
E’ una sensazione che mi capita di tanto in tanto: scattare una foto e sapere, già prima di averla scattata, che sarà un bella foto. E quasi sempre questa idea di bellezza e di qualità si conferma anche alla prova Lightroom. Questa è una delle primissime foto che ho scattato a Siviglia e appena ho inquadrato (solo con lo sguardo) la scena ho capito che ne avrei tirato fuori un’immagine interessante; e dopo averla osservata nello schermo della macchina.foto già sapevo quale taglio e quale forma di post-produzione avrei utilizzato. Questa foto non vincerà il World Press Photo (però il link lo metto, metti caso che…) ma rientra in quella casistica di foto che piacciono tantissimo al sottoscritto.

Per questo post mi sono ispirato al mio concittadino Settimio Benedusi. Ho preso una scala e sono andato in Piazza Galimberti. Di mattina, la sveglia è suonata alle 6 antimeridiane. Arrivato in piazza Gali ho avuto un po’ di timore ma nonostante tutto ho scaricato la scala dalla macchina, mi sono sistemato dalla parte di Via Roma e sono salito sul quarto gradino. Niente di eccezionale, ma l’idea di scattare una foto leggermente sopraelevata (quindi con un occhio diverso dal solito) alla piazza più importante di Cuneo praticamente deserta mi ha incuriosito. Ho deciso di virare in monocromatico per enfatizzare certi aspetti dell’immagine. Purtroppo, da solo, non ho scatti di backstage (e avevo anche una scala più bassa) come Settimio e non posso nemmeno utilizzare il gioco di parole Scala/Milano; tocca accontentarvi di una sola foto e di un piccolo instagram. :)

Questo è una foto d’epoca, anche se Federica forse non sarà d’accordo nel definirla così. Risale al 2004, all’inizio del mio rapporto con il digitale: scattai queste due foto con la ormai leggendaria Canon EOS 20D. Di quel giorno ho salvato solo una foto ma voglio pubblicare anche questa, a distanza di otto anni, nonostante ci siano diversi errori ‘da principiante‘. Nel caso di valutazioni troppo negative non dimenticate che si tratta di un’immagine un po’ vintage. :)

Gli oggetti del desiderio mi hanno sempre appassionato ed attirato. Le Air Max 97 sono forse le scarpe più famose prodotte dalla Nike, sono arrivate sul mercato 15 anni fa e sono ancora fra le calzature più vendute del pianeta; forse anche le più famose. E ho deciso di comprarle (nella versione silver) e, manco a dirlo, fotografarle. Ho scattato sul tavolo da still-life con due softbox, uno in quasi controluce, l’altro laterale. Mi piaceva anche l’idea di inserire un particolare e ho deciso di aggiungere un quadrato con una ripresa dall’alto nella parte superiore della foto: da catalogo insomma (forse avrei dovuto inserire almeno un altro particolare). Fotografare l’iPad sarà sicuramente più complicato.

Quando si parla di matrimonio si pensa subito alla sposa, al vestito bianco, forse alla chiesa, al pranzo di nozze. Quando non sono il fotografo ‘ufficiale‘ mi diverto a cercare qualcosa di diverso e particolare. Ho scattato questa foto subito dopo il lancio del riso mentre gli sposi salutavano gli invitati, è la damigella. Guarda la scena con aria distaccata, lontana da tutti, con la semplicità, l’innocenza e lo stupore che solo una bambina di quell’età può avere. Lei è felice nel suo vestito bianco, si sente come una principessa e si diverte con i coriandoli simbolo di un rito appena compiuto (no, non è carnevale). E intanto i grandi giocano al matrimonio.


Le Crucified Barbara sono una band svedese originaria di Stoccolma, tutta al femminile, dedita al metallo (decisamente) pesante. Sono molto incazzate. Sono molto belle (almeno sembra) anche se il loro look non esalta al meglio lo stereotipo ‘classico’ di bellezza femminile; le calze a rete con le converse sono splendide. Un paio di settimane fa hanno suonato al Nuvolari di Cuneo e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione. Ho scattato con il 135 f/2 quasi sempre a 1600 iso e sono riuscito a trovare una buona combinazione di movimento, luci ed ombre. Odio l’asta del microfono, adesso è ufficiale: si trova sempre in mezzo alle foto migliori.