Teatro Grande -Brescia-

POSTED ON 23 Gen 2023 IN City & Architecture, Landmark     TAGS: event, theater, monument

Teatro Grande /01

Quando siamo entrati nel foyer del teatro Grande di Brescia la nostra guida, Armando Pederzoli (celebre accompagnatore della Pimpa), mi ha detto: “Preaparati al Wow!“. È un modo di dire che lui usa molto molto di frequente e che ho imparato a conoscere in questa due giorni bresciana. E infatti appena entrati in teatro sono rimasto di stucco: perché il Grande è qualcosa di strepitoso in ogni angolo e in ogni soffitto. Il nome “il Grande” (un po’ strano) venne scelto in onore di Napoleone Bonaparte, ma quando questi decise di non presentarsi all’inaugurazione i Bresciani, feriti nell’orgoglio, cambiarono la denominazione togliendo l’articolo in modo che non fosse più dedicato al grande condottiere francese; piccole curiosità che ho imparato durante la visita guidata con Laura Castelletti, vicesindaca di Brescia, e con Umberto Angelini, soprintendente del Teatro. Non ho realizzato un vero reportage fotografico, ma ho semplicemente scelto le immagini che mi hanno colpito di più: il caffè del Teatro è semplicemente favoloso.

Teatro Grande /03Teatro Grande /06

Teatro Grande /05Teatro Grande /07Teatro Grande /09

Teatro Grande /04Teatro Grande /08

Teatro Grande /02Teatro Grande /10Teatro Grande /11

La Grande Bellezza -Ca’ Damiani-

POSTED ON 20 Gen 2023 IN Reportage     TAGS: urbex, monument

Ca' Damiani /12

Ca’ Damiani è probabilmente una delle più grandi meraviglie del mondo urbex italiano. Quando si entra nelle stanze affrescate di questo palazzo del XVII Secolo non si può che rimanere estasiati dalla grande bellezza che ci circonda completamente: gli affreschi, che andrebbero restaurati, sono stati dipinti nel 1795 dal celebre pittore Niccolò Contestabili. La stanza più importante porta ad essere completamente immersi nella favola di Niobe e della sua superbia: si tratta di un paesaggio a fresco, uno stile molto in voga all’epoca, che occupa tutto lo spazio della stanza, da terra al soffitto e intorno alle pareti senza soluzioni di continuità né cesure.

Niobe aveva sposato Anfione, re di Tebe, e aveva avuto sette forti e robusti figli e sette bellissime figlie. Ne era così orgogliosa tanto da affermare di essere più feconda di Leto, che aveva avuto solo due figli Artemide e Apollo, e pretendeva che a lei e non a Leto spettassero gli onori divini. La storia arrivò alle orecchie di Apollo e Artemide che vollero punire Niobe per l’oltraggio fatto alla madre. Un giorno che i figli di Niobe erano a caccia, Apollo col suo arco d’argento li fece cadere tutti morti. Dopo questo dura punizione Niobe non si arrese anzi nonostante la perdita, continuava a vantarsi in quanto le rimanevano comunque ben sette figlie femmine; era ancora lei a vincere sulla madre di Apollo e Artemide. Questa volta toccò ad Artemide vendicarsi della madre, e ad una ad una con le sue frecce, uccise le sette figlie di Niobe. La sventurata madre accorse sulle pendici del monte dove erano le quattordici salme dei suoi figli, e davanti a quella scena si arrese e pianse, pianse tanto da scongiurare Zeus di tramutarla in roccia. Dopo un lungo vagabondare, Niobe capitò in Lidia dove, come suo volere, fu tramutata in roccia conservando la sua forma; tuttora continua a piangere tanto che da quella pietra colano incessantemente gocce d’acqua.

Il palazzo fu costruito da una importante e ricchissima dinastia di mercanti e banchieri, oltre che appassionati committenti d’arte, che da metà Seicento a fine Settecento, tra Pontremoli, Livorno, Pisa e Firenze crearono un immenso patrimonio. Ca’ Damiani è una struttura molto articolata e complessa: circa 1000 metri quadri, con tre corti, giardino centrale, due scale monumentali di cui una meravigliosa in marmo, vani per depositi di merci, spazi commerciali, piano nobile e un numero considerevole di ambienti. L’intero palazzo, nonostante il vincolo diretto d’interesse architettonico apposto dalla Soprintendenza competente nel 1982, è rimasto nella totale incuria. Conseguentemente il degrado dei paramenti, degli intonaci, modanature e decorazioni esterni e interni, nonché strutturale, a causa della forte umidità di risalita dal terreno che ha intaccato profondamente le murature a piano terra, è proseguito inesorabile fino a oggi.

Ci troviamo di fronte ad un esempio perfetto di decadenza, il palazzo che fu costruito per lo splendore di una famiglia e della sua nobile città, resta in silenzio, morente, in attesa di un’opportunità di rinascita che forse non arriverà mai. (Lorena Durante)

Ca' Damiani /01Ca' Damiani /15Ca' Damiani /16

Ca' Damiani /02Ca' Damiani /22

Ca' Damiani /26

» CONTINUA A LEGGERE «

Santuario di Vicoforte -start-

POSTED ON 21 Dic 2022 IN Landmark     TAGS: monument, church

Santuario di Vicoforte /01

Il Santuario di Vicoforte, noto anche come basilica della Natività di Maria Santissima, è uno dei monumenti più importanti della provincia Granda ed è celebre per essere la cupola ellittica più grande del mondo (asse maggiore 37 metri, asse minore 25 metri). Da tempo avevo in testa l’idea di scattare qualche foto all’interno e domenica scorsa, di passaggio, ho deciso di dedicarle qualche minuto. Ero in realtà già stato ospite dell’inaugurazione del Magnificat nel 2015, ma mai mi ero fermato a fotografare la cupola dal basso. Purtroppo il tempo a mia disposizione era pochissimo, ma voglio e devo tornare: infatti -start- perchè voglio che questa sia una sorta di partenza, la prima foto vera che scatto alla straordinaria opera di Francesco Gallo

Villa Parea -Cuneo-

POSTED ON 27 Nov 2022 IN City & Architecture     TAGS: event, monument

Villa Parea /01

Siamo ormai vicini all’inverno e io torno a parlare della Giornate FAI di Primavera. Mi sembra giusto, anche se sono costretto a tornare indietro nel tempo sino al marzo scorso: questo perché, insieme alla delegazione del Fondo per l’ambiente Italiano (del quale sono socio), ho visitato la meravigliosa Villa Parea a Cuneo. Sinceramente non ero nemmeno a conoscenza dell’esistenza di questa villa, inserita perfettamente nel contesto urbano della città, e non sapevo cosa aspettarmi, anche perché sul web non si trova praticamente nulla di veramente esplicativo.

La Villa fu commissionata, verso la metà del XVIII secolo, dalla famiglia dei conti Bruno di Samone. Dopo vari passaggi, nel 1911, fu acquistata dal conte Parea che, come scrive Camillo Fresia, ampliò ancora il bel palazzo, aggiungendo, agli originari, altri pregi d’arte e di bellezza e la dotò di tutte le modernità, nel rispetto della struttura originaria. Negli anni Settanta la villa è stata completamente restaurata ed in parte ammodernata per adeguarla alle esigenze delle Suore Giuseppine, attuali proprietarie. La bellezza data all’interno dagli stucchi, dalle pitture, dai pavimenti lignei si ritrova all’esterno nel giardino, sul lato occidentale della villa e lungo la scarpata scoscesa che scende verso il fiume, oltre il terrazzamento sul fronte della costruzione. Del giardino all’italiana restano alcune tracce nei vialetti di ghiaia delimitati da siepi di bosso, mentre lungo il pendio il parco era all’inglese, con giochi d’acqua e cascatelle.

Durante la visita abbiamo scoperto un mondo pazzesco di stucchi, pitture, arte. Ad accompagnarci sono stati gli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti del Liceo Classico e Scientifico “Pellico-Peano”, appositamente formati e davvero molto bravi. Con loro due suore che ci hanno raccontato la vita all’interno del palazzo e aggiunto qualche doverosa correzione. Mi fa sempre strano scoprire che dietro casa esistono luoghi bellissimi senza che io ne sia a conoscenza.

Villa Parea /03Villa Parea /04

Villa Parea /05Villa Parea /06Villa Parea /07

Villa Parea /08Villa Parea /02

Villa Parea /09Villa Parea /10Villa Parea /13

Villa Parea /11Villa Parea /14

Villa Parea /12

Villa Parea /15Villa Parea /16

Villa Parea /17Villa Parea /18Villa Parea /19

Il castello del Volterraio

POSTED ON 18 Ott 2022 IN Landmark     TAGS: travel, castle, monument

Volterraio /20

Dovrei descrivere e raccontare una tre giorni davvero strana all’isola d’Elba, ma non voglio tediare nessuno con storie lunghe di amicizia e di incontri; credo basti sapere che dal 14 al 16 ottobre si è tenuta, sull’isola del ferro, l’assemblea annuale di #IgersItalia e ho partecipato per la prima volta in qualità di local (si chiamano così) di #IgersCuneo (seguiteci).

Tre giorni estremamente intensi di fotografia ed emozioni su un’isola per me completamente sconosciuta. Ho incontrato nuovi e vecchi amici, scalato una montagna, assaggiato piatti buonissimi, degustato calici elbani di rara qualità, camminato, ancora fotografato, parlato, studiato, pubblicizzato, storie, foto, racconti, vita.

Fra le escursioni previste dal programma al sottoscritto è capitata la più impegnativa dal punto di vista fisico: un trekking abbastanza complicato (a parole, poi in realtà relativamente semplice) per giungere al Castello del Volterraio, la più antica fortificazione dell’isola d’Elba. Un luogo meraviglioso dal quale si può ammirare in tutta la sua bellezza il golfo di Portoferraio. La scelta delle immagini non è molto razionale, ho deciso per una sorta di ordine cronologico per raccontare il Castello e l’ascesa alla vetta; non è un vero e proprio reportage, ma un insieme di immagini singole, direi quasi una raccolta di foto da instagrammare. Ma d’altronde il focus della giornata era proprio quello.

Acquistato dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano nel 1999, il castello era in forte stato di decadenza. Nel gennaio del 2016 si è conclusa la prima fase dei lavori previsti per il restauro atti a mettere in sicurezza la fortezza e a ripristinare alcuni elementi architettonici tra cui l’ingresso originale, il cammino di ronda perimetrale e il recupero della torre con passerella e della cappella. Il 18 luglio 2017 è stato presentato il risultato del completamento della seconda fase dei lavori. Sono stati migliorati gli antichi sentieri di accesso, con scalini di legno e passamani nei punti più impervi, rendendo la struttura più accessibile e, con la collaborazione della Soprintendenza archeologica, è stata recuperata la pavimentazione originaria.

Volterraio /01Volterraio /02Volterraio /03

Volterraio /04

…esso vi appare fosco tra le nuvole, misterioso sotto il sole, maschio e solitario come un guerriero che attenda sempre, da sempre e per sempre nella sua armatura di roccia la chiamata a strenue difese. Non è soltanto bello, il Volterraio è fascinoso, arcano, potente; vive in un suo segreto profondo, al di sopra delle sventure umane e degli stessi eventi di cui è stato protagonista.
– Gin Racheli, “Le isole del Ferro”

Volterraio /05Volterraio /06Volterraio /07

Volterraio /09Volterraio /12

Volterraio /08Volterraio /10Volterraio /11

Volterraio /16Volterraio /17

Volterraio /13Volterraio /14Volterraio /15

Volterraio /19

Volterraio /18Volterraio /21

Il Santuario di Castelmagno

POSTED ON 24 Set 2022 IN Reportage     TAGS: monument, church, drone

Santuario di Castelmagno /11

All’inizio dell’Estate, complice l’entusiasmo per l’arrivo della bella stagione, una domenica mattina ho deciso di alzarmi alle 5 e sono partito alla volta di Castelmagno. L’idea era quella di riuscire a fotografare il bellissimo Santuario dedicato a San Magno subito dopo l’alba per evitare la folla di pellegrini (e curiosi) che tutti i giorni visita il celebre luogo di culto. Impresa perfettamente riuscita: levataccia assurda, viaggio interminabile, ma alle 6 del mattino l’unica anima di fronte all’entrata del Santuario era il sottoscritto. Ho scattato con il grandangolo (sempre su treppiede) e con il drone per togliermi lo sfizio delle foto dall’alto. Temperatura esterna fresca e inferiore ai 10 gradi centigradi. Adesso mi piacerebbe tornare e riuscire a fotografare l’interno, che a quell’ora il Signore non si è degnato di aprirmi. Dormiva pure lui.

Santuario di Castelmagno /01Santuario di Castelmagno /02

Santuario di Castelmagno /03Santuario di Castelmagno /04Santuario di Castelmagno /05

Santuario di Castelmagno /09Santuario di Castelmagno /10

Santuario di Castelmagno /06Santuario di Castelmagno /07Santuario di Castelmagno /08

Santuario di Castelmagno /12

Santuario di Castelmagno /13Santuario di Castelmagno /14

Sere d’Estate alla Venaria Reale

POSTED ON 2 Ago 2022 IN Landmark, Reportage     TAGS: event, monument, museum

Sere d'Estate alla Venaria /11

Sono stato per la prima volta alla Venaria Reale nel Novembre 2007. In questi quasi 15 anni, nonostante mi sia trasferito in Piemonte, non mi era mai capitata l’occasione di tornare. Questo sino a sabato scorso quando grazie all’organizzazione di Igers Piemonte e del sempreattivo Tommaso Agate sono stato invitato a fotografare le Sere d’Estate e #PlayVenaria, una straordinaria mostra che indaga i videogiochi come decima forma d’arte praticata da 3 miliardi di persone nel mondo.

È stata una scoperta meravigliosa perché visitare la Venaria durante il tramonto è qualcosa di unico; tutti gli eventi (mostre, visita, giardini, spettacoli) fanno parte di Play – Un anno tutto da giocare, la proposta culturale che contrassegna tutto il 2022 della Reggia. La mostra rimarrà aperta sino al 15 gennaio 2023 (un po’ di tempo c’è ancora), mentre Sere d’Estate (e il nome potrebbe indicare qualcosa) sarà in calendario sino al 14 di Agosto.

Ho scelto 44 foto pubblicate rigorosamente in ordine cronologico: la Galleria Grande, la mostra #PlayVenaria, gli interni della Reggia al tramonto, il giardino durante le sere d’Estate e infine l’evento notturno: il Venaria Light Show. Un gioco di interazione e cooperazione creativa che permette ai visitatori (soprattutto i più giovani, fra cui mia figlia) attraverso una tastiera gigante di 4 metri di agire sull’intera facciata della Galleria Grande trasformandola in un teatro, con effetti di luci e scenografie sempre diverse. Un fantastico, emozionante videogioco reale, prosecuzione ideale della mostra Play – videogames, arte e oltre, allestita nelle Sale delle Arti della Reggia. Le foto rendono solo parzialmente un’idea della bellezza e delle emozioni che può regalare la Venaria al calar della sera: in Italia è praticamente impossibile trovare un luogo d’arte aperto oltre il tramonto e sino a sera inoltrata, ma credo che sia un esperimento e un’idea da seguire con coraggio e convinzione.

Sere d'Estate alla Venaria /01

Sere d'Estate alla Venaria /02Sere d'Estate alla Venaria /03

Sere d'Estate alla Venaria /04Sere d'Estate alla Venaria /05Sere d'Estate alla Venaria /06

» CONTINUA A LEGGERE «

Barbaroux Tricolore

POSTED ON 23 Mag 2022 IN Performing Arts     TAGS: event, monument

Barbaroux Tricolore

Frecce tricolori -Cuneo-

POSTED ON 22 Mag 2022 IN Performing Arts     TAGS: event, monument

freccetricolori_cuneo_02

Le frecce tricolori, orgoglio dell’aviazione italiana, sono passate, in occasione del 69° raduno dei Bersaglieri, per la prima volta nel cielo di Cuneo. La mia idea era di scattare una foto con la statua di Barbaroux in piazza Galimberti e sullo sfondo gli Aermacchi MB-339 dell’aereonautica militare con la bandiera italiana. Purtroppo qualche genio ha pensato di piazzare una gru enorme proprio nel centro della piazza e mi sono dovuto arrangiare in post per eliminare lo stramaledetto braccio meccanico. Quando sono arrivate (un po’ a sorpresa e in anticipo) stavo amabilmente parlando con alcuni amici, per fortuna avevo già impostato la macchinafoto per scattare a tuttaapertura e con la raffica (dal giorno prima); come sempre le frecce tricolori sono uno spettacolo meraviglioso.

freccetricolori_cuneo_01freccetricolori_cuneo_03

Il leone e la mole

POSTED ON 6 Apr 2022 IN Landmark     TAGS: monument, simbols, giroinfoto

Il leone e la mole

Slavin -Memoriale di Guerra-

POSTED ON 4 Apr 2022 IN Landmark     TAGS: travel, selfie, monument, cemetery

Slavin -Memoriale di guerra-

La mattina del 4 aprile, dopo una incursione aerea e un attacco di artiglieria, partì la fanteria con supporto di carri armati sovietici e rumeni e copertura fornita da navi della flotta sovietica nel Danubio. L’esercito fascista fu sopraffatto, ma la battaglia proseguì in forma di guerriglia urbana dove agivano alcuni gruppi della Guardia di Hlinka e delle SS. Nel pomeriggio le truppe dell’Armata Rossa raggiungevano i bordi occidentali della città cacciando i tedeschi e concludendo vittoriosamente i combattimenti. Nella battaglia rimasero uccisi 742 soldati sovietici, insieme a 470 tedeschi e ungheresi, e 121 civili.

Le vittime sovietiche sono sepolte sulla collina dello Slavín, vicino al centro di Bratislava, ove era presente un cimitero da campo. Qui fu eretto nel 1957-1960 un grande memoriale progettato da Ján Svetlík per commemora la liberazione della Slovacchia ad opera dell’Armata Rossa e i tanti caduti. Il monumento ha un atrio centrale che riporta statue, iscrizioni e un sarcofago di marmo bianco, chiuso all’interno di un portico colonnato perimetrale sui quattro lati, sulle pareti del quale sono apposte lapidi con le date della liberazione delle principali città della Slovacchia.

L’opera, visibile da molti angoli della città, è sormontata da un obelisco sulla cui cima c’è, a 42 metri di altezza, una statua di un soldato sovietico che issa una bandiera. Il terreno circostante ospita le salme di 6.845 soldati sovietici suddivise in 6 sepolture collettive e 278 individuali. Si tratta di oltre un decimo dei più di 63 mila soldati dell’Armata Rossa uccisi nella guerra di liberazione dal fascismo della Slovacchia e dell’Europa. Nel 1961 lo Slavín fu dichiarato Monumento culturale nazionale.

La Banca d’Italia (tanto tempo fa)

POSTED ON 27 Mar 2022 IN City & Architecture     TAGS: event, monument, history

Banca D'Italia /09

Da socio FAI devo e voglio partecipare agli eventi che l’associazione organizza per mostrare al pubblico le meraviglie, magari nascoste, che può vantare il nostro paese; proprio nello scorso fine settimana si sono celebrate le giornate FAI di primavera. E il palazzo della Banca d’Italia di corso Nizza a Cuneo non potevo lasciarmelo sfuggire. Il palazzo fu progettato dall’ingegner Ettore Piacentini, per conto dell’Ufficio Tecnico di Roma della Banca d’Italia. La costruzione, iniziata nel febbraio 1926, venne completata due anni più tardi, il VI anno dell’epoca fascista come viene ricordato dal mosaico che si trova nel pavimento dell’atrio. Oggi il palazzo è sede dell’accademia delle Belle Arti e non è aperto alle visite. Accompagnati da due bravissimi e giovanissimi volontari del FAI abbiamo visitato solamente l’atrio e la sala principale recentemente restaurata e che mantiene ancora gli originali sportelli del pubblico. Avrò visto il palazzo della Banca d’Italia centinaia di volte, ma non mi ero mai soffermato sulla sua storia ed è sempre qualcosa di affascinante studiare e conoscere il proprio passato. Appena entrati nel salone ho notato il meraviglioso soffitto e mi sono piazzato con il treppiede perfettamente al centro della stanza con la macchina fotografica in bolla: ho notato qualche occhiata un po’ strana da parte degli altri visitatori. :-)

Banca D'Italia /02Banca D'Italia /07

Banca D'Italia /01

Banca D'Italia /03Banca D'Italia /04

Banca D'Italia /06Banca D'Italia /10Banca D'Italia /11

Banca D'Italia /05Banca D'Italia /08

Verso San Gaudenzio

POSTED ON 28 Feb 2022 IN Landmark     TAGS: church, monument, below

Verso San Gaudenzio

Quando sono arrivato a Novara ho parcheggiato in Baluardo Quintino Sella: volevo fare in modo di entrare in città ammirando la maestosità di San Gaudenzio. Mi sono infilato in una via laterale e la sagoma della celebre cupola progettata dal genio di Alessandro Antonelli mi è apparsa come per magia. È bellissima e clamorosa. Purtroppo al momento, causa pandemia, le visite sono chiuse, ma è uno dei miei obbiettivi per il prossimo futuro: salire in cima alla guglia, a 100 metri di altezza. Ci riuscirò.

UFO Tower Bratislava

POSTED ON 7 Feb 2022 IN City & Architecture, Landmark, Landscape     TAGS: travel, monument

UFO Tower /05UFO Tower /03

La UFO Tower di Bratislava è uno dei luoghi più folli e incredibili del mondo. Si trova in fondo al Ponte SNP (Most Slovenského národného povstania), cioè il Ponte dell’Insurrezione nazionale slovacca, noto anche come Nový Most, che collega le due sponde del Danubio. Per salire sulla torre si utilizza un ascensore (a pagamento) che sale per 80 metri; poi attraverso una scalinata si raggiunge il ristorante che si trova sulla cupola (spoiler: è decisamente costoso) e infine si può accedere alla terrazza dalla quale si gode una meravigliosa vista della città da 95 metri di altezza. È un monumento moderno (costruito fra il 1967 e il 1972) e molto particolare, con un impatto incredibile sulla città: può essere osservato da qualsiasi punto di Bratislava e viene chiamato UFO dagli abitanti della capitale slovacca per via della sua forma che ricorda un disco volante (ed è molto simile all’Enterprise di Star Trek). Fotograficamente parlando l’ho trovato un soggetto meraviglioso e l’ho fotografato davvero da ogni angolazione. :-)

UFO Tower /04UFO Tower /06UFO Tower /07

UFO Tower /01UFO Tower /02

Reportage da Bratislava

POSTED ON 6 Feb 2022 IN Landmark, Reportage     TAGS: travel, monument

Bratislava /20

Il mio viaggio a Bratislava risale ad un’epoca lontana, addirittura prima del Covid. Correva l’anno 2019. Sono mesi che ho intenzione di mettere mano alle foto scattate durante quella vacanza, ma il tempo è tiranno e non riesco mai a prendere la voglia necessaria. Anche perché i ricordi iniziano ad essere sbiaditi e faccio fatica a tornare nel mood della capitale slovacca. L’idea iniziale era di dividere la città in diverse tappe e pubblicare le singole foto, ma diventa un lavoro complesso e ho deciso quindi di riunire quasi tutte le foto in un unico articolo come fanno i blog di viaggio; ovviamente, spero, con una qualità superiore. Sono 23 foto, ne aggiungerò altre nei prossimi giorni: credo di aver fotografo tutti i luoghi simbolo di Bratislava e anche quelli un po’ meno simbolici. Ho cercato per ore la statua in bronzo del paparazzo per poi scoprire essere stata spostata nella UFO Tower. Il protagonista delle immagini è ovviamente il Castello che sovrasta la città, ma potete anche ammirare Cumil, anche detto il Guardone, lo strano ometto che fa capolino da un tombino all’angolo tra via Panská e via Laurinská: è una delle statue di bronzo che potete trovare in città, come anche il Bell’Ignazio che saluta i turisti alzandosi il cappello. In questo reportage mancano due luoghi importanti della capitale slovacca: la UFO Tower e la chiesa Blu. Perché meritano un capitolo a parte e magari nei prossimi giorni…

Castello /06Castello /03Castello /04

Night landscape

Castello /01Castello /02Castello /05

» CONTINUA A LEGGERE «

Inesplosi

POSTED ON 1 Feb 2022 IN Landmark     TAGS: history, monument, mountains, trekking

Inesplosi

ALLE VITTIME DI FATALE DISGRAZIA
IL 1° REGGIMENTO ARTIGLIERIA MONTANA
QUESTO RICORDO ERESSE
GARDETTA – LVGLIO 1926 LVGLIO 1928

“non toccate i proietti inesplosi”

« Newer          Older »