
Ero già stato in pellegrinaggio alla Cappella della Madonna di Vitaleta a Maggio. E purtroppo era in ristrutturazione: una gigantesta gru impediva qualsiasi tipo di fotografia paesaggistica (o quasi). Ci sono tornato, a distanza di 4 mesi e ho scoperto che i lavori sono terminati. Finalmente. Sono arrivato nella piana antistante la cappella poco prima del tramonto, la zona pullulava di macchine (a Maggio invece era stranamente deserta), ma nonostante un’agguerrita concorrenza sono riuscito a isolare la piccola chiesetta e trovare 4 foto interessanti. Il timbro clone ha aiutato la mia voglia di solitudine. :-) Purtroppo per riuscire a vincere il controluce ho dovuto alzare le ombre in modo esagerato (almeno per le mie abitudini) e questo ha creato qualche difetto che un occhio attento potrebbe notare. Ma gli occhi attenti da queste parti fortunatamente scarseggiano. :-)







La discoteca Heaven è stata una delle mete classiche della movida anni ’70 ’80 ’90 torinese. La struttura è di circa 1700 metri quadrati e si trova sul Colle della Maddalena (non è un segreto da salvaguardare) proprio vicino al Faro della Vittoria.
I locali sono ormai devastati, i muri pericolanti e la natura inizia a riprendersi i suoi spazi, l’esterno della discoteca è diventato una foresta di edera. Poche cose si sono salvate dall’incuria: la scritta Heaven è rimasta perfettamente intatta come volesse ricordare a tutti che questo una volta era il paradiso della vita notturna, nel bar fa bella mostra di sè una bottiglia di Disaronno che sembra pronto per essere servito ai clienti del locale.
Rispetto ad altre discoteche, che solitamente si trovano isolate lontano dalle città, qui la situazione è respirabile, tranquilla, quasi rilassante. Fuori dalle vetrate le persone incuranti salgono la scalinata che porta al Parco della Rimembranza e non si percepisce quella sensazione di pericolo tipica delle cattedrali della musica del secolo scorso. Quasi niente adrenalina, quasi un peccato.
Per quanto riguarda le ultime vicende, a causa della morosità del concessionario de Il Faro, il Comune di Torino – che è il proprietario dell’area – aveva ordinato lo sgombero dell’immobile nell’aprile 2013. Tuttavia, Palazzo Civico era riuscito a riottenere le chiavi solo nel gennaio 2016 dopo l’impugnazione dell’atto dinanzi al Tar, che un anno prima si era invece espresso respingendo il ricorso. Da quel momento, però, nessun progetto di recupero della vecchia Heaven è mai partito. Ma non è finita qui, perché l’ex discoteca è anche situata vicino a dei tralicci radiotelevisivi presenti sul colle della Maddalena e questi ultimi, secondo i rilevamenti dell’Arpa, sono responsabili dell’elevata concentrazione di onde elettromagnetiche nella zona.




Si è conclusa domenica, dopo un mese di spettacoli, la manifestazione Cuneo Provincia Futura. E anche io concludo con l’ultimo articolo dedicato all’evento promosso da Fondazione CRC e ideato da Alessandro Marrazzo. E credo di essere l’unico, probabilmente insieme al suo creatore, ad aver assistito a tutti le 10 proiezioni in 3D.
L’ultima che pubblico è La minaccia dell’Antropocene: non è una scelta voluta, perché per riuscire a riprendere in modo ottimale la proiezione ho dovuto assistere due volte. La prima volta non mi sono accorto del cubo che si illuminava nel centro della piazza e la posizione non mi permetteva di riprenderlo; sono quindi dovuto tornare per dedicarmi esclusivamente alla porzione di foresta amazzonica che racconta il suo ciclo vitale nel mezzo del cortile di Santa Croce.
Ho scelto di pubblicare solo 7 delle 10 proiezioni perché ritengo siano le migliori dal punto di vista fotografico: purtroppo l’evento forse più imponente, cioè quello di Piazza Galimberti, è molto interessante dal vivo, ma non garantisce un impatto visivo che potesse meritare la pubblicazione. Se dovessi fare una mia personalissima classifica direi che Un mondo sommerso è la proiezione più interessante, ma anche quelle di Piazza Risorgimento ad Alba, di Piazza Europa a Cuneo e della Torre del Belvedere a Mondovì non sono da meno. Complimenti a chi ha ideato questo progetto perché davvero mi ha emozionato non solo dal punto di vista fotografico.
Nel cortile del complesso di Santa Croce un’installazione site-specific ci parla di deforestazione. Una porzione di foresta pluviale ricreata in un caleidoscopico cubo racconta il suo ciclo vitale inserito in una suggestiva scenografia luminosa creata da ledwall, videoproiezioni e luci architetturali. All’interno del cubo è ricreata una scenografia che riproduce un “tassello” di foresta pluviale che lancia il monito di essere ormai solo un piccolo tassello a causa della deforestazione e che la dimensione infinita è affidata solo ad un effetto ottico, vediamo una grande foresta che in realtà non esiste e se ci muoviamo intorno ad essa all’interno del cubo è sempre infinita mentre l’esterno ci ricorda che è solo una piccola porzione. Un racconto realistico, magico, onirico.











Quando ho saputo che la compagna Vera Gheno avrebbe partecipato come autrice a Scrittori in città non ho potuto fare a meno di contattarla. Specifico che quando dico compagna non intendo appartenenza politica, ma semplicemente appartenenza ad una sorta di gruppo di militanti del web (non sono in grado di trovare le parole), complicato da spiegare a chi non è dentro certe situazioni e tematiche: quindi passo. Prima dell’evento che la vedeva protagonista le ho chiesto di posare per un ritratto griffato dal sottoscritto: non è riuscita a trovare le parole per dirmi no. E questo è il risultato di 5 minuti di scatti a tuttapertura. Si, freddo polare a Cuneo.