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Nero Di-Vino

POSTED ON 16 Ott 2023 IN Details     TAGS: wine, studio, black, 50ne

Nero Di-Vino

Con questa foto, scattata in studio, ho partecipato alla 13ª edizione del concorso nazionale organizzato da MondovìPhoto. Il tema era Racconti Di-Vini, storie, persone e paesaggi dietro a un bicchiere di vino. La foto è liberamente ispirata ad un’immagine Ketti Vallieri (anche il titolo è identico), ma ho provato a renderla ancora più minimalista dell’originale per dare un senso ancora più importante ai pochi accenni di bianco che fanno solo immaginare bottiglia e bicchiere. Probabilmente non ci sono riuscito perché purtroppo, nonostante qualche apprezzamento (ma la mamma è sempre la mamma), la foto non è piaciuta alla giuria che ha scelto di non selezionarla; con grande giubilo dello stampatore perché riuscire a mettere su carta un’immagine del genere non dev’essere per niente semplice.

Nero Champagne

POSTED ON 8 Giu 2021 IN Details     TAGS: event, wine, 50ne, wideaperture

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Quando pronuncio la parola champagne, è più forte di me, non posso fare a meno di utilizzare una seconda a lunghissima: champaaaaagne. Deve essere il retaggio di qualche film, anche se al momento non ho memoria. Mentre aspettavo gli ospiti del Montecarlo Film Festival per la cena di Gala mi è stato chiesto di scattare qualche foto al banco di Nero Lifestyle, uno degli sponsor della manifestazione. E quando posso utilizzare il fantastico 50mm a tuttaapertura mi diverto sempre. Queste dettagli li trovo decisamente interessanti e esercitano sul sottoscritto un fascino pazzesco. Purtroppo sono dovuto scappare di corsa e non sono riuscito a degustare il prelibato nettare, magari sarà per un’altra volta (ma magari). Questo non è un articolo sponsorizzato, preferisco essere molto chiaro, sul mio sito non esiste nulla del genere. Non ancora almeno. E’ giusto per il piacere di fotografare e trovare immagini interessanti: che ci volete fare, è una passione.

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Tre bicchieri

POSTED ON 6 Nov 2018 IN Details     TAGS: wine, 50ne

Tre Bicchieri #01Tre Bicchieri #02

Con queste 2 foto (ma anche altre)(che vedrete un’altra volta) ho partecipato (senza qualificarmi nelle 25 migliori) al concorso ‘Le Radici del Vino‘ organizzato dal Comizio Agrario di Mondovì e MondovìPhoto. Il focus del concorso era il Dogliani (che una volta veniva chiamato beatamente Dolcetto) e il suo territorio. L’idea mi è venuta grazie a Pinterest e originariamente avrei dovuto catturare il sole al tramonto che va a morire nel terzo bicchiere (quello con il vino rosso). Un romanticismo pacchiano ed esasperato che trovava la sua sublimazione nel sole che tramonta nel vino, simbolo della vita e dell’amore per la bevanda di Bacco (anche poeta!). Ma quando serve a me (che non fotografo tramonti) la nostra stella (che sa benissimo che non fotografo tramonti) ha pensato bene di eclissarsi per tre giorni consecutivi nelle nuvole verso le quattro del pomeriggio. Grazie. E quindi mi sono dovuto limitare a qualcosa di meno cafone e più prosaico. Sicuramente con il sole nel bicchiere avrei trionfato a mani basse, ma la sfortuna ci vede benissimo (questo ultimo pensiero è ironico). Sono due foto simili, ma scattate con 2 obbiettivi e una diversa apertura di diaframma: la prima con il 24/70 a 39mm e diaframma chiuso a f/11 per esaltare la nitidezza, la seconda con il 50 a diaframma completamente aperto e fuoco sull’ultimo bicchiere per evidenziare l’effetto sfuocato. Ho pulito lo sporco sui bicchieri in post produzione (dopo ogni scatto sbagliato bevevo un bicchiere e mi è servita una bottiglia intera per trovare la composizione giusta) e esaltato leggermente il rosso delle foglie. Io personalmente preferisco la versione sfuocata, ma è un vezzo quello di amare particolarmente la bassa nulla profondità di campo. Colgo l’occasione per ringraziare l’azienda vitivinicola Bricco del Cucù che mi ha permesso di fotografare nelle loro vigne. Gentilissimi (e producono un vino sublime).

Discesa nell’Infernot

POSTED ON 17 Mag 2018 IN Reportage     TAGS: travel, tripod, longexposure, wine

Infernot #01

Domenica scorsa, con il gruppo vacanze di MondovìPhoto, siamo scegli nelle viscere del Monferrato, alla scoperta dei celebri Infernot, nominati patrimonio dell’Unesco nel 2014. Non voglio soffermarsi sulla bellezza e sulla storia di queste straordinarie cantine del sottosuolo, d’altronde non sono una guida turistica (seguite il link), ma preferisco spiegare le difficoltà che si incontrano quando, oltre ad ammirare l’opera dei contadini del Monferrato, si cerca di fotografare al buio quasi totale. Meglio se in dieci in uno spazio di 20 metri quadrati avendo a disposizione solo qualche minuto. Ho scelto 9 foto scattate negli Infernot di Cella Monte, e per queste 9 foto sono riuscito ad utilizzare 4 obbiettivi diversi: 50, fish-eye, 24-70 e 16-35. Non male, lascio a voi capire quali foto, con quale mezzo. Tutte ovviamente scattate con il treppiede e lunghe esposizioni: la luminosità non è elevatissima, eufemismo, e quasi sempre è necessario arrivare a 10-15 secondi, talvolta anche oltre (sempre mantenendo gli ISO nel limite della decenza tecnica). Sarebbe bello poter dedicare ad ogni singolo Infernot più tempo e studiare qualcosa di più elaborato, giocando con luce ed ombra, ma sono foto di viaggio e il tempo è quasi sempre tiranno. Colgo l’occasione per ringraziare Domenico Rota, il nostro amico casalese (si dice così?), che è riuscito ad organizzare una due giorni unica e incredibile. GRAZIE.

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Col termine piemontese infernòt si indica un locale sotterraneo costruito scavando a mano una particolare roccia arenaria, la pietra da cantoni, o in tufo e solitamente adibito a cantina o dispensa. Caratteristica comune a cantine e infernòt è l’assenza di luce e di aerazione diretta. L’infernòt si distingue tuttavia dalla cantina vera e propria, rispetto alla quale occupa in genere una posizione inferiore e svolge una funzione sussidiaria, concentrata sulla conservazione del vino imbottigliato.

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Barrique [green and snow]

POSTED ON 4 Dic 2013 IN Landscape     TAGS: wine, snow, sunset

Barrique [green and snow]

E probabilmente non sono nemmeno Barrique. Queste sono più grandi, sono tipiche botti piemontesi. Ma barrique è una definizione straniera, è più incisiva, più altisonante: invecchiato in barrique, riempie la bocca e migliora la qualità del vino. Semplicemente a pronunciarla. Siamo a Tenuta Carretta, a Piobesi D’alba. Ed io ero alla seconda cantina della giornata, dopo il pranzo, con la neve, il freddo, la Mora di Sassi in corpo e la stanchezza. Perdonate la scarsa qualità. Della foto, non certo del vino. :-)

WiMu [Barolo]

POSTED ON 2 Nov 2011 IN Details     TAGS: wine

WiMu [Barolo]

Oggi pomeriggio (complice il giorno di festa) abbiamo deciso per una gita fuori porta e siamo andati a Barolo. Volevo fotografare i vigneti in autunno e bere del vino buono. Purtroppo una foschia davvero fastidiosa mi ha impedito di scattare come e quanto volevo (ma non mi ha impedito di mangiare divinamente e di bere dell’ottimo Barolo); abbiamo optato però per la visita al celebre e nuovissimo museo del vino (WiMu – Wine Museum) nel castello di Barolo. La delusione è stata formidabile: niente di quello che ho visto ha colpito la mia attenzione e penso che il museo sia una fantastica presa per i fondelli (per i turisti). Unica nota positiva questa foto ad una ‘finta‘ serie di barrique: l’effetto scenico è aumentato da una buona quantità di specchi posizionati strategicamente. La sala era praticamente buia, ho fotografato in manuale con un tempo di 5 secondi (ISO 400) a f/4: avevo con me il GorillaPod e sono riuscito ad agganciarlo alla ringhiera che delimitava la zona. Bisogna sempre avere un cavalletto. ;-)

Malgrà e Orgoglio Granata

POSTED ON 17 Nov 2006 IN Reportage     TAGS: business, wine

Malgrà #01

Il rapporto fra blog e aziende è stato uno dei temi caldi di questo inizio autunno. Si è discusso molto e alla fine si è arrivati ad una inevitabile conclusione: questo rapporto non esiste. Ero d’accordo, ma domenica è successo qualcosa che mi ha convinto a rivedere almeno parzialmente le mie posizioni. Il 16 ottobre scorso ho dedicato un post a Orgoglio Granata, il vino griffato Toro. Il mio articolo ha raccolto qualche inevitabile sfottò (ma i gobbi sono dappertutto) e un commento d’autore: quello di Ezio Chiarle, uno dei soci di Malgrà, l’azienda vitivinicola che produce il vino. Vista la passione per i colori granata e la comune frequentazione dello Stadio Olimpico siamo riusciti anche ad incontrarci a Torino per un caffè e per scambiarci qualche opinione sul vino, sul Toro, su Internet e sui blog. Ezio mi ha invitato a Mombaruzzo a visitare la sua azienda e io non mi sono certo lasciato sfuggire l’occasione. Domenica scorsa, dopo un lento girovagare nella nebbia piemontese (E’ la prima volta quest’anno, dicono sempre così i piemontesi), sono riuscito a raggiungere la Malgrà. Ezio e la sua collaboratrice Silvia (carinissima :)) sono stati gentili all’ennesima potenza e dopo l’interessante visita alla produzione abbiamo gustato un paio di vinelli: la Barbera ‘Mora dei Sassi’ e il Gattinara ‘Podere dei Ginepri’ (quest’ultimo ha ottenuto anche il prestigioso ‘Tre bicchieri’). Salame fatto in casa, grissini e due rossi niente male. Con Ezio il feeling è stato immediato, la nostra comune passione per il Toro ha enormemente facilitato il contatto. Ho apprezzato davvero tutto: la visita alla fabbrica, la degustazione, il negozio e soprattutto il pranzo (anche perché offerto) a base di Tartufo e Fornace del Cerreto. Una grande accoppiata.

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