Fotografia e Urbex | Samuele Silva – #photosneversleep

The Unspoken Question

POSTED ON 26 Ago 2026 IN Portrait     TAGS: MODEL, beauty

The Unspoken Question - Fotografia di Samuele Silva

Ai piedi di Rocca La Meja

POSTED ON 23 Ago 2026 IN Landscape     TAGS: trekking, mountains

Ai piedi di Rocca La Meja /13 - Fotografia di Samuele Silva

Sono anni che sento parlare di Rocca la Meja. Ho visto decine di fotografie meravigliose, eppure, nonostante viva in provincia di Cuneo da quasi vent’anni, non c’ero mai stato. Avevo già fatto qualche trekking nei dintorni ed ero stato al Rifugio della Gardetta e al Pis del Passet, ma non avevo mai visto Rocca la Meja dal vivo. Un paio di settimane fa ho deciso di partire, era un’idea che rimbalzava nel vuoto della mia testa da diverso tempo. Il mio obbiettivo non era raggiungere la cima (mai nella vita), ma il Colle d’Ancoccia, uno dei punti migliori da cui fotografare Rocca la Meja. Con questo articolo vorrei raccontare la mia esperienza spiegando anche gli errori che ho commesso.

Sono partito intorno alle sei del mattino e sono arrivato a Preit di Canosio. Una signora mi ha indicato il parcheggio, che in estate è a pagamento: ho lasciato l’auto e pagato cinque euro. Pensavo che da lì fosse obbligatorio continuare a piedi, così ho preso l’attrezzatura e ho iniziato a camminare lungo la strada asfaltata. Dopo poco, però, diverse automobili hanno cominciato a superarmi. Ho iniziato ad avere qualche leggero sospetto. Dopo circa un’ora di salita sono arrivato su un pianoro e ho scoperto l’esistenza di un secondo parcheggio, raggiungibile in auto, che costava dieci euro. Avevo risparmiato cinque euro, ma avevo camminato un’ora in più. Un tempo che avrei potuto usare per fotografare Rocca la Meja con una luce migliore.

La camminata mi ha comunque regalato un incontro con una marmotta. Avevo soltanto l’obbiettivo macro da 100 millimetri (scelta leggera), ma sono riuscito ad avvicinarmi abbastanza e a scattare una fotografia carina. Arrivato al parcheggio superiore (ho bestemmiato) mi sono accorto che quasi tutti erano diretti al Rifugio della Gardetta. Io, invece, volevo raggiungere il Colle d’Ancoccia. Continuando a salire si incontrano un bivio e l’agriturismo La Meja: a destra si va verso il Rifugio della Gardetta, mentre a sinistra si prosegue verso Rocca la Meja e il Colle d’Ancoccia. Ho scelto questo percorso seguendo il consiglio del mio amico Loris, secondo il quale proprio dal colle si può fotografare una delle viste più belle (spoiler: ha ragione).

Colgo l’occasione per consigliare una visita al sito di Loris Astesano, fotografo che conosce molto bene la Val Maira e le sue montagne. Le sue immagini riescono a mostrare tutta la bellezza di questi luoghi e sono state per me una fonte di ispirazione. Se cercate fotografie e informazioni sulla Val Maira, il suo sito merita sicuramente una visita.
Dopo il bivio si percorre un breve tratto di strada sterrata in leggera discesa. Poco dopo si ricomincia a salire e la strada diventa prima un sentiero stretto e poi una semplice traccia tra i prati. Il percorso è comunque indicato dai classici segnavia bianchi e rossi del CAI, dipinti sulle rocce lungo il cammino (sono tantissimi, difficile sbagliare anche per un dilettante come il sottoscritto).

Si continua a camminare in mezzo a panorami bellissimi, prati e alpeggi. Lungo il percorso ho incontrato anche diverse mucche al pascolo. Nonostante fosse un giorno festivo di agosto, non c’era molta gente: ho incrociato soltanto due escursionisti tedeschi e un paio di italiani. Dopo circa un’ora e un quarto sono arrivato al Colle Margherina (2420 mt). Ho camminato con un passo normale, fermandomi diverse volte per scattare fotografie, non è un percorso impegnativo. Arrivati al colle si capisce che ormai manca poco alla meta e la vista su Rocca la Meja diventa sempre più bella.

A sinistra un cartello indica il Lago Meja, situato sotto l’omonima Rocca. La direzione è quella. Quando sono arrivato al punto panoramico, la visuale era spettacolare. Nonostante fosse già tarda mattinata, sono stato fortunato: il cielo era ancora interessante, con alcune nuvole che rendevano il paesaggio più particolare. Ho fotografato sempre con il 15-35 mm, usando un’apertura di f/5.6 per ottenere la massima nitidezza possibile.

Rocca la Meja ha confermato tutte le mie aspettative: è un luogo incredibile, dove bisognerebbe fermarsi almeno una notte per ammirare sia il tramonto sia l’alba. Al ritorno, il tratto che mi ha stancato di più è stato quello sulla strada sterrata piena di tornanti. Ho però scoperto che quasi a ogni curva esiste una piccola scorciatoia che permette di tagliare il tornante. Il percorso diventa così più diretto e ripido, ma rimane semplice e fattibile anche per chi non è un escursionista esperto.

Ai piedi di Rocca La Meja /01Ai piedi di Rocca La Meja /02

Ai piedi di Rocca La Meja /03Ai piedi di Rocca La Meja /04Ai piedi di Rocca La Meja /05

Someone Out There

POSTED ON 22 Ago 2026 IN Urban Architecture     TAGS: graffiti, frame

Someone Out There - Fotografia di Samuele Silva

Il borgo che resta

POSTED ON 21 Ago 2026 IN Street / Life     TAGS: above, lines

Il borgo che resta - Fotografia di Samuele Silva

Anche quest’anno a Murazzano si è svolto l’annuale concorso fotografico, il tema era: “Il borgo che resta: storie, gesti e presenze di Murazzano”. Un tema semplice solo in apparenza: come ogni anno, serviva uno scatto realizzato in paese. Così, con il solito gruppo di fotografi, sono tornato a Murazzano alla ricerca di qualche immagine interessante. Da vincitore dell’edizione precedente, però, ho preferito non sfidare nuovamente la sorte (diciamo così). Anche perché, a dire il vero, non ero riuscito a trovare una fotografia che mi convincesse fino in fondo.

L’unica che avrei potuto presentare era questa: una signora del paese seduta su una panchina nella piazza principale. Conosceva tutti, aspettava chi passava e si fermava volentieri a scambiare qualche parola (con un fare direi brusco). Una presenza quotidiana e familiare che, in fondo, raccontava bene l’idea del borgo che resta: qualcosa di semplice, autentico e profondamente legato a quel luogo. Alla fine non l’ho mandata, perché avevo ancora qualche dubbio. Forse è andata bene così: sarà per il prossimo anno.

Fire Painting

POSTED ON 20 Ago 2026 IN Performing Arts     TAGS: EVENT, fireworks

Fire Painting /03 - Fotografia di Samuele Silva

Ultimamente con i fuochi d’artificio non ho molta fortuna. A me piace fotografarli, ma parto da un presupposto: per fotografare dei fuochi serve un contesto. Un paese, un monumento, uno skyline, qualcosa che faccia capire dove siamo. Fotografare semplicemente dei fuochi nel cielo nero, per quanto possano essere belli, dopo un po’ diventa abbastanza inutile. E dopo le ultime esperienze poco fortunate, ho deciso di andare a Cairo Montenotte per vedere i fuochi di Cairo Medievale.

Partiamo da una cosa: i fuochi sono stati semplicemente meravigliosi. Sono iniziati intorno alle 22.45 e probabilmente sono stati tra i più belli che abbia mai visto. Lunghi, continui, con tantissime variazioni, colori, effetti diversi e un finale impressionante. Veramente tanta roba. Il problema, almeno per me, era tutto quello che c’era sotto. Cairo Montenotte ha un bel centro storico, ma i fuochi vengono sparati dalla zona del fiume e fotograficamente lì non c’è praticamente nulla. Spente le luci, davanti a me avevo il greto del fiume completamente buio e poco altro. Bellissimi da guardare, una noia mortale da fotografare.

E allora, visto che tanto le fotografie classiche non mi interessavano, ho cominciato a giocare. Macchina sul cavalletto, f/4, ISO 100 e 4 secondi di esposizione. Durante quei quattro secondi ho mosso la macchina da sinistra verso destra, a volte lentamente, altre volte più velocemente. In pratica ho fatto esattamente il contrario di quello che si fa normalmente con una lunga esposizione: invece di lasciare ferma la macchina e registrare il movimento della luce, ho mosso la macchina mentre i fuochi disegnavano nel cielo.

Il risultato è questo strano groviglio di linee, colori e scie che ho chiamato Fire Painting. Non ho inventato assolutamente nulla e tecniche simili esistono da sempre, ma il risultato mi piace. Soprattutto perché alla fine ho portato a casa qualcosa di diverso dalle solite fotografie di fuochi d’artificio nel cielo nero. E almeno fotograficamente ho trovato un senso a dei fuochi bellissimi da vedere, ma terribilmente noiosi da fotografare.

Fire Painting /01Fire Painting /02Fire Painting /04

Touching the Light

POSTED ON 19 Ago 2026 IN Street / Life     TAGS: nocturne, lights

Touching the Light - Fotografia di Samuele Silva

Solo la luce può scacciare le tenebre.
– Martin Luther King