The World of Banksy

POSTED ON 18 Mar 2023 IN Reportage      TAGS: art, museum, graffiti      

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Non ero convinto ad andare a vedere, nella sala degli Stemmi della Stazione Porta Nuova di Torino, la mostra The World of Banksy – The immersive experience dedicata all’artista sconosciuto più famoso al mondo. Poi ho vinto un paio di biglietti e sono andato. :-) In effetti la prima idea (non andare) non era completamente sbagliata: la mostra è molto bella e contiene spunti interessanti, che portano a pensare, a riflettere. Ma dal punto di vista artistico sono chiaramente riproduzioni di graffiti e per chi conosce la storia e le idee di Banksy non dice nulla di nuovo. Ho comunque scoperto immagini che non conoscevo e ho fotografato: non sono foto artistiche e probabilmente non sono nemmeno valida documentazione. Mi piace però pensare che siano un ricordo, perché la foto può essere anche così e qualche volta ho necessità di tornare al passato, a quando ho iniziato a fotografare per bloccare momenti di vita.

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I graffiti sono stati utilizzati per dare inizio a rivoluzioni, fermare le guerre, e in generale sono la voce delle persone che non sono ascoltate.
– Banksy

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Gli innamorati

POSTED ON 14 Feb 2022 IN Details      TAGS: travel, graffiti      

Innamorati

Lo Zoo che non c’è più

POSTED ON 5 Nov 2021 IN Reportage      TAGS: urbex, graffiti      

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Loo Zoo del Parco Michelotti a Torino fu inaugurato il 21 ottobre 1955, alla presenza del sindaco Amedeo Peyron, su progetto (allora avveniristico) dell’ingegnere Gabriele Manfredi. Venne definito città zoologica; altri tempi. Nel 1971 ospitava 117 mammiferi, 739 uccelli, 114 rettili e 1353 pesci su una superficie di 50.000 metri quadri; nel corso degli anni sono nati nello zoo numerosi animali tra i quali macachi, squali, un cervo porcino, un ammotrago, tre gerbilli, sei procioni, due taurachi, due gabbiani ibridi, quattro leoni ed un cammar.

Le storie che riguardano lo zoo sono tantissime e alcune davvero particolari: nel febbraio del 1962 un’evasione di 23 scimmie mandò letteralmente in tilt il quartiere di Borgo Po. Nell’estate del 1972 morì misteriosamente un ippopotamo proveniente dalla Somalia: l’autopsia rivelò la presenza di una testa di bambola (probabilmente lanciata da una bambina) che ne aveva bloccato lo stomaco.

A metà degli anni ’80 un movimento, presieduto da Allegra Agnelli, portò all’attenzione dell’opinione pubblica le sofferenze e le inutili crudeltà subite dagli animali; con un ordine del giorno del febbraio 1987, il consiglio comunale della città stabiliva la chiusura dello zoo e la restituzione del parco alla città. Il giardino zoologico è stato definitivamente chiuso al pubblico il 29 marzo 1987: in quel momento nel parco erano presenti oltre 1000 animali. Sono passati 34 anni e questa piccola città nella città sul lungo Po è diventata un luogo di culto per gli appassionati della street art.

Nell’ultimo periodo il comune ha riportato in vita alcune parti del parco e dovrebbero essere iniziati i lavori che permetteranno la messa in sicurezza e l’apertura anche della parte centrale di quello che una volta era lo Zoo di Torino. I lavori prevedono la rimozione dei ruderi, e l’installazione di alberi, panchine, tavoli e uno spazio per il parcheggio delle biciclette. Il progetto prevede l’apertura di un nuovo ingresso, a metà tra i due esistenti. Non ci resta che attendere.

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Ritorno a Villa Moglia

POSTED ON 2 Nov 2021 IN Reportage      TAGS: urbex, religion, church, graffiti      

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Dopo quasi 4 anni sono tornato a Villa Moglia. Mi avevano parlato di una serie di nuovi graffiti nella piccola chiesa che affianca la casa e ho deciso di osservare con i miei occhi e con il mio obbiettivo. E devo ammettere che l’impatto visivo è importante: non ricordavo bene come fosse sistemata all’epoca, ma certo hanno dipinto due bellissime immagini sui lati della piccola cappella dove probabilmente in origine trovavano posto due affreschi; e sopra l’altare sono stati disegnati simboli esoterici con quelli che sembrano essere teschi umani. Mi sono concentrato soprattutto su questa parte della Villa e ho lasciato le briciole agli altri ambienti: le due immagini che riprendono per intero la cappella sono molto simili, ma la prima (la più estesa) è ripresa con l’Irix 11mm e poi leggermente croppata, mente la seconda è scattata con il 15-35 F/2.8 alla focale più ampia. Un’altra perla alla mia collezione di chiese abbandonate.

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Carta da parati

POSTED ON 31 Ott 2021 IN Reportage      TAGS: urbex, graffiti      

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Inseguendo una libellula in un prato, e dopo essermi perso, mi sono ritrovato in una selva oscura ché la diritta via era smarrita. E uscendo dal buio sono inciampato in un vecchio casolare abbandonato di due piani alla periferia di una grande città del Nord Italia (Torino). E qui era tutto devastato da tempo immemore, con la natura che ha deciso di riprendere il controllo della situazione. Immagino che in tempi recenti possa essere stato rifugio di qualche sbandato, adesso è interessante solo un paio di graffiti di livello e una tappezzeria vintage e colorata, a tratti anche ipnotica tipica dei mitici anni ’70, che l’umidità ha iniziato, da tempo, a scollare da muri e a rendere maggiormente affascinante.

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Come funziona la ricerca dei posti abbandonati? Tutto parte dalla curiosità, il desiderio di conoscenza e la passione verso l’ignoto e dopo vengono sere passate a leggere articoli di giornale, ricerche sulle mappe e sui social, passaparola… ma… non sempre le esplorazioni vanno come vorresti, le pianifichi cerchi il posto su google maps fa ricerche su cosa dovresti trovare e poi invece di un bel collegio ti ritrovi una vecchia cascina abbandonata. Per fortuna una bella stanza con della carta da parati anni 70 e alcuni graffiti hanno meritato comunque tanta strada. (Lorena Durante)

Alessia -Turtle-

POSTED ON 27 Gen 2021 IN Portrait      TAGS: model, beauty, graffiti, 50ne      

Alessia -Turtle-

Alessia -Sweater-

POSTED ON 25 Gen 2021 IN Portrait      TAGS: model, beauty, graffiti      

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Alessia -Dumbo-

POSTED ON 25 Gen 2021 IN Portrait      TAGS: model, beauty, graffiti, 50ne      

Alessia -Dumbo-

Ospedale Marino Piemontese

POSTED ON 19 Gen 2021 IN Reportage      TAGS: urbex, hospital, graffiti      

Ospedale Marino Piemontese /55

L’ospedale Marino Piemontese si trova a levante del territorio di Loano a 200 metri a nord della via Aurelia, in località Vignasse; si estende su circa 18 mila metri quadrati in cui si trovano il fabbricato principale, che ospitava l’ospedale, e alcuni edifici accessori, tra cui l’ex casa del custode e una villetta ristrutturata su due piani. La volumetria totale supera i 25.300 metri cubi. Attualmente l’immobile è di proprietà di ARTE, Agenzia Regionale Territoriale per l’Edilizia della provincia di Savona, che l’ha acquistato per 9 milioni di euro nel 2008 e che ha provato a venderlo all’asta negli anni scorsi senza risultati. Come tutte le strutture abbandonate di questo tipo non ha un futuro possibile, da anni si parla di recupero, di ripristino, di ristrutturazione, si susseguono le amministrazioni comunali che parlano parlano parlano, ma qualsiasi tentativo di rilancio cade nel vuoto (prevedibile). E’ l’ex ospedale è in stato di abbandono da quasi 40 anni. Nel frattempo non si contano le retate della polizia, i principi di incendio, l’occupazione di sbandati e senzatetto. La struttura è davvero enorme e questo è davvero il problema più grande, anche perché la posizione (a ridosso del mare) sarebbe appetibile per fini turistico/commerciali. All’interno è facile perdersi fra corridoi lunghissimi, stanze vuote, graffiti, scale. Dal punto di vista fotografico l’ho trovato bellissimo, una serie di giochi di luci ed ombre con quel senso importante di abbandono fondamentale in qualsiasi scatto urbex. Sono 57 foto, davvero tantissime, e molto simili fra di loro. Ma volevo documentare e aggiornare la memoria storica di questo luogo.

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Ai padroni, la crisi

POSTED ON 9 Ott 2020 IN Street      TAGS: graffiti, square, 50ne      

Ai padroni, la crisi

Buona Pasqua

POSTED ON 12 Apr 2020 IN Reportage      TAGS: urbex, graffiti      

Buona Pasqua

Non sono solito fare gli auguri per la Pasqua, ma il cristo è risorto e credo sia il caso di festeggiare; anche se in quarantena, chiusi in casa e con l’arrivo di quella che potrebbe essere la peggiore crisi economica del secolo. Il protagonista della foto è un simpatico coniglietto pasquale (forse), in realtà sembra più a un serial killer psicopatico da fumetti giapponesi, ma non è il caso di fare le pulci alle immagini. E’ una foto che ho scattato l’anno scorso in un capannone abbandonato vicino a Carrù: adesso è stato demolito, credo per costruire una rotonda. E colgo l’occasione per augurare una serena Pasqua e Pasquetta a tutti.

Murales in Barcellona

POSTED ON 27 Gen 2020 IN Street      TAGS: travel, graffiti, art      

Murales in Barcellona #01Murales in Barcellona #02

Nella mia mente distorta

POSTED ON 3 Mag 2019 IN Reportage      TAGS: urbex, graffiti, superwideangle      

Nella mia mente distorta

Gelo è dappertutto

POSTED ON 30 Apr 2019 IN Reportage      TAGS: urbex, graffiti, superwideangle      

Gelo è dappertutto #01

Gelo è davvero dappertutto. Ultimamente vedo i suoi lavori praticamente ovunque, forse anche per la mia propensione a passare per luoghi e muri abbandonati. E devo ammettere che rimango sempre colpito dai suoi graffiti, sicuramente di altissimo livello (anche se non sono certo un fine intenditore). E proprio ieri sono entrato in un magazzino davvero particolare: bombolette impilate, un parete in legno con scritto gelo è dappertutto e tantissimi graffiti. Quasi una composizione scenica appositamente studiata; ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto che qui hanno registrato il video di Cobra, l’ultimo/penultimo pezzo di Vheno, tratto dal mixtape Nemesi, e realizzato proprio in collaborazione con Gelo. E l’effetto è stato davvero straniante, ho avuto l’idea che la scenografia stesse proprio aspettando il sottoscritto. Ma d’altrocanto anche io ho il veleno sotto pelle.

Sempre col veleno sotto pelle come cobra
faccio un backflip così scappo dalla moda
sono un argentone perchè non vi lascio spazi
impara il copione write alla nazione

Gelo è dappertutto #02Gelo è dappertutto #03

Ritorno ai Salesiani

POSTED ON 22 Apr 2019 IN Reportage      TAGS: urbex, graffiti, superwideangle      

Ritorno ai Salesiani #01

Ritornare ai Salesiani è un’esperienza sempre nuova e interessante. Credo che da queste parti passi più gente che in certi locali notturni, è un luogo vivo e in continua mutazione; ed è incredibile pensare che si tratta di un edificio abbandonato da quasi 30 anni. Tutte le volte che fotografo fra queste mura la situazione è completamente cambiata rispetto alla volta precedente: i graffiti sono sempre nuovi e sempre più belli (non tutti)(ultimamente il sesso si è preso la scena), gli arredi sono spostati e purtroppo gli atti vandalici (adesso anche in chiesa) sono sempre più evidenti e importanti. Per l’occasione ho accompagnato alcuni amici a visitare il collegio e ho deciso di fotografare solo con il 14mm per dare spazio e importanza all’opera dei writers che continuano a utilizzare le pareti per mandare il loro messaggio al mondo. Il problema adesso è capire quale messaggio vogliono mandare.

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Discoteca El Cielo

POSTED ON 25 Mar 2019 IN Reportage      TAGS: travel, urbex, disco, graffiti      

El Cielo #01

El Cielo è una discoteca abbandonata vicino all’aereoporto di Lanzarote. Ci sono arrivato in macchina un pomeriggio, sul posto (decisamente isolato) c’era già parcheggiato un altro automezzo; nemmeno il tempo di riflettere e vedo uscire di corsa dalla porta della discoteca una ragazza: capelli lunghi, stivali neri, vestito nero, maschera e fucile. Ho impiegato una frazione di secondo per capire che all’interno si stava disputando una partita (si definisce cosi?) di softair. Ho alzato i tacchi e sono tornato all’alba del giorno successivo. L’interno è saturo di munizioni (evidentemente le partite non sono sporadiche) e la situazione è di totale abbandono; sono state costruite, probabilmente dai giocatori, delle fortificazioni da utilizzare durante le battaglie sul campo. Ma quello che rende particolare la discoteca è l’enorme quantità e varietà dei graffiti che colorano le pareti: qui la fantasia non manca e la qualità dei disegni è davvero alta. Del tendone che copriva la pista principale è rimasto solo qualche brandello, si trattava chiaramente una discoteca all’aperto. Nonostante fosse un locale di alto livello, curato nei minimi particolari, è stato chiuso dopo solo due anni dall’apertura: mi hanno riferito che la posizione scomoda e le difficoltà ad arrivare senza mezzi pubblici (praticamente inesistenti in orario notturno) ne hanno decretato un veloce e inesorabile declino. Per la gioia dei softgunners.

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