
Questo è il Parrasio, la vera Imperia Antica. Sotto i panni stesi ad asciugare si nasconde la targa dedicata a Giuseppe Elia Benza. Giuseppe Elia Benza fu un grande patriota, amico di Mazzini, partecipò attivamente alla costruzione dell’Unità d’Italia; fu il primo deputato di Porto Maurizio al parlamento Subalpino. E questa immagine mi sembra davvero un simbolo interessante quando manca poco più di un mese al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia.

E la neve mi cambia la prospettiva. Non credevo fosse possibile ma è così: cambia il modo di vedere il mondo, cambia il modo di intendere il paesaggio e la visione inconscia della città. E mi intrufolo in luoghi mai visti e cerco di inseguire una particolare suggestione che penso possa nascondersi sempre dietro l’angolo, dietro un palazzo, vicino al ciglio della strada. E la neve rende tutto interessante, forse più bello, sicuramente diverso. Mi piace scoprire la mutazione del paesaggio e trovare nuove dimensioni visive. Ho visto una cascina, a due passi dal centro, sembra incredibile detto così. Venerdì sarebbe stata inutile e priva di significato. Dopo due giorni di neve diventa ‘mi piace da morire‘. E’ la neve che mi cambia la prospettiva.

Ma gli amori si vivono e si superano con una transizione dolorosa, mentre la possibilità di un amore che si rivela impossibile ha altre conseguenze. Delle conseguenze malinconiche, a patto di possedere una fervida immaginazione. Paolo Sorrentino, Le conseguenze dell’amore (note di regia).
Sono in un bar. Doveva esserci una persona seduta a questo tavolo, prima. Ho trovato il suo scontrino. Ha bevuto un semplice caffè. Sul pavimento, proprio sotto ai miei piedi, ho notato un foglietto di carta rosa. E’ stato calpestato. Profuma di un inconfondibile Womanity.
“Sono seduta su una sedia portata fin qui dalla furia del mare e vedo il futuro che non avremo mai. Tutto quello che si spalanca di fronte ai miei occhi è devastazione e solitudine. Quel senso di vuoto che lasci quando non è con me che tu sei. E, quando dimentico l’illusione dei tuoi baci, tremo per la paura di averti perso per sempre. Perché il mio sempre vorrei che fosse accanto a te. Ti amo. Da morire.”.
Grafia tonda e regolare. Una donna che ama. Una donna che soffre. Una donna che lotta.
Foto di/Photo by Samuele Silva – Parole di/Words by Ina Senijova.

Questa è la mia spiaggia. E’ un luogo quasi segreto (quasi) e difficilmente accessibile. Per arrivarci bisogna scendere una serie di gradini terremotati e sconnessi, poi una discesa ripida in terra battuta quindi un paio di salti e ancora qualche scalino difficile. E’ un posto tranquillo dominato da un’antica torre saracena. La spiaggia è di pietre, entrare in acqua è difficile. Ma questa è la mia spiaggia. E’ una spiaggia solitaria, al tramonto non c’è quasi mai nessuno ed è un posto ideale per fotografare. In cima alla torre si apre una splendida terrazza a picco sul mare. E la vista, all’infinito, è meravigliosa.

Sono stata sul London Eye due volte, quando vivevo a Londra. Praticamente l’ho visto costruire e ci sono salita poco dopo l’inaugurazione. La prima volta è stata con un amico e collega, usciti dal lavoro, così per provare, siamo saliti al volo. Era di luglio e mi è parso bellissimo. La seconda con amici in visita, era dicembre, la giornata era splendida ma gelida e una volta arrivati in cima alla ruota il vento fischiava e la navicella trasparente dentro la quale eravamo oscillava come un ciondolo appeso a una collana. Panorama sempre splendido, ma credo di non aver mai avuto così paura come quel giorno. Però, insomma, se ci ripenso, ci riandrei una terza volta.
Foto di/Photo by Samuele Silva – Parole di/Words by Barbara Sgarzi.












La prima volta che ci sono salito ho pensato che William Self avesse avuto ragione nel definirla “la ruota della bicicletta di Dio“. Quando ci sono tornato con mia figlia, cinquenne, il suo pensiero è stato “guarda, si vede tutto il mondo che gira sotto di noi”.
Foto di/Photo by Samuele Silva – Parole di/Words by Gilgamesh.