La Caserma Luigi Cavaglià di San Bernardino di Trana ha ammainato l’ultima bandiera nel 1996. Da allora è in stato di abbandono preda del degrado, dei vandali e degli artisti del graffito. Nel 2011 un gruppo di appassionati di softair (26 persone) fu sorpreso all’interno della caserma e denunciato dalle forze dell’ordine insospettite dalle numerose auto parcheggiate nei dintorni. Nel 2016 Ezio Sada, sindaco del comune di Trana, annunciò, fra squilli di trombe e rullo di tamburi, il trasferimento a titolo non oneroso di quello che viene definito ex magazzino chimico d’armata San Bernardino al comune da lui presieduto.
L’anno successivo ci sarebbero state le elezioni e sono comprensibili le dichiarazioni del primo cittadino che attualmente è vice sindaco. Sono passati 5 anni da quando il comune di Trana è diventato legittimo proprietario della Cavaglià, ma, duole ammetterlo, la situazione non è cambiata di una virgola nonostante le dichiarazioni bellicose dell’amministrazione comunale. Anzi, con il tempo le cose sono peggiorate e la caserma è ormai inghiottita dalla vegetazione. L’ennesimo miracolo politico italiano. :-(
Io lo so che le donne di tutta la provincia (ma che dico provincia, dell’Italia intiera) sono impazzite e che questo calendario di nudi maschili andrà a ruba. E non solo per la prestanza fisica dei modelli, ma anche perché è per beneficienza e quindi per una nobile causa (anzi, tre, allego in calce le associazioni al quale andrà devoluto l’intero ricavato). E il motivo per il quale mi sono buttato in questa avventura è tutto qui, la buona e giusta causa, altrimenti MAI mi sarei prestato (nota bene, come fotografo) ad una pazzia simile.
Eppure eccoci qua, il calendario IDRONUDI 2022 – Vent’anni dopo è realtà ed è pronto per tappezzare le boutique e i saloni di bellezza al femminile. Vent’anni dopo perché i baldi giovani che vedete in queste immagini sono addirittura doppiamente rei: già vent’anni fa avevano prestato il loro fisico ad una iniziativa del genere. Erano bellissimi già all’epoca, potete immaginare dopo 4 lustri. Dove sarà possibile acquistare il calendario? Credo in tutti le filiali Idroterm del regno oppure scrivendo una mail al sottoscritto. Le immagini sono volutamente ridotte, non voglio mostrarvi in anteprima troppa bellezza: può far male.
Devolveremo l’intero ricavato a:
A.D.A.S. – Assistenza domiciliare ai sofferenti
C.so Giovanni XXIII, 19 – Cuneo
Di.A.Psi – Difesa Ammalati Psichici
Via Monsignor Peano, 8/B – Cuneo
Gli Angeli Rosa di Centallo
Gruppo di volontari per dare sostengo ai malati di tumore nella quotidianità
Sinceramente credo che tante volte le parole siano inutili, e nel caso del Jolly Bar non c’è molto da spiegare. È un piccolo bar, inserito all’interno di una struttura militare, che ha chiuso con il passare degli anni, forse senza clamore, forse semplicemente perché non serviva più a nessuno. Non era un locale pubblico, questo è evidente. Serviva probabilmente chi lavorava o viveva lì dentro: militari, personale di servizio, forse qualche visitatore autorizzato.
Alcuni oggetti raccontano più di mille parole: una pila di bicchieri di plastica con il logo della Coca-Cola, lasciati sopra il bancone come se qualcuno avesse appena chiuso. Due dosatori da bar in vetro, abbandonati su un tavolo impolverato, con ancora tracce di liquido sul fondo. Non sono messinscena: sono semplicemente rimasti lì, perché nessuno si è preso la briga di portarli via. Non c’è mistero né leggenda nel Jolly Bar. È solo un luogo dismesso, sopravvissuto al proprio contesto. Ciò che colpisce non è tanto la decadenza, quanto l’assoluta normalità del degrado. Le sedie, le finestre sbilenche, i vetri rotti, la polvere ovunque: tutto corrisponde esattamente a ciò che ti aspetteresti da un bar abbandonato da anni. Eppure, proprio in questa normalità, risiede il valore documentario delle immagini.
Non ho molte informazioni su questa piccola struttura industriale alle porte di Torino. Sicuramente si tratta di una vecchia fonderia dismessa ormai da tantissimi anni e adesso in mano agli artisti del graffito. Le uniche informazioni che si trovano in rete riguardano un rave party organizzato alla mezzanotte di sabato 12 marzo 2016 e concluso con l’intervento delle forze dell’ordine allertate dall’altissimo volume della musica e dalla quantità sospetta di autovetture parcheggiate di fronte all’ex fonderia. Il tutto si è concluso con 118 denunciati. Che poi in un posto del genere dedicarsi alla musica e al divertimento, magari dopo aver non solo bevuto, lo trovo abbastanza pericoloso: tutto l’edificio è pericolante e le scale non possono garantire standard di sicurezza adeguati. Non voglio parlare delle norme igienico-sanitarie. :-)