originaria solo nel 1960 e riprese ad ospitare i piccoli malati. Da quel momento iniziò l’epoca più buia e terribile di Villa Azzurra: nel 1964 divenne vice direttore e medico responsabile della struttura il professor Giorgio Coda, psichiatra, meglio conosciuto come l’elettricista per via della sua propensione ad utilizzare l’elettroshock che lui definiva elettromassaggio. I piccoli ricoverati venivano legati ai letti, ai termosifoni, per giorni interi senza possibilità di muoversi e sottoposti a trattamenti atroci.

Nel 1970 il fotografo Mauro Vallinotto riuscì ad entrare con un sotterfugio nella palazzina B dove erano ricoverati i bambini e salì nei dormitori. Travestito da medico scattò una serie di fotografie che fecero scalpore: bambini legati mani e piedi ai letti, ricoperti di mosche, impossibilitati a muoversi, alcuni giacevano con i loro escrementi; ma la foto che fece più scalpore fu quella definita crocefissione di Maria nella quale veniva ritratta una bambina, di circa 6-7 anni, completamente nuda, legata mani e piedi al letto con le braccia divaricate come se fosse crocifissa. Le foto vennero pubblicate il 26 Luglio 1970 sull’Espresso e lo stesso giorno i carabinieri entrarono nella struttura. Da quel momento iniziò la fine del manicomio dei bambini: nel 1974 Giorgio Coda venne condannato a 5 anni di reclusione, ma per un cavillo legale non scontò mai la pena.

Il 2 dicembre 1977, alle 18.30, quattro uomini facenti parte dell’organizzazione armata di estrema sinistra Prima Linea penetrano nell’appartamento dove Coda fa visite private sito in via Casalis 39 nel quartiere “bene” di Cit Turin e, dopo averlo sottoposto a un breve processo e legato ad un termosifone, gli sparano alle spalle e alle gambe. Sul corpo esanime gli attaccano un cartello con su scritto: “Le vittime del proletariato non perdonano i loro torturatori“.

C’è un bellissimo articolo di Michele Smargiassi su Fotocrazia, la rubrica di Repubblica, dedicato alla Crocefissione di Maria. È un racconto vero, intenso, che fa riflettere sul potere della fotografia e sulla storia di Villa Azzurra. Da leggere.

Il manicomio dei bambini /01Il manicomio dei bambini /02

Il manicomio dei bambini /03Il manicomio dei bambini /04Il manicomio dei bambini /05

Il manicomio dei bambini /06Il manicomio dei bambini /07

Il manicomio dei bambini /08Il manicomio dei bambini /09Il manicomio dei bambini /10

» CONTINUA A LEGGERE «

          Older »