
Mentre selezionavo le foto per il post dedicato al PhotoWalk ho trovato questa immagine del Matitone di Genova (vero nome San Benigno Torre Nord) attraverso una vetrata, una cupola del Terminal Traghetti. Ed è stato colpo di fulmine: tra le tante foto mediocri di quel giorno ho scoperto questa perla grezza (a distanza di tempo devo dire che si trattò di uno scatto fortunato). E credo sia giusto, dopo oltre dieci anni, pubblicarla in un post dedicato.

Non ci rendiamo conto del tempo che passa. E’ una delle grandi tautologie della vita; sembra incredibile, ma sono passati 10 anni da quella folle estate del PhotoWalk. Mi vengono i brividi a pensarci. Io, Palmasco (la mente del progetto) e Tambu in giro a raccontare come si fotografa: una videocamera amatoriale, tre fotografi, qualche storia. E stiamo parlando di 2 lustri fa. L’idea non era nostra, lo spunto arrivava da oltreoceano e precisamente da Thomas Hawk e Robert Scoble. Ma in Italia non si parlava ancora di PhotoWalk. Tutto molto amatoriale, certo: problemi con i microfoni, problemi con le riprese e anche problemi con le foto. Ma divertente, terribilmente divertente. Quattro puntate, l’ultima mai andata in onda:
1) Terminal Traghetti e Intro.
2) Bussana Vecchia (con Manuel Stefanolo alle riprese)
3) Alla Vendemmia (con Giuseppe Morchio aka RinkoBoy)
4) Milano di Notte (con Gaia Giordani aka Copiascolla)
Ci sarebbero tanti aneddoti da raccontare, tante storie che si perdono nella memoria del tempo che fu. Sarebbe troppo lungo da ricordare ed è un peccato che tutto questo vada perso. Ho ripreso la foto di copertina del progetto e recuperato come potuto (scattata con cavalletto improvvisato, sulle scale di casa Palmasco, al buio con il 50 F/1.2 a tuttaapertura), ho scaricato quasi tutti i video: purtroppo il primo è andato perso per un problema di permessi con Youtube e non c’è modo di recuperarlo. Mi sono divertito a riguardare le immagini delle nostre avventure e le stupidaggini che riuscivo a dire con convinzione di fronte alla videocamera. Pubblico ancora qualche foto di backstage, inedite. Quelle di Milano rigorosamente senza colore perché la Milano da bere è estremamente monocromatica. Poi c’è il tag PHOTOWALK con tutte le immagini tratte dal nostro girovagare e pubblicate su queste pagine. Eravamo un passo avanti rispetto al mondo della fotografia e mi sento di dirlo con orgoglio nonostante qualche errore e tanta improvvisazione. Tanti che oggi sono fotografi nel 2007 non avevano mai preso una macchina fotografica in mano e noi invece… Ma non esistevano facebook, twitter, instagram e il primo iPhone era solo un’idea nella testa di Steve Jobs. Sono passati 10 anni e sembra un secolo. Guardando le foto di quei giorni devo ammettere che avevo tantissima strada da fare nel mondo della fotografia: ne ho percorsa un bel po’, ma altrettanta (forse anche di più) ne ho ancora da fare. Ma ci siamo divertiti. Che tempi eroici. ;-)










Quando parte un progetto nuovo, quando si prova ad interagire, quando si cerca di creare interesse. Tre amici, un’idea, interessante spero. Dal 9 di ottobre, PHOTOWALK.IT. Impossibile mancare, davvero. Se poi sembriamo tre ricercati… cercate di capire: la foto non l’abbiamo mica fatto noi!!! :)

Il fish-eye è un obbiettivo difficile. Si deve usare con parsimonia, molto raramente. Almeno questo è quello che dice il pensiero comune. Io invece sono talmente innamorato di questa lente che la uso (probabilmente) a sproposito. E’ diventata una lente di quelle ‘sempre con me’. Magari solo il 50 e il fish-eye. Perché con l’effetto occhio di pesce è possibile rendere interessanti delle situazioni che non lo sono. Questa foto è nuovamente scattata allo skatepark del Parco Dora. Era appena calato il sole ed ormai era giunta l’ora blu. Ho posizionato il cavalletto sulla passerella superiore (che domina la struttura) facendo in modo che il tubo zincato che funge da ringhiera fosse ben presente nell’inquadratura. E credo che ne sia uscita fuori una composizione interessante.

Ho scattato questa foto al Parco Dora a Torino, nella zona dello skatepark. Ho sfruttato la poca luce a disposizione (ormai il sole era tramontato da tempo) per creare l’effetto tunnel. Come si ottiene? E’ molto semplice: si scatta con un tempo di esposizione lungo (in questo caso 13 secondi) e sfruttando l’appoggio del treppiede si ruota la ghiera dello zoom dalla focale minima alla massima (o viceversa); sono passato da 8mm a 15mm (ho usato il fish-eye 8-15). Si ottiene il cosiddetto effetto tunnel, realizzato con la tecnica dello zooming (o zoom burst), che crea una forte sensazione di velocità: in Guerre Stellari sarebbe l’inizio di un salto nell’iperspazio. Non sempre le foto sono interessanti, qualche volta però il risultato può essere piacevole. Nel caso specifico si nota un’area più chiara centralmente: il fish-eye Canon è circolare a 8mm e crea una zona nera intorno all’immagine; ho cercato di rimanere il meno possibile alla focale minima per evitare un eccesso di vignettatura che non sarebbe stato gradevole. È raro che l’effetto Tunnel produca immagini di qualità: ma con il soggetto giusto può diventare quello che comunemente viene definito creativo.
Se state riprendendo un oggetto statico, potete aggiungere un po’ d’interesse usando lo zoom durante lo scatto ed utilizzando un tempo di posa abbastanza lungo (si può fare solo con uno zoom manuale, ovviamente). L’effetto finale sarà quello di un “tunnel” o più genericamente verrà dato un senso di movimento all’intera fotografia. Ovviamente occorre provare più volte prima di poter ottenere un risultato realmente interessante.