La Baronessa

POSTED ON 14 Apr 2024 IN Reportage     TAGS: URBEX

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Se dovessi stilare una classifica delle esplorazioni urbex più belle (operazione che in realtà mi capita, non di rado, di immaginare) sicuramente quella che, in modo originale, è stata definita “La Baronessa” (per una certa somiglianza con il Barone) meriterebbe un posto nell’Olimpo degli Dei. Per tutta una serie di motivi e di racconti, di storie, di leggende, di vere e proprie invenzioni che si celano dietro la breve vita urbex di questa location decisamente intrigante.

L’ingresso è complicato e non riusciamo a trovare l’entrata. Anzi, a dire il vero l’impresa è piuttosto semplice, il problema è che l’ingresso è stato sprangato. Quando le speranze sembrano perdute incontriamo altri due esploratori: sono volti noti (genovesi, lei giovane, lui meno giovane) e facciamo subito amicizia nel parco della Villa (come se fossimo al bar). Tocca fare un nuovo giro di perlustrazione con loro e riusciamo a trovare un’altra entrata, ma talmente piccola che la mia statura nemmeno fa pensare a un tentativo; ma sono l’unico alto e i miei compagni di avventura riescono ad infilarsi (e gentilmente mi aprono, con qualche rischio calcolato, la porta).

L’interno è fantastico e ancora incredibilmente intatto. Non perdo tempo (che in urbex è tiranno) e inizio subito a fotografare: un paio di stanze sono talmente buie che devo ricorrere alla posa bulb superando i 3 minuti di esposizione. Avevo visto poche immagini della Baronessa (salita alla ribalta in tempi relativamente veloci), ma una mi era rimasta impressa nella mente: una stanza da letto con due tappeti a forma di tigre (almeno così mi era sembrato). E come sempre mi accade non riesco a trovarla: sembra una maledizione. Dopo aver girato inutilmente in tutte le stanze intravedo una porta nascosta che mi era sfuggita: pensavo fosse una libreria. Muovo la maniglia e, colpo di scena, finalmente posso ammirare in tutta la loro bellezza le fiere (termine un po’ inusuale per indicare un animale selvatico che è insieme feroce e di grossa mole). È stata impegnativa (per la distanza, le difficoltà in entrata, la situazione luce), ma nel momento di uscire riesco a percepire un’enorme soddisfazione.

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Parcheggio Riservato

POSTED ON 14 Apr 2024 IN City & Architecture     TAGS: car, lightsandshadows

Parcheggio riservato

Santuario di Santa Maria

POSTED ON 12 Apr 2024 IN Landmark     TAGS: church, zenit

Santuario Santa Maria

Cappella Votiva “La Rotonda”

POSTED ON 7 Apr 2024 IN Landmark     TAGS: church, zenit

Cappella Votiva La Rotonda

Giada -Black-

POSTED ON 1 Apr 2024 IN Portrait     TAGS: model, urbex

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Villa Castagnola

POSTED ON 24 Mar 2024 IN Reportage     TAGS: URBEX, drone

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Villa Castagnola riprende il nome dei proprietari originali, una famiglia di nobili banchieri, e venne costruita all’inizio del secolo scorso. Fu successivamente ceduta alla famiglia Quaglia, che operava nel settore della ceramica e del laterizio, e cambiò nome, ma dopo l’8 settembre 1943 venne espropriata dai nazisti. La Famiglia Quaglia ritornò in possesso della Villa fino alla morte, nel 1972, del commendatore Eugenio Quaglia. Nella seconda metà degli anni ’70 venne comprata dalla società Castagnola che riprese il nome originale; purtroppo a seguito del fallimento, nel 1999, la Villa è in stato di abbandono, c’è un curatore fallimentare che purtroppo non è riuscito a vendere la proprietà.

Nel 2017 diversi roghi (forse dolosi) interessarono la Villa, ci fu l’intervento dei Vigili del Fuoco che dovettero sfondare la porta per riuscire a domare le fiamme. Purtroppo da quel giorno è iniziata l’invasione di ladri e vandali che negli ultimi anni hanno spogliato e devastato Villa Castagnola. Al piano terra, vicino alla piccola chiesa, sino al 2018 c’era anche un tipico gozzo ligure: non ha resistito a lungo, trafugato da qualche filibustiere moderno.

La mia esplorazione di Villa Castagnola è ormai datata 2022. Ho iniziato con un volo d’ispezione con il drone, quindi ho salutato la vicina di casa (uscita sul terrazzo a controllare) e ho chiesto informazioni: gentilmente mi ha detto di fare attenzione e mi ha raccontato degli incendi che hanno reso pericolosa la struttura (in realtà non tanto). Ho fotografato con tutta calma, ma al momento di andare via ho sentito delle voci: in urbex è sempre particolare il momento in cui si percepisce di non essere soli. Sono uscito allo scoperto e ho visto una ragazza che raccontava la storia della Villa a due turisti (non saprei come altro definirli). Mi sono presentato e in logica conseguenza aggiunto alla comitiva: non mi era mai capitato di fare una visita turistica illegale con tanto di guida in un luogo abbandonato.

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Lorena -urbex in black-

POSTED ON 20 Mar 2024 IN Portrait     TAGS: MODEL, studio, black

Lorena -black-

Qualche giorno fa Lorena mi ha chiesto, per un articolo di un giornale, la foto ritratto che le scattai per il progetto Herem nel 2022. Sono riuscito a trovare quel ritratto black/dark in studio, che poi comunque non è stato utilizzato: forse un po’ troppo cattiva in questa foto. Ma mi sono reso conto di non averla mai pubblicata su queste pagine e quindi è giusto correggere il tiro: se arrivate da queste parti con la ricerca Lorena Durante Urbex potete trovare il suo sito qui. :-)

Just Married in Palazzo Fauzone -Paolo-

POSTED ON 20 Mar 2024 IN Portrait     TAGS: EVENT, man, justmarried, 50ne

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Seconda e ultima parte di racconto di un matrimonio nella meravigliosa cornice di Palazzo Fauzone Relais, con la collaborazione di Marcos Atelier. Questa volta il modello è l’aristocratico e affascinante Paolo che indossa un completo blu elettrico di Manuel Ritz. Questa sessione è stata decisamente più complicata in quanto la stanza non era adatta al ritratto maschile e non avevo a disposizione nessuna luce flash in aiuto: mi sono visto costretto ad utilizzare esclusivamente la -poca- luce proveniente dalla finestra e ad alzare gli iso per compensare la mancanza di luminosità. Da Palazzo Fauzone è tutto, non mi rimane che ringraziare Paolo per la disponibilità. :)

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Just Married in Palazzo Fauzone -Tommaso-

POSTED ON 20 Mar 2024 IN Portrait     TAGS: EVENT, man, justmarried, 50ne

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Spiegare bene come e perché mi risulta complicato. Queste immagini sono estrapolate da una giornata dedicata al racconto di un matrimonio nella meravigliosa cornice di Palazzo Fauzone Relais, con la collaborazione di Marcos Atelier. Il vestito è di Carlo Pignatelli, il modello è il bravissimo e bellissimo Tommaso Merlino. Nelle mie pagine non troverete la fortunata in quanto mi sono dedicato esclusivamente allo sposo. In queste poche righe vorrei ringraziare Barbara, la padrona di casa, Tommaso per l’incredibile pazienza e tutto il team di stilisti, truccatori e, perché no, di Fotografi; in particolare Alex di PhotoStudio 3D con il quale ho realizzato queste immagini.

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Dancing Paradiso

POSTED ON 19 Mar 2024 IN Reportage     TAGS: URBEX, disco

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Del Dancing Paradiso ho sentito tante cose ultimamente e devo ammettere che io non ho nemmeno sfiorato quell’empatia e quella meraviglia che ho letto in quasi tutte le recensioni (perdonatemi il termine). Sono un animo insensibile. Per me il dancing è stato confusione, ecco, confusione è il termine che rende meglio l’idea: dal punto di vista fotografico quasi fastidioso, claustrofobico, un insieme di oggetti alla rinfusa, nel disordine, nel degrado e nel buio quasi totale. Certo, c’è un mondo dietro, la vita della signora Paola si intreccia e si divide fra questi ricordi, fra questi pezzi di vita; purtroppo non sento la voglia di memoria che ascolto da tante parti.

Entrare nel Dancing, con la sua enorme mole di ricordi, mi ha fatto tornare in mente una storia che trovai in rete qualche tempo fa: fra 100 anni saremo tutti morti e sepolti. Fra i nostri discendenti nessuno saprà chi eravamo e nessuno si ricorderà di noi. Tutte le nostre proprietà e le nostre cose saranno di sconosciuti, che non sono ancora nati. E tutto questo insieme di oggetti, prezioso per alcuni, per il resto del mondo è semplicemente confusione: non mi ha lasciato sensazioni positive, mi ha fatto pensare che il tempo scorre velocemente e che tutto quello che oggi conserviamo domani sparirà nel nulla. Anche il Dancing Paradiso, nonostante una storia gloriosa, è diventato un’inutile accozzaglia di oggetti, alcuni orrendamente kitsch, e il tempo riuscirà a cancellare anche questo angolo di mondo destinato a scomparire, scusate la citazione, come lacrime nella pioggia.

Ammetto di aver qualche sintomo di distacco dai sentimenti, ma non credo di essere un replicante come Roy Batty: eppure nonostante fra queste pareti si siano raccontate storie d’amore, di amicizia, di vita, di tempo passato insieme, nonostante ci sia un intreccio di emozioni forti (anche senza andare vicino alle porte di Tannhäuser), anche il Dancing Paradiso è giunto al termine vita. Peccato, ma anche no: qualche volta forse è meglio non guardare indietro.

Se siete amanti del romanticismo, anche eccessivo, vi consiglio di leggere la storia del Dancing Paradiso raccontata da Lorena Durante: lei sicuramente ha percepito l’empatia di questo pezzo di storia.

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In the Air

POSTED ON 18 Mar 2024 IN Landscape     TAGS: travel, sunset, intheair, clouds

On Air

Non avevo mai pubblicato una foto del genere e mai avrei pensavo che un giorno sarei incappato in questo errore. Foto banale e foto da turista. Ma non mi era mai capitato (a memoria) di trovarmi al finestrino di un volo aereo con il tramonto e il tappeto di nuvole. Ho colto l’occasione, estratto la reflex con il grandangolo dallo zaino posizionato sotto il sedile di fronte a me e ho scattato attraverso il finestrino. Nel caso inserire la posizione dello scatto mi risulta particolarmente ostico, diciamo Mar Tirreno al largo di una zona compresa fra Campania e Calabria. Ho incluso un pezzo di ala per dare un’idea di profondità. Prima e ultima volta.

Piazza delle Erbe

POSTED ON 15 Mar 2024 IN City & Architecture     TAGS: nocturne, longexposure

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Quando si parla di viaggio la mia mente torna sempre al concetto di piazza, mi piace legare le città che visito alla loro piazza più importante. E quasi sempre i ricordi si perdono in mezzo a questi spazi immensi, per esempio non riesco a dimenticare Praça do Comércio a Lisbona oppure Piazza Ducale a Vigevano (e vorrei tornarci). Se invece penso a Verona la mia memoria non è legata a Piazza Bra, dove per intenderci si trova l’Arena, ma per uno strano gioco della memoria sono affascinato da Piazza delle Erbe. Probabilmente perché nel mio primo stop a Verona ero rimasto colpito dal fermento, dai giovani, dai locali e dall’allegria che avevo riscontrato fra i palazzi di questa piccola (se paragonata alle altre), ma meravigliosa piazza. Ma in fondo è il cuore di Verona, la più storica, qui si trova l’antico palazzo del comune, Palazzo Maffei, la torre dei Lamberti, la colonna con il leone di San Marco e la celebre fontana sormontata dalla statua denominata Madonna Verona. E quando la scorsa estate sono tornato, con in mente la fotografia, la mia prima idea era proprio di fotografarla in notturna. Ho dovuto attendere, perché al mio arrivo la confusione del mercato era ancora molto presente, ma sul tardissimo (le foto sono scattate a mezzanotte) sono riuscito a fotografarla come nella mia mente avevo immaginato.

Martini Bianco

POSTED ON 6 Mar 2024 IN Street     TAGS: signs

Martini Bianco

Le bolle blu… che volano…

POSTED ON 5 Mar 2024 IN City & Architecture     TAGS: sunset, sky, clouds

Le bolle blu... che volano...Le mille bolle blu

Selfie in the circular mirror

POSTED ON 28 Feb 2024 IN Portrait     TAGS: selfie, mirror, withcamera

Selfie in the circular mirror

Per la gioia dei miei lettori, e soprattutto lettrici, torno dopo molto tempo a pubblicare un selfie. In molti ne avranno sentito la mancanza, ma eccomi qua a riportare sulla retta via il mio photoblog: un po’ come le modelle che vanno per la maggiore su Instagram. E quale location migliore che la rinnovata Show-Room di Idroterm a Cuneo? Un gioco di specchi con illuminazione circolare (notare la catchlight) et voilà, l’occasione fa l’uomo fotografo. E anche un po’ vanitoso.

Carlevè ‘d Mondvì 2024

POSTED ON 27 Feb 2024 IN Performing Arts, Reportage     TAGS: EVENT, carnival

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Il Carlevè è tornato in grande stile: un nuovo presidente, nuove energie, tanti carri, una sfilata di altissimo livello, gruppi decisamente numerosi e un carro di Mondovì finalmente degno di questo nome. Io purtroppo non stavo bene (mali di stagione) e quindi mi sono un po’ risparmiato, niente foto generaliste, niente ritratti, niente copertura totale dell’evento: non ho molto tempo a disposizione e ho quindi deciso di dedicare un numero ridotto di energie alla post-produzione delle immagini. Ho creato un piccolo portfolio, un reportage di 12 foto che serve ad illustrare quello che personalmente ho vissuto come carnevale. Mi sono concesso solo una piccola divagazione: il momento in cui i ragazzi delle Teste matte di Villafalletto hanno lanciato in cielo i palloncini dedicati ai cugini Casale, scomparsi in un tragico incidente stradale, con questo pensiero: “Marty e Met: ci avete insegnato tutto tranne che a vivere senza di voi“. Perché ho percepito forte la loro commozione, ho sentito l’emozione e mi sembrava giusto dedicare una foto a quel momento.

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