Ci sono esplorazioni che rimangono nel limbo, perché sono talmente delicate e personali che forse è meglio tenerle nascoste. E la Villa della Pianista fa proprio parte di questo mondo un po’ introspettivo che diventa quasi greve e fastidioso; e si arriva al punto che sembra di violare la vita altrui, nonostante l’idea tangibile di abbandono. Queste immagini appartengono al 2020 e ho voluto preservarle il più possibile, ma credo che ormai il dado sia tratto, e le mie personali sensazioni sono state spazzate via dal tempo e dalle foto. In questi scatti c’è la storia di una vita vissuta intensamente, una vita divisa fra arte, musica e viaggi: una vita che purtroppo romanticamente non c’è più, ma che rimane importante nei ricordi, negli oggetti, nelle foto. Non sono al corrente se esista una voce che possa raccontare la storia, sono sicuro però questi oggetti siano una memoria delicata e narrante. E sarebbe meraviglioso potesse rimanere così, intatta e sfarzosa, come un quadro tridimensionale del passato.













