











Se il 2014 era stato l’anno della paternità, il 2015 è stato l’anno di Alice. E’ quasi fisiologico. Quest’anno ho pubblicato pochissimo, solo 39 post, e non ho dovuto faticare molto nella scelta delle foto: ci sono le vacanze in Sicilia e Provenza, c’è l’Expo, la Color Run, il Magnificat e c’è anche, non poteva mancare, Alice. Lo scorso anno mi ero ripromesso di aumentare il ritmo fotografico e come quasi tutti gli intenti per l’anno nuovo è caduto nel vuoto. In realtà non ho fotografato poco, anzi, il problema è che riesco sempre a trovare il modo per scattare, non dico mai di no ad un evento fotografico, ma poi ho pochissima voglia/tempo per elaborare e pubblicare. Ma sul finire dell’anno sono riuscito a concentrarmi, a ritagliarmi spazio, e credo che nel 2016 esista davvero la possibilità di arrivare almeno a 50 post; circa uno a settimana. E’ la nuova promessa. Chissà…

Oggi ascoltavo radio DeeJay e si parlava di social network, di Instagram in particolare, quindi di fotografia. Veniva chiesto agli ascoltatori quale fosse la foto che rappresentasse al meglio il loro 2015. Io ho pensato pochissimo, l’immagine si è materializzata in modo quasi istantaneo nel mio cervello. Se dovessi scegliere uno scatto non potrei avere nessun dubbio: è un selfie, il sottoscritto ed Alice nel giorno del suo compleanno. E’ una foto studiata a tavolino: nelle luci (due softbox a 45 gradi per creare un effetto tipo beauty), nella posizione e nelle espressioni. Volevo che si notasse il tatuaggio e volevo che Alice avesse un’espressione di scoperta, di curiosità (perdonatemi la pessima definizione). Questa è la foto che mi ricorda il primo anno della nostra cucciola, è la mia foto del 2015.

Se dovessi scegliere una foto preferita della mia vacanza in Sicilia non avrei esitazioni. E’ questa. Domenica mattina. Nella notte un violento acquazzone aveva creato seri problemi a tutta la costa Nord della Sicilia, Palermo compresa. Siamo arrivati a Mondello relativamente presto, le strade erano allagate e la circolazione difficoltosa. Pioveva a tratti, anche con una certa violenza, ma il sole iniziava a spuntare in mezzo alle nuvole. Ad un tratto noto questo ragazzo camminare sulla spiaggia allagata; ho cercato parcheggio (cosa che a Palermo scoprirò non essere poi così importante), sono sceso velocemente dalla macchina e ho inseguito quel giubbotto rosso (perfetto in questo tipo di fotografia) che correva sulla spiaggia con i suoi cani. Il momento era meraviglioso: il vento abbastanza forte, pioveva ad intermittenza, l’acqua della tempesta notturna aveva coperto quasi completamente la sabbia e sulla spiaggia non c’era anima viva. Solo Dario (scoprirò dopo il suo nome) e i suoi bellissimi cani. Ho scelto di posizionare la linea dell’orizzonte in centro perché l’immagine è divisa in tre parti: il cielo, il mare e la spiaggia allagata. Questo è il mio prototipo di foto perfetta: ci sono un mare bellissimo, le nuvole, la spiaggia sabbiosa, una persona ed è minimale. Avessi voluto costruirla probabilmente non sarei riuscito altrettanto bene.


Ancora due foto della Riserva dello Zingaro. Le ultime due. Probabilmente le mie preferite. La prima è un bianconero molto contrastato che ho scattato dalla spiaggia; la seconda è l’ultima foto della giornata con il treppiede all’uscita dalla riserva. Mi piacciono per i colori e per i non colori (arrivati dal foto-ritocco) che rendono le due immagini decisamente suggestive e, scusate l’esagerazione, anche un po’ poetiche, quasi pittoriche. Ascoltavo qualche giorno fa un’intervista a Gianni Berengo Gardin e in punto preciso critica questa tipologia di foto (riporto più sotto le sue parole) che lui definisce fotografia d’arte. Per l’anno prossimo spero di mettere un po’ da parte questa tipologia di fotografia ‘inutile‘ per dedicarmi maggiormente alla fotografia di documentazione, di reportage.
Io non sono un artista. Non ci tengo assolutamente a passare per artista. Oggi i giovani fanno le cosiddette fotografia d’arte che a me non interessano perché copiano quello che hanno fatto i pittori con 50-100 anni di ritardo. A me interessa la foto di documentazione perché il vero DNA della fotografia è la documentazione. (Gianni Berengo Gardin)

Come tradizione vuole il 24 dicembre (nella notte) pubblico una foto dedicata al Natale. E quest’anno il soggetto della foto non poteva che essere la nostra piccola Alice, la vera protagonista di questo Natale 2015. E mi rendo conto, a distanza di 12 mesi, che ho cambiato solo la data. Ma credo sia normale, per lei è il primo Natale vero (lo scorso anno era troppo piccola) e dell’atmosfera natalizia si gioisce soprattutto quando si è bambini: è giusto che sia ancora la protagonista della foto in X’Mas. La mamma di Alice si è molto divertita a comprare carta e nastri colorati e a confezionare i regali della foto: bravissima, bel lavoro. :) Purtroppo i pacchi sono finti, vuoti. E’ un Natale a basso costo (per modo di dire: non avevo idea di quanto potessero costare i nastri da regalo). Fortunatamente è tutto riciclabile. Dopo qualche anno di astinenza torno anche ad aggiungere un sottofondo musicale, la colonna sonora di questi giorni in casa nostra: è Happy Xmas (War is Over) di John Lennon e Yoko Ono (anche se la melodia in realtà non è originale) cantata dalle voci bianche del Piccolo Coro dell’Antoniano. E il nostro più sincero augurio per un bellissimo e felice Natale.

Ho avuto la fortuna (ma non solo fortuna) di visitare la Riserva dello Zingaro in una bellissima giornata di inizio Ottobre. Il sole era caldissimo, il mare calmo e azzurro, pochissima gente (in Estate credo sia un massacro); siamo anche riusciti a fare il bagno e per il sottoscritto è un evento raro anche ad Agosto. La Riserva naturale orientata dello Zingaro si trova in provincia di Trapani, nei comuni di San Vito lo Capo e Castellammare del Golfo ed è qualcosa di incantevole.
Riporto da Wikipedia: “Nel 1976 erano già iniziati i lavori per la costruzione della litoranea Scopello-San Vito Lo Capo, ma in seguito ad una serie di iniziative del mondo ambientalista, culminate in una partecipatissima marcia di protesta che ebbe luogo il 18 maggio 1980, l’Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana si impegnò ad espropriare l’area dello Zingaro riconosciuta di grande interesse ambientale. Con la legge regionale 98/1981, venne ufficialmente istituita la riserva, la prima riserva naturale della Sicilia, affidata in gestione all’Azienda Regionale Foreste Demaniali”. Io credo che mai protesta fu piú giusta.
Si tratta di 7000 metri di strada costiera a picco sul mare in un parco assolutamente incontaminato di 1700 ettari. L’entrata è a pagamento e, se non ricordo male, costa 5 euro. Ben spesi e probabilmente, esempio raro, anche ben utilizzati per permettere alla riserva di continuare a vivere ed esistere. Ho scattato davvero tantissime foto usando quasi sempre il 16-35, treppiede e polarizzatore. Dal punto di vista fotografico la riserva è una scoperta, ad ogni angolo si possono trovare spunti interessanti e per gli amanti della fotografia di landscape è un paradiso. Ho scelto 11 foto (9+2) che credo rendano bene l’idea di cosa ci si possa aspettare visitando la Riserva dello Zingaro.







