Archivio anno: 2021

Fotografia e Urbex | Samuele Silva – #photosneversleep

Stazione di B.

POSTED ON 7 Nov 2021 IN Urbex     TAGS: station

Stazione di B. /19 - Fotografia di Samuele Silva

C’è questo piccolo e bellissimo paese disperso fra le alture del Piemonte. E qui tanti, ma tanti anni fa, dopo una tremenda alluvione, crollò un ponte; era un ponte importante, un passaggio vitale di merci e persone. Gli operosi abitanti di quel piccolo paese si misero subito all’opera per ricostruirlo e in breve tempo il ponte tornò a lavorare. Ma in quel piccolo lasso di vita in tanti si accorsero che si stava bene anche senza quel ponte; anzi, forse si stava peggio, ma i costi erano superiori ai benefici. Purtroppo è la storia del nostro mondo votato esclusivamente al dio denaro; e pazienza se per molti quel treno era veramente importante: nel giro di qualche anno si decise che su quel ponte il treno non sarebbe più transitato e la linea ferroviaria venne prima cancellata e infine abbandonata al suo destino. E la stazione? E la stazione anche. Perché se il treno non passa a cosa serve una stazione? A nulla. E i giorni passano inesorabili, gli anni pure, e la stazione di B. ormai fa parte di un panorama di abbandono al quale nessuno fa praticamente più attenzione. Solo il dalmata Baily e il suo padrone sanno dove si trova e vengono qui tutti i giorni a passeggiare sulla banchina nel silenzio assordante di un treno che non passerà più.

È una fiaba inventata per raccontare in modo più intrigante una banale storia di abbandono. Nomi, luoghi e persone sono frutto della fantasia dell’autore e nulla è riconducibile a fatti realmente accaduti. Almeno credo. Le foto sono state scattate senza rompere nulla, senza disturbare nessuno e senza portare via niente, come da regole del mondo urbex.

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Melograno

POSTED ON 6 Nov 2021 IN Details     TAGS: nature, vintage

Melograno - Fotografia di Samuele Silva

Ha appena finito di piovere, fra brutto, fa freddo e nel giorno di festa sono a casa che mi diverto con la post. E davanti a me sberluccica questo piccolo Minolta MD Rokkor 50mm f/2 di fine anni ’70 che sembra fatto apposta per i dettagli. Il modello per l’occasione diventa il melograno, solo estetico, che ho piantato sette anni fa: i frutti sono prossimi alla caduta e le foglie, ormai ingiallite dall’autunno, a breve termineranno la loro vita sul terreno. I tubi di prolunga sono eccessivi e troppo dettagliati, quindi mi limito a un macro per finta scattando a mano libera con il focus peaking della EOS R. C’è ancora un percé.

Lo Zoo che non c’è più

POSTED ON 5 Nov 2021 IN Urbex , graffiti

Lo Zoo che non c'è più /25 - Fotografia di Samuele Silva

Loo Zoo del Parco Michelotti a Torino fu inaugurato il 21 ottobre 1955, alla presenza del sindaco Amedeo Peyron, su progetto (allora avveniristico) dell’ingegnere Gabriele Manfredi. Venne definito città zoologica; altri tempi. Nel 1971 ospitava 117 mammiferi, 739 uccelli, 114 rettili e 1353 pesci su una superficie di 50.000 metri quadri; nel corso degli anni sono nati nello zoo numerosi animali tra i quali macachi, squali, un cervo porcino, un ammotrago, tre gerbilli, sei procioni, due taurachi, due gabbiani ibridi, quattro leoni ed un cammar.

Le storie che riguardano lo zoo sono tantissime e alcune davvero particolari: nel febbraio del 1962 un’evasione di 23 scimmie mandò letteralmente in tilt il quartiere di Borgo Po. Nell’estate del 1972 morì misteriosamente un ippopotamo proveniente dalla Somalia: l’autopsia rivelò la presenza di una testa di bambola (probabilmente lanciata da una bambina) che ne aveva bloccato lo stomaco.

A metà degli anni ’80 un movimento, presieduto da Allegra Agnelli, portò all’attenzione dell’opinione pubblica le sofferenze e le inutili crudeltà subite dagli animali; con un ordine del giorno del febbraio 1987, il consiglio comunale della città stabiliva la chiusura dello zoo e la restituzione del parco alla città. Il giardino zoologico è stato definitivamente chiuso al pubblico il 29 marzo 1987: in quel momento nel parco erano presenti oltre 1000 animali. Sono passati 34 anni e questa piccola città nella città sul lungo Po è diventata un luogo di culto per gli appassionati della street art.

Nell’ultimo periodo il comune ha riportato in vita alcune parti del parco e dovrebbero essere iniziati i lavori che permetteranno la messa in sicurezza e l’apertura anche della parte centrale di quello che una volta era lo Zoo di Torino. I lavori prevedono la rimozione dei ruderi, e l’installazione di alberi, panchine, tavoli e uno spazio per il parcheggio delle biciclette. Il progetto prevede l’apertura di un nuovo ingresso, a metà tra i due esistenti. Non ci resta che attendere.

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Red Lady

POSTED ON 5 Nov 2021 IN Portrait, Urbex     TAGS: MODEL, red

Red Lady - Fotografia di Samuele Silva

Non mi piace aggiungere troppe parole quando si parla di ritratto posato. Ma per questa foto voglio fare una piccola precisazione tecnica: a prima vista il rosso può sembrare un color grading aggiunto in post. In realtà questa immagine (scattata all’ultimo piano del collegio Salesiano di Peveragno) è ottenuta in macchina semplicemente utilizzando un flash di schiarita con un gelatina rossa. Il muro era interamente coperto di graffiti rossi, Kia indossava un abito rosso e ho pensato che utilizzare un flash di riempimento avrebbe regalato teatralità alla scena. La foto è quasi SOOC.

Villa Cartman

POSTED ON 4 Nov 2021 IN Urbex     TAGS: mansion

Villa Cartman /01 - Fotografia di Samuele Silva

Villa Cartman si trova nella prima periferia di Torino, è abbandonata da tanto/troppo tempo. È stata chiamata anche Villa della Pattinatrice, per via di un paio di pattini da ghiaccio appoggiati, con scelta non casuale, su una mensola di quella che una volta probabilmente era la cucina, e anche Villa Silvia e sinceramente ignoro il motivo di questa denominazione.

Ci sono arrivato in una uggiosa mattina d’inverno, la nebbia nascondeva la visuale e regalava un’aurea misteriosa e affascinante: non è rimasto molto, ma non si fatica a comprendere la bellezza che una volta sprigionava Villa Cartman. Entrando si percorre il portico, ancora incredibilmente interessante, e non è difficile immaginare le serate d’estate passate all’aperto. All’interno è tutto un susseguirsi di stanze e tappezzeria, calcinacci e profumo di muffa, finestre distrutte e pavimenti divelti.

I colori sono tenui, affaticati dal tempo e dall’umidità, ma lasciano un immaginario di tranquillità e pace, poesia che si palesa in alcuni strappi di tessuto al piano superiore con scene di vita dell’ottocento. E poi chiaramente i soliti simboli fallici e le scritte inneggianti una restaurazione francamente non auspicabile relativa al secolo scorso (beati i nostalgici). All’uscita mi sono fermato dal cancello spalancato e ormai arrugginito, ho dato ancora uno sguardo. Un’ultima foto. Ho ammirato, malinconica, ma sempre e ancora bellissima.

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Roses and bricks

POSTED ON 4 Nov 2021 IN Portrait     TAGS: model, swimsuit

On the side /08 - Fotografia di Samuele Silva

On the side /07