Passare un paio d’ore con Feba ad Imperia è stato come realizzare un desiderio. Perché Francesca è una persona speciale e poterle mostrare le ‘meraviglie‘ della mia città non ha prezzo. E poi lei riesce a trasformarsi davanti alla macchina.foto e può essere intrigante, bella, dolce, in carriera, simpatica, sognatrice, divertente, sexy e anche misteriosa. Ed è sempre lei. E poi magari nella pausa fra uno scatto e l’altro si scherza e si ride. E la risata di Feba è talmente vera e spontanea, socchiude gli occhi, e diventa ancora più bella.
Durante lo scorso week-end ho partecipato al workshop organizzato da Canon Italia e MondovìPhoto sul tema: “L’autofocus nella fotografia d’azione, sportiva e di natura”. Abbiamo fotografato, a Monastero Vasco, il campione italiano di SuperEnduro (originario proprio della zona) Andrea Bruno con l’ausilio dei potenti mezzi messi a disposizione da Canon (le foto che vedete sono state scattate con il nuovo EF 70-200 F/2.8 L IS USM II). Ho scattato pessime foto ma ho imparato tantissime cose (come mettere a fuoco correttamente in “AI Servo” per esempio) e conosciuto nuovi amici (fra cui il ‘maestro’, il bravissimo Alessandro Tiraboschi). Un’esperienza molto interessante; spero anche di aver capito qualcosa della fotografia d’azione. Spero.
Lei si chiama Jessica de Virgilis. E’ una bravissima (e ovviamente bellissima) modella di Bergamo che ho avuto l’occasione e l’onore di fotografare a Torino qualche mese fa (si, sono in ritardo clamoroso). E si, lei va sempre in giro con i capelli conciati in questo modo. Poco appariscente. Lei adora i fiori. E quando guardo queste foto mi torna in mente un bellissimo pezzo dei Pixies: where is my mind? Non so perché, forse per l’espressione di Jessica, forse per la posizione delle mani. E adesso, in silenzio, ascoltiamo la voce di Franck Black.
With your feet in the air and your head on the ground
Try this trick and spin it, yeah
Your head will collapse
But there’s nothing in it
And you’ll ask yourselfWhere is my mind
Where is my mind
Where is my mind
Gibilterra ha sempre esercitato, sin dai tempi delle scuole, un certo fascino sul sottoscritto: il confine del mondo conosciuto. Nessuno osava superare le celebri Colonne d’Ercole, troppo pericoloso. Nessuno prima dell’intuizione del genovese Cristoforo Colombo. E quando quest’estate mi sono ritrovato nel sud della Spagna non sono riuscito a resistere alla tentazione: volevo osservare il Jebel Musa e la costa Africana dalla Rocca di Gibilterra.