


I Triboli della Val d’Orcia sono uno dei miei tanti sogni fotografici. E realizzare i sogni è sempre qualcosa di bellissimo. Li immaginavo e desideravo fortemente e un giorno, senza pensare, sono partito. Mi ci sono ritrovato quasi per caso e non me l’aspettavo perché appaiono all’improvviso: una sorpresa, un tuffo al cuore. Finalmente. E per una volta la buona sorte mi ha accompagnato: sono arrivato all’ora giusta e con il cielo giusto. È incredibile come questo gruppo circolare di cipressi sia incredibilmente fotogenico: vicino a me avrò contato 30 fotografi. Ho scelto 5 foto, avrei potuto pubblicarne 30 perché i Triboli sono sempre meravigliosi: per definizione.



Les Maudits Sonnants, della compagnia francese Transe Express, è un grandioso spettacolo musicale aereo. Difficile da descrivere, le immagini rendono meglio l’idea rispetto alle parole (forse in questo caso servirebbe anche il video): l’evento ruota intorno ad un gigantesco fiore meccanico che si alza a 50 metri di altezza per poi aprirsi e trasformarsi in un enorme carillon aereo con 8 musicisti appesi e attori acrobati che si esibiscono in aria e a terra. Questo spettacolo aereo notturno è una performance artistica acrobatica che combina suoni, luci ed emozioni visive sorprendenti, dinamiche, avvolgenti e quasi ipnotiche. Si tratta di una performance che ha incantato il pubblico all’apertura dei Giochi Olimpici di Sidney, all’inaugurazione di Matera Capitale Europea della Cultura, a Parigi (sempre importante poter aggiungere la capitale francese nel curriculum) e adesso anche gli spettatori, rigorosamente con il naso all’insù, di IllumiNatale 2021 a Cuneo. Il carillon celeste spettacolo è una vera esplosione di arte e ingegneria scenica che rende omaggio all’arte urbana contemporanea, trasformando ogni piazza in un teatro all’aperto di pura meraviglia. Vedere i musicisti librarsi nel cielo, sospesi in un equilibrio perfetto tra tecnica ed emozione, è un’esperienza che lascia senza fiato e che segna indelebilmente lo spettatore.
La compagnia ha ideato questo spettacolo oltre vent’anni fa: è uno dei più riusciti. I fondatori, Gilles Rhode e la sua compagna Brigitte Burdin sono tra coloro che hanno inventato il circo contemporaneo con Pierrot Bidon e la compagnia Archaos. Rhode è andato in pensione, ma sarà presente a questa rappresentazione. Nella performance, che è complessa, ci sono azioni a terra e altre acrobatiche che coinvolgono 17 artisti, nei diversi ruoli. È uno spettacolo che si può vedere anche da lontano perché occupa tutta la piazza e si eleva in altezza. (Fabrizio Gavosto, Direttore artistico di Mirabilia)
Immaginavo che sarebbe stato complicato fotografare l’esibizione di piazza Galimberti, ma non avevo compreso il livello di difficoltà. Gli artisti si muovono inizialmente in mezzo al pubblico, poi in cielo ad un’altezza vertiginosa, il tutto illuminato da riflettori. Ho alternato tre focali diverse e fotografato a tuttaapertura con ISO altissimi sempre giocando sul sottile filo del rumore. Ho scelto 14 foto che credo riescano a cogliere l’intera essenza dello spettacolo dei maledetti suonatori. Il movimento, l’illuminazione teatrale e l’interazione cielo-terra hanno reso ogni scatto una sfida interessante e affascinante, piena di imprevisti, ma anche un’occasione per raccontare qualcosa di unico. Documentare questa esperienza è stato un piccolo viaggio nella potenza dell’arte che invade lo spazio urbano e trasforma la percezione di un luogo comune in qualcosa di straordinario.














Nel 2014 a Milano si discuteva della sorte della Chiesa dell’Ospedale Guido Salvini prossimo alla chiusura. Perché un edificio religioso di questa importanza, dedicato a San Carlo Borromeo, non poteva essere lasciato morire insieme al nosocomio. In tanti si interrogavano su come salvare questo monumento quasi centenario. Credo che le immagini possano far capire perfettamente il risultato di tutto questo discutere.
La prima pietra della chiesa fu posata nel 1929 dal beato cardinal Schuster «per tradurre in concreto il binomio annuncio del Vangelo e cura del malato». Dall’allora sanatorio «Santa Corona» a oggi si sono susseguiti diversi cappellani e fino a una quindicina d’anni fa anche un notevole numero di Suore della Congregazione detta di Maria Bambina, ora scomparse. Negli archivi ospedalieri ci sono testimonianze di visite come quella di Vittorio Emanuele III, Benito Mussolini e degli arcivescovi di Milano. La chiesa non ha nulla da invidiare a un santuario per la sua ampiezza, struttura architettonica con navata principale, cupola e matroneo e per la presenza di preziosi marmi che abbelliscono l’altare principale e la balaustra.
L’ospedale ha chiuso definitivamente i battenti nel 2016 e, nonostante le rassicurazioni, anche la chiesa ha dovuto inchinarsi alla fine delle operazioni ospedaliere. E non è mai stata sconsacrata. Da quel giorno è stata presi di mira dai vandali che hanno incendiato le panchine, hanno completamente distrutto l’altare e la balaustra in marmo rosa, spaccato gli arredi e divelto l’organo a canne che si trova sul matroneo. Bloccare l’accesso all’ospedale a vandali, sbandati e semplici curiosi credo sia quasi impossibile visto le dimensioni del perimetro, per fortuna (ma purtroppo) da distruggere è rimasto veramente pochissimo.






L’ex ospedale di Garbagnate (volevo inizialmente nascondere il nome, ma si tratta del classico segreto di pulcinella) è una metà fondamentale del mondo urbex italiano. Non penso che in Italia esista un appassionato del genere che non abbia mai visitato questo luogo di culto. È enorme, per affrontarlo occorrono diverse ore, se si vuole dedicare un po’ di tempo anche alla fotografia potrebbe non bastare un’intera giornata. L’ospedale, nato come Vittorio Emanuele III, venne dedicato al Medico Guido Salvini subito dopo la sua scomparsa avvenuta nel 1946.
Fu costruito tra il 1923 e il 1930 su progetto dell’architetto Giannino Ferrini, con una struttura a padiglioni distribuiti nella pineta, dotati di ampie vetrate e terrazze, e convergenti verso il corpo centrale destinato alla chiesa e ai servizi. Il complesso sorse nella vasta pineta delle Groane, in una posizione isolata rispetto al centro abitato, scelta ritenuta ideale all’epoca per la cura delle malattie respiratorie.
Questa grande opera nacque infatti in risposta al diffondersi delle patologie polmonari, in particolare della tubercolosi, molto presente sia a Milano sia nel circondario, in un contesto di gravi carenze igienico-sanitarie delle classi popolari. L’ospedale distava circa 1.500 metri dal paese ed era collegato ad esso da un ampio viale alberato; l’area complessiva si estendeva per circa 750.000 metri quadrati, in gran parte occupati da bosco di conifere.
Se ti interessa l’architettura sanitaria legata alla cura della
tubercolosi, ti consiglio anche l’esplorazione dell’
Ex Ospedale Filippo Giacomo Novaro, costruito nello stesso periodo e con finalità simili.
Negli anni compresi tra il 1943 e il 1945 fu attivo un gruppo resistente di medici e infermieri a sostegno dei partigiani locali. Il 4 novembre 1944, a seguito di un rastrellamento, numerosi membri furono arrestati dalle SS e dai fascisti e deportati nei campi di sterminio; solo alcuni fecero ritorno dopo la Liberazione. Nel 1995, in occasione del 50° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo, è stato collocato all’esterno dell’ingresso principale il monumento “Alla libertà” dello scultore Paolo Francesco Ciaccheri, dedicato ai martiri della Resistenza dell’Ospedale Sanatorio.
L’ex Ospedale di Garbagnate è proprietà del comune di Milano e versa in stato di abbandono dal 2016.
Al suo interno si sono verificati tutti i tipi di atti vandalici compresi incendi e sedute spiritiche. Nel centro dell’ospedale, in mezzo all’ampio parco, si trova una chiesa incredibile e meravigliosa. Ma di questo parlerò un’altra volta. Stay tuned. Ho pubblicato 64 foto, un reportage credo abbastanza completo: buona visione. :-)




