Quando ci avvicinavamo alle altre barche, cercavo di capire dove stesse succedendo qualcosa. Qualcuno lavorava alle cime, altri rimanevano al timone o si spostavano sulla coperta. Non sempre riuscivo a seguire una manovra dall’inizio alla fine: fotografavo il tratto che potevo vedere durante il passaggio. Durante la regata, soprattutto con più vento, la vita di bordo diventava più frenetica: gli equipaggi si muovevano di più e le manovre offrivano più occasioni fotografiche.
Ho alternato fotografie ravvicinate e viste più ampie. Nelle prime si osservano meglio mani, braccia e posizioni del corpo. Nelle seconde si vede come l’equipaggio si muove su uno scafo inclinato, con l’acqua intorno e altre barche vicine. Ci sono anche momenti di attesa, persone sedute e sguardi rivolti alle vele. Li ho mantenuti perché fanno parte di quello che ho visto. L’attività a bordo non era continua e una serie composta soltanto da manovre avrebbe dato un’impressione diversa.





















