
Sulla strada che porta da Beinette a Cuneo troneggia, da qualche tempo, questa particolare costruzione. E’ tutta rossa, metallica, molto moderna. Non ho idea a cosa possa servire e quale sarà il suo utilizzo finale; presumo anche che sia ancora da terminare. Mi ero ripromesso di fotografarla al tramonto, in controluce, sperando di trovare qualche effetto interessante, qualcosa nel cielo che potesse darmi un quid. E oggi c’era questo strano bagliore, le nuvole scure: ho parcheggiato sul lato strada, mi sono addentrato nel campo di mais e ho scattato con il 17-40 a priorità di diaframmi (f8). Io non so a cosa possa servire questa strana costruzione rossa, però dal punto di vista fotografico mi attrae molto. Non escludo di ritornarci in futuro, magari con la neve (e con i guanti).

Giovanni Allevi è sicuramente uno dei talenti più discussi della musica italiana. Non sono un esperto di pop/classica ma posso affermare che Allevi è un fenomeno mediatico e di marketing di straordinario interesse, una di quelle persone che riescono ad attirare consensi e critiche ma, nonostante tutto, lui ha il grande merito di aver portato al pubblico meno colto, alla massa, la sua musica da pseudo-intellettuali. Non è poco. Ho avuto la possibilità di assistere ad un suo concerto (Teatro Ariston di Sanremo, 5 Agosto) e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione per scattare qualche foto (dal palco d’onore e dietro le quinte). Nonostante sia un personaggio molto particolare non posso certo definire Allevi una rockstar e le foto rispecchiano la sua musica e il suo stile. Sono tutte uguali. Mano molto ferma, fotocamera appoggiata alla balaustra, tempo lento (1/10) e pellicola veloce (400 ISO).
E Giovanni Allevi circondato dal nero.

Il 25 settembre scorso ho partecipato, per la seconda volta, alla Cuneo Photo Marathon. E’ una sfida che mi procura una certa angoscia e che sinceramente non mi piace: anche quest’anno i temi erano molto particolari per non definirli assurdi. Purtroppo non sono riuscito a portare a termine la gara (ma preferisco non dilungarmi sui motivi) e ho consegnato solo una foto (anzi due). Questa rappresenta il tema “Un uomo e una donna“, ho avuto l’ispirazione osservando (e seguendo) due giovani partecipanti al raduno. Un uomo e una donna (appunto), due ragazzi, con le loro ‘converse‘ nuove fiammanti. Grigio e viola, maschile e femminile.

Questo è l’ultimo particolare (per fortuna direte voi) che voglio regalare di Saluzzo. Anche in questa occasione pochissima luce e altissima sensibilità della pellicola (si fa per dire) portata a 640 iso. L’originale è comunque molto scuro e mi sono visto costretto a lavorare non poco sulla luminosità e sul contrasto: l’effetto puntinato è dovuto in parte al rumore e in parte alla post-produzione. Di questa immagine mi piaceva molto il graffito, un riferimento ai tempi che corrono, accostato al rosso vivace, rutilante, del naspo.

La giornata volgeva al termine e le strette vie di Saluzzo non permettevano agli ultimi raggi del sole di filtrare. Al fondo di un vicolo ho visto questa particolare composizione di canne fumarie. Mi ha colpito. Ho cercato di liberare l’immagine da oggetti indesiderati e stringere il più possibile sulla cromatura. Ho alzato gli iso a 400, lasciato a tutta apertura e, nonostante la scarsità di luce, sono riuscito ad ottenere una foto nitida a 1/30″. Ho contrastato in post-produzione per esaltare la cromatura dei tubi sul giallo/ocra del muro. Uno scatto semplice, minimale, elementare quasi, ma che mi piace molto.

Signore, tu sei la mia luce;
senza di te cammino nelle tenebre,
senza di te non posso neppure fare un passo, senza di te non so dove vado,
sono un cieco che pretende di guidare un altro cieco.
Se tu mi apri gli occhi, Signore, io vedrò la tua luce,
i miei piedi cammineranno nella via della vita.
Signore, se tu mi illuminerai io potrò illuminare: tu fai noi luce nel mondo.
(Card. Carlo Maria Martini)

