



In molti anni di partecipazione al Raduno dell’Epifania come fotografo, non ero mai riuscito a fotografare il momento del lancio vincente. Quest’anno, finalmente, è successo. L’ultimo giorno, al mattino, le mongolfiere si sono date appuntamento per una prova con il target relativamente vicino. Il vento spingeva verso le Langhe e questo ha portato i palloni a concentrarsi molto. Ho potuto così spostarmi in auto e raggiungere il punto del bersaglio. Nel giro di pochi minuti, quasi tutte le mongolfiere sono riuscite ad arrivare sull’area del lancio.
Il momento è sempre spettacolare: il pilota si affaccia dalla cesta e lascia cadere il marker, l’oggetto che decide la gara. Il marker è un piccolo sacchetto zavorrato, in stoffa, circa 10×10 cm per 80 grammi, collegato a un nastro colorato. Deve cadere il più vicino possibile al bersaglio: la distanza tra marker e target determina il punteggio. Più è corta, migliore è il risultato. Fuori area, punteggio zero.
In questa sequenza il protagonista è Vincent Bruno, pilota francese della mongolfiera Frères Montgolfier. Non è una forma speciale, ma è un pallone particolare: è dedicato ai fratelli Montgolfier, che il 4 giugno 1783 ad Annonay fecero volare la prima mongolfiera della storia. I colori riprendono quelli della città e il pallone porta l’immagine dei due fratelli, ispirata a un’incisione di Jean-Antoine Houdon.
Ho scelto di presentare quattro immagini in sequenza perché raccontano l’azione completa: l’avvicinamento, il lancio, la caduta del marker. Bruno, riconoscibile anche per l’abbigliamento d’epoca e il berretto da aviatore, è stato preciso e deciso. Il marker entra bene sull’area del bersaglio e il punteggio è ottimo. Questa serie per me è importante perché chiude un cerchio: ci avevo provato altre volte, senza riuscirci. Qui, invece, tutto ha funzionato. Il vento, la posizione, il tempismo. E soprattutto il gesto giusto, nel momento giusto.
Nota: Vincent mi ha poi confessato che il marker era finito lontano dal bersaglio. Per l’epica del racconto ho fatto finta di niente. Ogni tanto, anche il reportage mente con eleganza.