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Cos’è la fotogenia?

POSTED ON 12 Nov 2017 IN NeverSleep

Denise with the red coat #01

E’ una domanda difficile. Molto difficile. La stragrande maggioranza delle persone non si ritiene fotogenica. E’ un problema. Molte volte ho dovuto superare la diffidenze del mio soggetto, la risposta è sempre la stessa: “Non sono fotogenica, in foto rimango male”. Un’altra leggenda metropolitana sostiene che i ritratti a sorpresa rimangano meglio delle foto in posa: i fattori sono tanti, ma difficilmente una foto preparata può risultare peggiore di una foto al volo. Perché? Bisogna prima capire di cosa stiamo parlando: cos’è la fotogenia? Quando una persona è fotogenica? Non è un concetto semplice e in realtà non esiste una vera e propria spiegazione; certamente bello non è uguale a fotogenico. Ed è valido anche il discorso contrario.

Fotogenico è quel volto che, congelato in un espressione statica, ferma, conserverà qualità estetiche e presenza molto simili a quelle dal vivo. Risulteranno fotogenici quindi quei volti privi di una particolare qualità espressiva, privi di una mimica facciale particolare. Al contrario un viso instabile, espressivo, bello perché particolare nelle espressioni, se congelato in un solo momento perderà parte della sua bellezza e, probabilmente, verrà catturato in immagini goffe, strane e quindi risulterà poco fotogenico.

Come risolvere il problema? La risposta è molto semplice: scattando tantissime foto, dedicando molto tempo alla ricerca dell’immagine e della posa migliore. Senza arrendersi e senza avere fretta. Il segreto è soprattutto nella pazienza e nel tempo che vogliamo/dobbiamo dedicare alla ricerca, la ricerca di un’immagine statica che possa rappresentare al meglio il viso della persona che abbiamo di fronte. Un altro fattore molto importante è quello psicologico: una persona poco fotogenica (oppure che si ritiene tale perché nessuno le ha mai dedicato tempo) è tendenzialmente in difficoltà di fronte all’obbiettivo. Questo è uno dei motivi che alimenta la leggenda metropolitana di cui parlavo prima: davanti alla macchinafoto diventano impacciate e la loro espressività facciale aumenta, se colte di sorpresa (con un colpo di fortuna) non hanno pensieri strani per la testa e le possibilità di ‘venire bene‘ aumentano.

Nikla on white #01Isy #04

Come venire a capo della situazione? Ci sono tanti piccoli suggerimenti da seguire, la stragrande maggioranza di tipo psicologico. Tante foto e tanto tempo, come dicevo prima, è sicuramente il consiglio migliore; anche la scelta dell’abbigliamento è fondamentale (generalizzo ma il riferimento a modelle di sesso femminile è chiaro, gli uomini hanno molte più ritrosie a farsi fotografare; chissà poi perché), anche se fotografiamo solo il volto anche intimo e scarpe hanno la loro importanza: sentirsi a proprio agio e magari più eleganti/interessanti aiuta non poco. Poi il bravo fotografo deve capire quali sono i difetti del viso, trovare l’angolazione migliore (naso grande si fotografa dal basso, viso largo si fotografa dall’alto) e coinvolgere il modello/a, instaurare un rapporto di fiducia che al termine del lavoro deve essersi trasformato in amicizia. A me piace molto scattare tantissime foto, a raffica (con il digitale si può), nei primi minuti, prendere una pausa, scambiare qualche parola quindi aprire il vano delle memory card ed inserire la scheda: “adesso iniziamo seriamente”. Spiegare che le prime foto sono sempre orrende e tanto valeva non scattare niente. Questa tattica, anche divertente, elimina una buona parte delle barriere ‘psicologiche’ che si creano fra soggetto e fotografo. E adesso non resta che trovare un soggetto e scattare almeno tre foto interessanti. Almeno tre, sembra facile vero?

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