Sono anni che sento parlare di Rocca la Meja. Ho visto decine di fotografie meravigliose, eppure, nonostante viva in provincia di Cuneo da quasi vent’anni, non c’ero mai stato. Avevo già fatto qualche trekking nei dintorni ed ero stato al Rifugio della Gardetta e al Pis del Passet, ma non avevo mai visto Rocca la Meja dal vivo. Un paio di settimane fa ho deciso di partire, era un’idea che rimbalzava nel vuoto della mia testa da diverso tempo. Il mio obbiettivo non era raggiungere la cima (mai nella vita), ma il Colle d’Ancoccia, uno dei punti migliori da cui fotografare Rocca la Meja. Con questo articolo vorrei raccontare la mia esperienza spiegando anche gli errori che ho commesso.
La camminata mi ha comunque regalato un incontro con una marmotta. Avevo soltanto l’obbiettivo macro da 100 millimetri (scelta leggera), ma sono riuscito ad avvicinarmi abbastanza e a scattare una fotografia carina. Arrivato al parcheggio superiore (ho bestemmiato) mi sono accorto che quasi tutti erano diretti al Rifugio della Gardetta. Io, invece, volevo raggiungere il Colle d’Ancoccia. Continuando a salire si incontrano un bivio e l’agriturismo La Meja: a destra si va verso il Rifugio della Gardetta, mentre a sinistra si prosegue verso Rocca la Meja e il Colle d’Ancoccia. Ho scelto questo percorso seguendo il consiglio del mio amico Loris, secondo il quale proprio dal colle si può fotografare una delle viste più belle (spoiler: ha ragione).
Si continua a camminare in mezzo a panorami bellissimi, prati e alpeggi. Lungo il percorso ho incontrato anche diverse mucche al pascolo. Nonostante fosse un giorno festivo di agosto, non c’era molta gente: ho incrociato soltanto due escursionisti tedeschi e un paio di italiani. Dopo circa un’ora e un quarto sono arrivato al Colle Margherina (2420 mt). Ho camminato con un passo normale, fermandomi diverse volte per scattare fotografie, non è un percorso impegnativo. Arrivati al colle si capisce che ormai manca poco alla meta e la vista su Rocca la Meja diventa sempre più bella.
Rocca la Meja ha confermato tutte le mie aspettative: è un luogo incredibile, dove bisognerebbe fermarsi almeno una notte per ammirare sia il tramonto sia l’alba. Al ritorno, il tratto che mi ha stancato di più è stato quello sulla strada sterrata piena di tornanti. Ho però scoperto che quasi a ogni curva esiste una piccola scorciatoia che permette di tagliare il tornante. Il percorso diventa così più diretto e ripido, ma rimane semplice e fattibile anche per chi non è un escursionista esperto.
Anche quest’anno a Murazzano si è svolto l’annuale concorso fotografico, il tema era: “Il borgo che resta: storie, gesti e presenze di Murazzano”. Un tema semplice solo in apparenza: come ogni anno, serviva uno scatto realizzato in paese. Così, con il solito gruppo di fotografi, sono tornato a Murazzano alla ricerca di qualche immagine interessante. Da vincitore dell’edizione precedente, però, ho preferito non sfidare nuovamente la sorte (diciamo così). Anche perché, a dire il vero, non ero riuscito a trovare una fotografia che mi convincesse fino in fondo.
Ultimamente con i fuochi d’artificio non ho molta fortuna. A me piace fotografarli, ma parto da un presupposto: per fotografare dei fuochi serve un contesto. Un paese, un monumento, uno skyline, qualcosa che faccia capire dove siamo. Fotografare semplicemente dei fuochi nel cielo nero, per quanto possano essere belli, dopo un po’ diventa abbastanza inutile. E dopo le ultime esperienze poco fortunate, ho deciso di andare a Cairo Montenotte per vedere i fuochi di Cairo Medievale.
E allora, visto che tanto le fotografie classiche non mi interessavano, ho cominciato a giocare. Macchina sul cavalletto, f/4, ISO 100 e 4 secondi di esposizione. Durante quei quattro secondi ho mosso la macchina da sinistra verso destra, a volte lentamente, altre volte più velocemente. In pratica ho fatto esattamente il contrario di quello che si fa normalmente con una lunga esposizione: invece di lasciare ferma la macchina e registrare il movimento della luce, ho mosso la macchina mentre i fuochi disegnavano nel cielo.