
Gli occhi del lupo ti guardano, ti scrutano, ti osservano dentro l’anima. Sono bellissimi, intensi, implacabili. Rimani fermo, immobile, non sai come muoverti. Le possibili vie di fuga non esistono, sei bloccato; hai i brividi sulla pelle perché i suoi occhi di ghiaccio ti attirano, ma al tempo stesso ti fanno paura e ti sfidano. Sei in terra ostile, sei nella tana del lupo. E il lupo è pericoloso, è temibile, è predatore. E un gioco di movimenti, lenti, di sguardi, di astuzia. Attenzione però, perché quando scende la notte…

Questo è il panorama tipico del Cuneese a fine settembre. I campi di granoturco sono spariti, gli avanzi di mais e le celebri balle di fieno diventano abitudine. Oggi mi trovavo per la strada di Castelletto Stura quando sono rimasto colpito dal colore decisamente vivace di quella cisterna dell’acqua che si trova in alto a sinistra. Ho cambiato obbiettivo e ho inserito il 17-40 per riuscire ad inserire nell’immagine più campo possibile. Ho cercato di abbassarmi sino al livello del terreno ma così facendo mi sono visto costretto ad inserire ‘troppo’ cielo azzurro (senza nuvole ovviamente). Mi piace però come spicca il colore azzurro della cisterna.

Perché? Perché mi guardi? Fuori c’è un mondo, c’è una stella che ti perseguita e osserva. E tu guardi me. Perché? Ho un solo desiderio, voglio vederti scappare senza voltarti indietro. Non c’è un sistema per comprendere, non c’è un metodo. Tu scappa, fuggi via di qui. Non perdere le tue certezze. Non guardarmi così. Scappa, non pensare. Non tornare indietro, non voltarti mai. Il futuro ci osserva, il mondo ci attrae fortissimo. Non guardarmi e scappa. Senza voltarti mai.

La stazione di Pianfei si trova ai confini della realtà. E’ in totale abbandono: i cessi (c’è scritto proprio cessi) sono murati, le porte sigillate, sul display degli orari appare una schermata di Windows 95. Ma la campanella suona prima dell’arrivo del treno e gli orari sono aggiornati: qui fermano i treni. Sembra incredibile ma è vero. Pochi treni, ovviamente. Ho sfidato i divieti della mamma e ho camminato sulle rotaie, mi sono anche sdraiato sulle rotaie. E questo è il binario 2 della stazione di Pianfei.

Vi svelerò il segreto delle balle di fieno. Le balle di fieno non rotolano. No, neanche se avete appena fatto una battuta agghiacciante e no, neanche se siete nel far west vestiti da pistoleri. Le balle di fieno non rotolano, restano lì per un po’, raggomitolate, in attesa che qualcuno le imprigioni, in uno scatto, in una stalla, in una bocca.
Foto di/Photo by Samuele Silva – Parole di/Words by Claudiappì.