Il Cesar Palace, una delle più famose discoteche abbandonate del Piemonte, rappresenta per me la prima vera esplorazione urbex consapevole. Inaugurato nel 1975 e chiuso definitivamente nella primavera del 2007, era un locale iconico del Cuneese. Dopo due anni di lavoro venne inaugurato come Centro, cambiò nome più volte: Hyppodrome, Cinecittà e infine l’etichetta con cui tutti lo ricordano. Negli anni ’80 e ’90 divenne punto di riferimento per la movida piemontese, ospitando concerti di artisti come Claudio Baglioni, Edoardo Bennato e i Pooh. Tornarci a distanza di anni significa immergersi in un’atmosfera cupa e devastata, ma capace ancora di evocare le notti passate.
Dopo gli anni d’oro, il declino è stato lento ma inesorabile. Gestioni fallite, calo di pubblico, e infine la chiusura nel 2007 hanno trasformato il Cesar Palace in un gigante addormentato. Oggi restano statue abbattute, vetri rotti, scritte vandaliche e vegetazione che avanza: segni tangibili di un abbandono totale. La proprietà, circa 86.000 m², attende ancora un acquirente, ma l’investimento spaventa. Il locale è così diventato un simbolo dell’urbex e della fragilità dei luoghi del divertimento: spazi che un tempo facevano ballare migliaia di persone, ora ridotti a silenziosi monumenti di memoria e polvere.



































