Archivio anno: 2025

Fotografia e Urbex | Samuele Silva – #photosneversleep

Best of 2025

POSTED ON 30 Dic 2025 IN PhotoBlog     TAGS: bestof

Su Piazza - Fotografia di Samuele Silva

Il 2025 è stato davvero l’anno dell’intelligenza artificiale. Non tanto dal punto di vista fotografico: nelle immagini la uso poco, quasi per niente, e continuo a credere che lo sguardo venga prima di qualsiasi algoritmo. Ma dietro le quinte è tutta un’altra storia. Il vero salto è stato nel motore del sito. L’AI è diventata uno strumento quotidiano, concreto, usato per ragionare, testare, sbagliare e rifare. Ho passato mesi a mettere mano al codice, aggiungendo funzionalità, ottimizzando prestazioni, ripensando struttura e contenuti, perfezionando la SEO. PHP, HTML, debug continui. Notti intere passate a correggere errori, rompere cose e rimetterle in piedi. Gran parte di questo lavoro non si vede. E va bene così. Le differenze sono sotto il cofano: velocità, ordine, controllo, coerenza. Il sito oggi è più solido, più pulito, più mio.

Dal punto di vista fotografico è stato un anno intenso e veloce, come sempre. Ho superato il mio record personale: 307 articoli pubblicati, e soprattutto ho ridotto drasticamente i post senza testo. È una scelta precisa. Continuo a pensare che le fotografie, quando serve, vadano spiegate, contestualizzate, difese. Questo sito è diventato senza mezzi termini il mio diario personale, giorno dopo giorno. Nel 2025 ci sono state un paio di avventure fotografiche all’estero (una, Cracovia, è ancora tutta da pubblicare) e altre sono già in cantiere per il 2026. Ho fotografato di tutto: urbex, viaggio, concerti (sono tornato seriamente in pista e non ho nessuna intenzione di fermarmi) e anche il ritratto, che finalmente è tornato a prendersi spazio. E no, nemmeno lì ho intenzione di smettere.

Nel mio best of 2025 l’urbex non poteva mancare: quattro fotografie dedicate al mondo dell’abbandono, con location spettacolari e scelte consapevolmente tra quelle che restano iconiche nel panorama urbex italiano (e non solo). L’anno si apre con una fotografia in volo, scattata durante il raduno internazionale dell’Epifania: nel 2025 sono stato il fotografo ufficiale della manifestazione, un incarico impegnativo che mi ha regalato soddisfazioni e che nel 2026 tornerò a ricoprire. C’è poi un ritratto, un paio di foto di viaggio (Francoforte e la lavanda provenzale) e due sfizi personali: un reportage totale dal Carnevale di Ivrea, vissuto da dentro, e una fotografia che inseguivo da tempo, il Tempio del Valadier. Ho inserito anche una foto di street photography: non è il mio terreno più solido, anzi, ma proprio per questo resta lì come promemoria a studiare e migliorare. Chiude una foto di musica dal vivo, ma non dell’artista: il pubblico. Una scelta voluta, perché non volevo scegliere un artista unico; quest’anno ho capito che per me la musica live, senza fotografia, semplicemente non esiste.

Dopo il resoconto, restano i buoni propositi. O meglio: una consapevolezza che ormai è abbastanza chiara. Penso che la fotografia sia soprattutto racconto e descrizione. Mi interessa stare dentro le cose, nel mezzo dell’azione, osservare mentre succede. Le grandi riflessioni teoriche sull’arte le lascio volentieri a chi le sa fare meglio: non è il mio terreno. Quello che voglio davvero migliorare è la capacità di guardare, di leggere le situazioni, di evitare cartoline e soluzioni stereotipate. Meno spettacolo, più attenzione. Il 2026 è già pieno di idee e iniziative: concerti, viaggi, ritratti, reportage. L’urbex forse avrà meno spazio, ma so già che non sparirà: un po’ di abbandono riesco sempre a ritagliarmelo. Il tempo continua a correre veloce, questo è evidente, e le riflessioni su questo tema sono inevitabili. Ma non mi fermano. Guardo avanti, come sempre, e lo faccio con lucidità e ottimismo. Let’s go!
Nota: a proposito di intelligenza artificiale: l’immagine in evidenza di questo post è stata realizzata con ChatGPT, ispirandosi liberamente all’estetica di Stranger Things. Del resto, nell’ultimo mese sembra non si parli praticamente d’altro. :-)

No More Magic

POSTED ON 26 Dic 2025 IN Urbex     TAGS: xmas, wideaperture

No More Magic - Fotografia di Samuele Silva

Nei luoghi abbandonati il Natale è sempre molto presente. Succede soprattutto nelle case, ma non solo: fabbriche e scuole non fanno eccezione. Alberi addobbati lasciati a metà, pupazzi di Babbo Natale, decorazioni fuori tempo massimo. Più raramente un presepe. Le spiegazioni possibili sono poche. La prima è la più suggestiva, ma anche la meno credibile: la casa è stata abbandonata durante il periodo delle feste, e tutto è rimasto lì, congelato in quel momento. Un’ipotesi affascinante, ma difficile da sostenere. Abbandonare una casa proprio dopo averla addobbata per il Natale suona strano, quasi forzato.

La seconda spiegazione è molto più concreta, e probabilmente anche la più vera: qualcuno è passato prima di me. Ha aperto cantine, garage, ripostigli. Ha trovato le scatole dove, di solito, si nasconde la roba natalizia per undici mesi all’anno. E ha deciso di tirarla fuori, di rimetterla in scena. Un gesto gratuito, forse ironico, forse solo annoiato. In ogni caso, bizzarro. Eppure la percentuale di addobbi natalizi che si incontrano nelle case urbex è sorprendentemente alta. Così alta che, ogni volta, mi dico: questa foto la tengo da parte per le feste. E poi, puntualmente, me ne dimentico.

Questa volta no. Questo piccolo Babbo Natale, abbandonato accanto a un sacco nero di immondizia, l’ho trovato nella villa chiamata Usi e Costumi. Lo propongo adesso, subito dopo Natale, quando le luci sono spente, il cenone è terminato e il rito è finito. Per lasciare addosso ancora un velo di malinconia. Per ricordare che, quando la magia se ne va, quello che resta è sempre un po’ triste. No more magic.

Natale Niceno

POSTED ON 24 Dic 2025 IN Landmark     TAGS: church, xmas, minimal, light

Chiesa dei Corallini - Fotografia di Samuele Silva

Prosegue imperterrita, e senza soluzione di continuità, la tradizione del post natalizio. Quest’anno vi porto all’interno della chiesa di San Giovanni Battista a Cervo, costruita tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo e conosciuta localmente come dei Corallini, perché eretta anche grazie ai proventi della pesca del corallo. Oggi è considerata uno dei maggiori monumenti in stile barocco della Riviera di Ponente.

Il 2025 è un anno particolare: ricorre infatti il 1700° anniversario del Concilio di Nicea, una riunione in presenza (Zoom non era ancora stato inventato) convocata per ristabilire la pace religiosa e raggiungere un’unità dogmatica. In un periodo di forte ascesa del cristianesimo, con dibattiti accesi su dottrina e potere, servivano linee guida condivise: i preti erano, di fatto, gli influencer dell’epoca.
Un po’ come oggi con l’intelligenza artificiale: la invochiamo di continuo, le deleghiamo decisioni, le attribuiamo autorità, ma pochi sanno davvero cosa stia facendo e nessuno ha ancora stabilito dove debba fermarsi.

Ma torniamo a Nicea: dei circa 1800 vescovi invitati ne parteciparono 318, quasi tutti provenienti dall’Oriente; raggiungere la piccola città dell’Asia Minore, l’attuale İznik, senza mezzi moderni non era proprio semplice. Una piccola nota di colore: il clima conciliare niceno fu a dir poco turbolento; il dibattito sulle tesi di Ario degenerò a tal punto che Nicola di Bari (non il cantante) avrebbe preso a schiaffi l’eresiarca. In onore del credo niceno, suggerisco quindi un momento di riflessione e di memoria: quest’anno mi sembra giusto dedicare un pensiero alla consustanzialità del Padre e del Figlio. E il mio più sincero augurio per un bellissimo e felice Natale.

Voci che salgono

POSTED ON 24 Dic 2025 IN Concert     TAGS: EVENT, church

Sunshine Gospel Choir /07 - Fotografia di Samuele SilvaSunshine Gospel Choir /19

Voci che salgono nasce da una frase detta all’inizio dell’esibizione da Alex Negro, fondatore e direttore del Sunshine Gospel Choir. Durante il primissimo brano, mentre coinvolgeva il pubblico, ha spiegato che nel gospel la voce deve salire. Perché il gospel sale. La frase mi è rimasta impressa. Sono andato a informarmi, per capire. Sale perché nasce dal basso: respiro, corpo, diaframma. Sale perché cresce in intensità e in altezza. Ma soprattutto sale perché è pensata come un’ascesa spirituale, e quando viene cantata in una chiesa questa idea diventa anche fisica: la voce sale davvero, lungo la navata, verso le volte, sostenuta dal riverbero.

Voci che salgono è un concetto semplice, ma potentissimo. Quando il direttore l’ha detto al pubblico, è stato immediatamente chiaro. Non potevo dare un titolo diverso.

Lo ammetto, non ho seguito tutto il concerto, mea culpa. Ho scattato poco, in modo veloce. Sono rimasto una ventina di minuti, non di più. Mi piace il gospel, il coro è straordinario, ha una presenza scenica fortissima e voci impressionanti, il pubblico era visibilmente colpito. Ma dopo un po’ io mi stanco. Il mio obbiettivo resta la fotografia, c’è poco da fare. Quando ho capito di avere le immagini che mi servivano, sono uscito, per non disturbare chi invece voleva ascoltare con calma fino alla fine (il ruolo del fotografo è sempre un po’ fastidioso).

Le foto sono diciannove. Mi sono concentrato soprattutto sui cantanti, che sono scenograficamente bellissimi, e un po’ meno sull’insieme del coro. Le luci erano difficili: uno strano rosso, uno strano blu (blu ginepro), colori complessi da gestire e da riportare in modo corretto. Ma proprio per questo erano terribilmente affascinanti.
Nota: spero che queste immagini funzionino, anche se non ne sono affatto convinto. Alcune mi sembrano riuscite, altre meno, ma forse è normale. Ho scattato poco, in fretta, con limiti evidenti, e queste fotografie mostrano quei limiti. Non pretendo di raccontare tutto, ma solo ciò che sono riuscito a vedere senza dare troppo nell’occhio.

Sunshine Gospel Choir /03Sunshine Gospel Choir /04Sunshine Gospel Choir /05

Sunshine Gospel Choir /08Sunshine Gospel Choir /09

Sunshine Gospel Choir /14

Edge of Light

POSTED ON 23 Dic 2025 IN Landscape     TAGS: sunset, sea, goldenhour, silhouette

Edge of Light - Fotografia di Samuele Silva

Landscape is the work of the mind.
– Henri Cartier-Bresson

Luci su Cervo

POSTED ON 22 Dic 2025 IN Urban Architecture     TAGS: nocturne, mapping, lightart, nightscape

Luci su Cervo /01 - Fotografia di Samuele SilvaLuci su Cervo /02

Devo ammettere che il mapping mi affascina. Quando ho visto le foto dell’inaugurazione sulla chiesa dei Corallini, ho pensato subito: devo andare a vederlo. Appena ho avuto l’occasione sono sceso verso Imperia, che poi è casa mia, e ho passato un pomeriggio a Cervo.

Il progetto di illuminazione coinvolge due edifici simbolo del borgo. Sulla facciata della chiesa dei Corallini è stata proiettata un’opera di Francesco Carrega: una Natività custodita in Palazzo Viale, fotografata e riproposta per portare all’esterno un’opera normalmente nascosta. Sul castello dei Clavesana, invece, lo spazio è stato dedicato a Emanuele Luzzati, con la rappresentazione dei Re Magi, omaggio a un artista che ha avuto un legame diretto con Cervo e con le sue scuole.

Non avevo previsto la presenza, sulla piazza, dei Babbi Natale, ma hanno dato una certa frenesia all’attesa. Ho aspettato. Poi ho aspettato ancora. E ancora. La notte, quando mi serve, sembra arrivare sempre in ritardo. Ma alla fine il buio è sceso, con calma, come sempre. Purtroppo non sono riuscito a fotografare tutto come avrei voluto. Il mapping di Luzzati sulla facciata posteriore del castello dei Clavesana è meraviglioso, e lì sono riuscito a lavorare bene: da dietro è più semplice, basta alzarsi un po’, il cielo aiutava e la visione era chiara.

Molto più complicato, invece, fotografare la chiesa di San Giovanni Battista. Dalla piazza non mi convinceva: troppo evidente, troppo grande. Ho provato dal mare, ma l’immagine proiettata sulla facciata, vista da lontano, perde leggibilità. Se devo essere sincero, quindi, promossa la foto del castello dei Clavesana, bocciata quella dal mare. Peccato, perché dal vivo è tutto magnifico e riesce a rendere Cervo, piccolo borgo medievale sul mare, già bellissimo grazie ai suoi carruggi e alle sue salite, ancora più intenso.