![[Flugtag] Goldrake - Fotografia di Samuele Silva](/blog/wp-content/uploads/2012/06/flugtag-goldrake-01.jpg)
![[Flugtag] Si trasforma in un razzo missile...](/blog/wp-content/uploads/2012/06/flugtag-goldrake-02.jpg)
Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole tra le stelle sprinta e va mangia libri di cibernetica insalate di matematica e a giocar su Marte va lui respira nell’aria cosmica è un miracolo di elettronica ma un cuore umano ha […]
Sul mio personalissimo taccuino questo è risultato essere il vincitore morale del Flugtag: Goldrake. Il mio preferito, il mio eroe. Era bellissimo ma è durato veramente poco. Pochi metri. :) Molto interessanti anche le acrobazie di ‘Actarus‘ per riuscire a pilotare il suo robot: mi ricordavo qualcosa di molto complicato e non mi sembra ci fosse una scala a pioli. Probabilmente adesso sta mangiando un’insalata di matematica su Marte. Beato lui e beati i suoi circuiti di mille valvole.
![[Flugtag] Up balloons - Fotografia di Samuele Silva](/blog/wp-content/uploads/2012/06/flugtag-up-balloons-01.jpg)
Fra le foto che ho scattato durante il flugtag questa è sicuramente la mia preferita. Forse per via dei colori ma soprattutto per merito della semplicità. E’ una foto che hanno fatto in molti perché davvero evidente, di impatto: io però ho aspettato di trovare il momento giusto, le nuvole giuste, la posizione giusta. E sono riuscito ad ottenere la composizione che cercavo. Adesso una breve spiegazione. Fra le macchine volanti una delle più ammirate è stata sicuramente la casa protagonista del film di animazione ‘Up’. Realistica al 100%. E fra le chicche c’erano questi palloncini, gonfiati con elio, che avrebbero dovuto permettere alla casa di volare, proprio come nel cartone animato. In realtà sul trampolino di lancio i palloncini non sono arrivati (non ho capito il perché) e la forma cubica della macchina “volante” non ha permesso a Carl Fredricksen di spiccare il volo. Caduta rovinosa mi sembra la definizione più adatta del tentativo. :)
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![[Flugtag] Orca Space - Fotografia di Samuele Silva](/blog/wp-content/uploads/2012/06/flugtag-orca-space-01.jpg)
Sono arrivato all’idroscalo di Milano molto presto (verso le 10) e ho quindi potuto girare liberamente nel paddock (cioè dove vengono sistemate le macchine volanti in attesa del ‘decollo‘). E ho visto veramente di tutto: uno spettacolo nello spettacolo. Ho assistito ad un’esibizione dei Kiss, ho mangiato la piadina con la nutella, ho parlato con il primo papa donna e fotografato la prima orca nello spazio. :) Eccola qui. Ho tagliato volutamente la parta inferiore di Orca Space (un enorme disco volante) perché lo sfondo sarebbe diventato troppo confuso e io volevo isolare la protagonista. Il volo dell’orca non è stato lungo, anzi, però la navicella è planata sulle acque dell’idroscalo in modo molto leggiadro.
![[Flugtag] God in the Sky - Fotografia di Samuele Silva](/blog/wp-content/uploads/2012/06/flugtag-god-in-the-sky-01.jpg)
Oggi ho assistito alla terza edizione del Red Bull Flugtag: esperienza davvero interessante. E stancante. Inizio la serie di immagini dedicate all’evento proprio con i vincitori: God in the Sky. Oltre ad aver costruito una delle macchine volanti più belle sono riusciti a volare lontano, lontanissimo, e ad incantare la giuria con un balletto molto divertente. Complimenti.
![Ciciu del Villar [La Famiglia] - Fotografia di Samuele Silva](/blog/wp-content/uploads/2012/06/ciciu-del-villar-la-famiglia-01.jpg)
…e dopo un giro infinito sono riuscito a trovare i Ciciu del Villar. Ed erano all’inizio del parco. Non aspettatevi niente di simile a Stonehenge (come credeva il sottoscritto) ma un fenomeno naturale davvero strano e particolare.
I “ciciu” si sono formati presumibilmente al termine dell’ultima era glaciale, in seguito allo scioglimento dei ghiacciai che portò il torrente Faussimagna (affluente di sinistra del torrente Maira) ad esondare, erodendo le pendici del monte San Bernardo e trasportando a valle un’enorme massa di detriti. Questo portò alla formazione di un conoide alluvionale costituito da un terreno rossiccio, ricco di sostanze ferrose, che costuituisce i gambi degli attuali funghi di erosione. In seguito, presumibilmente per effetto di frane e terremoti, rotolarono a valle diversi massi staccatisi dal monte San Bernardo: pietre di colore più scuro, che ricoprirono il terreno alluvionale. A poco a poco il Fanssimagna ricoprì anche le pietre scure, fino a quando, per effetto dei violenti movimenti tettonici avvenuti durante il Pleistocene superiore, il terreno subì un improvviso innalzamento, e il fiume si ritrovò a scorrere più in basso. Iniziò quindi ad erodere il terreno, riportando alla luce i sassi che aveva ricoperto, arrotondandoli e levigandoli a poco a poco. Allo stesso modo il terreno subì l’azione erosiva degli agenti atmosferici: ma mentre il terreno poco coerente del versante della montagna venne portato via facilmente, i sassi fornirono una sorta di “protezione” alle colonne di terreno sottostanti, riparandoli come se fossero ombrelli. Il risultato è quello che vediamo ancora adesso, con i massi erratici sorretti da colonne di terreno.
Praticamente sono dei grossi funghi di pietra. :) Nella foto ho ripreso, scavalcando un divieto di accesso (ma non ditelo in giro), parte della celebre ‘Famiglia’. All’entrata del parco naturale si trovano le formazioni più interessanti mentre addentrandosi lungo il sentiero, che conduce in circa un paio d’ore alla cima della montagna, potrete osservare qualche Ciciu nascosto nella boscaglia come la famosa Torre (dal nome si evince che si tratta dell’esemplare più alto). Se volete passare una bella giornata all’insegna della natura (e magari fare un po’ di trekking) i Ciciu del Villar sono meta davvero consigliata. Vorrei tornarci con la neve.
![[Before] Ciciu del Villar - Fotografia di Samuele Silva](/blog/wp-content/uploads/2012/06/before-ciciu-del-villar-01.jpg)
Nei pressi di Dronero (per la precisione a Villar San Costanzo) si possono ammirare i famosi Ciciu del Villar. Ne sentivo parlare da diverso tempo e finalmente ho avuto l’occasione per andarli a trovare. Ma in realtà ho fatto più fatica del previsto: nonostante i famosi Ciciu siano ben visibili all’entrata del parco (ma io questo l’ho scoperto dopo) sono riuscito a prendere una strada sbagliata e sono arrivato in cima alla montagna senza scorgere nessun pupazzo (ciciu in piemontese significa pupazzo). E allora mi sono visto a fotografare altro: erba, alberi, costruzioni in mattoni e cemento, cielo azzurro, nuvole, persone che leggono all’ombra. E i famosi Ciciu del Villar? Arrivano domani. ;-)