
Devo ammettere che, dopo un primo incredibile innamoramento, il mio entusiasmo per Lucca Comics si è un po’ raffreddato. Quest’anno era la terza volta che tornavo a Lucca e, per la prima volta, ho avvertito una certa stanchezza. Non tanto per il viaggio, che comunque significa partire alle cinque del mattino e affrontare quattro ore di auto, quanto per la sensazione di ritrovarmi a fare sempre le stesse cose. Non mi sono emozionato.
Non sono un appassionato di manga, fumetti o videogiochi. A Lucca Comics & Games ci vado solo per i cosplayer, per guardarli e fotografarli. E loro continuano a essere straordinari: personaggi sempre nuovi, divertenti, bizzarri, con costumi che spesso raggiungono livelli estetici impressionanti. Il problema non sono loro, sono io. Perché alla fine, fotograficamente parlando, si tratta quasi sempre dello stesso banale ritratto. Bello, per carità, ma pur sempre un ritratto. E quest’anno avevo poca voglia di ripetermi, di chiedere, di avvicinarmi.
Così ho cambiato approccio. Canon EOS R5, RF 28-70 e flash Godox V860III comandato con il piccolo trigger X3-C. Per tenere il flash fuori macchina ho realizzato un semplice sistema artigianale: lo fisso a una piastra Arca-Swiss, collegata a una cinghia che mi permette di portarlo comodamente con me. L’idea era semplice e manco innovativa: scurire drasticamente lo sfondo e illuminare soltanto il soggetto. Ho lavorato a f/14, ISO 100, utilizzando come focali 35 e 50 mm. Il risultato è un’illuminazione molto diretta, dura, quasi brutale. Il flash, per compensare un diaframma così chiuso, deve lavorare a una potenza decisamente elevata.
Non è nemmeno il massimo della delicatezza nei confronti dei cosplayer: già sono circondati da decine di fotografi che chiedono continuamente di mettersi in posa, figuriamoci trovarsi davanti qualcuno che gli spara una bella flashata in faccia. Però volevo qualcosa di diverso dal solito ritratto ambientato, con la folla e le mura di Lucca sullo sfondo. Alla fine ho fotografato pochissimo, non sono arrivato a 30 scatti.
Non so se tornerò a Lucca Comics nei prossimi anni. Non perché la manifestazione abbia perso qualcosa, ma forse perché sono io ad aver esaurito un certo tipo di interesse. Se tornerò, sarà probabilmente con un’altra prospettiva. Quale possa essere, al momento, non ne ho la minima idea.
Nota: Ho selezionato soltanto quattro fotografie e, visto che di manga, fumetti e videogiochi non capisco praticamente nulla, mi sono affidato all’intelligenza artificiale per scoprire chi avessi fotografato. Nell’ordine, si tratta di Gustave, del videogioco Clair Obscur: Expedition 33; Zio Fester; Nico Robin, conosciuta anche come Miss All Sunday, di One Piece; e infine Lucifer Morningstar, il re dell’Inferno della serie animata Hazbin Hotel. Almeno adesso so come si chiamano.


