Palazzo Te si trova a Mantova, appena fuori dal centro storico, in viale Te (proprio vicino allo stadio dedicato a Danilo Martelli). Fu costruito e decorato tra il 1525 e il 1535 da Giulio Romano per Federico II Gonzaga: non come residenza ufficiale, ma come luogo dedicato ai ricevimenti, alle feste e all’ozio. Da fuori appare elegante, quasi severo. Poi entri e cambia tutto: cortili, logge, stucchi, affreschi e soffitti che sembrano non finire mai. Il nome deriva dall’abbreviazione di Teieto, il nome dell’isola suburbana di Mantova circondata dalle acque del lago Paiolo su cui sorge la villa
Poi c’è la Camera dei Giganti. Qui ho perso completamente la misura del tempo: non saprei dire quanto sono rimasto dentro. Le pareti e la volta diventano un’unica scena, l’architettura sembra crollare, le figure ti girano attorno. Ogni volta che pensavo di aver finito, alzavo di nuovo la testa. Non riuscivo ad andare via, una sorta di sindrome di Stendhal.
Sono andato il 28 marzo scorso (sono in ritardo su tutto). Nelle nuova sala delle Fruttiere era in corso All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien. La mostra faceva parte delle celebrazioni per i 500 anni di Palazzo Te. Sinceramente non l’ho trovata molto interessante. Però ho comprato la maglietta con All That Changes You scritto in grande bianco su nero: il messaggio mi piace. E dopo una visita così sembra anche giusto. Alcuni luoghi, in effetti, qualcosa te lo cambiano davvero.
Erano i Giganti grandi di statura,
che da’ lampi de’ fólgori percossi ruinavano a terra.























