Prosegue imperterrita, e senza soluzione di continuità, la tradizione del post natalizio. Quest’anno vi porto all’interno della chiesa di San Giovanni Battista a Cervo, costruita tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo e conosciuta localmente come dei Corallini, perché eretta anche grazie ai proventi della pesca del corallo. Oggi è considerata uno dei maggiori monumenti in stile barocco della Riviera di Ponente.
Ma torniamo a Nicea: dei circa 1800 vescovi invitati ne parteciparono 318, quasi tutti provenienti dall’Oriente; raggiungere la piccola città dell’Asia Minore, l’attuale İznik, senza mezzi moderni non era proprio semplice. Una piccola nota di colore: il clima conciliare niceno fu a dir poco turbolento; il dibattito sulle tesi di Ario degenerò a tal punto che Nicola di Bari (non il cantante) avrebbe preso a schiaffi l’eresiarca. In onore del credo niceno, suggerisco quindi un momento di riflessione e di memoria: quest’anno mi sembra giusto dedicare un pensiero alla consustanzialità del Padre e del Figlio. E il mio più sincero augurio per un bellissimo e felice Natale.
