
Martedì sera, incuriosito, ho fotografato i Neuroticc.o.l, un gruppo rock, molto rock, molto metal, di Imperia. Pensavo di trovare l’ennesimo clone dei Metallica e invece il loro genere è davvero particolare. Ho subito avuto l’idea dei Rage Against the Machine e questa mia idea mi è stata confermata da Dario, cantante del gruppo: a lui piace molto il crossover, il freestyle; ed in effetti il suo modo di interpretare i pezzi mi ha ricordato molto quello di Zack de la Rocha frontman e voce dei RATM. Fra le oltre cento foto che ho scattato ho scelto questo primo piano del cantante: di questa immagine mi piacciono la grinta e la voglia di gridare dentro al microfono.

Due settimane fa ho fatto un salto a Torino. Proprio un salto. Tutto questo dispendio di energie, strada e benzina per assistere alle riprese di una puntata di VideoMarta. Si, perché Marta avrebbe parlato di fotografia, con tanto di firma del sottoscritto in calce alla sceneggiatura. Non è proprio così, gli autori hanno ripreso un mio testo; ma per un attimo lasciatemi credere di aver fatto un buon lavoro. :) E’ stata una serata divertente, lo staff di VideoMarta (non dico i nomi, ma ormai è il segreto di pulcinella) è davvero preparato e molto molto affiatato. Ma la vera sorpresa della serata è stata la protagonista, la conduttrice, lei, Marta. Mi aspettavo di trovare una bambina con le lentiggini e un po’ grassoccia. E invece no. Marta è decisamente alta, magra, longilinea, decisa, sicura e con un certo nonsochè da consumata star del video. Una vera sorpresa. Non è molto fototelegenica se devo dirla tutta: dal vivo è molto bella, in video non mi era sembrata così e nemmeno nelle foto sono riuscito a renderla come lei è realmente. Per scattare questo ritratto mi sono dovuto mimetizzare nella stanza ed è strano che in qualche ripresa non appaia il sottoscritto di sfuggita.

Sono assolutamente e terribilmente distrutto. Sono arrivato a casa alle tre di notte da Roma e questa mattina alle sette in piedi a lavorare. Voglio dormire. Vi lascio solo la mia foto simbolo della PiùCena.

Al momento di uscire dal parco della Venaria Reale mi sono voltato indietro. E ho visto la collina e questo splendido controluce al tramonto. Il cielo era bellissimo. Ho chiuso il diaframma e scattato senza pensare troppo alle conseguenze del mio gesto. E questo è il mio saluto alla splendida reggia di Venaria. Probabilmente un arrivederci, non certo un addio.

Ieri pomeriggio ho fatto un salto (si, proprio un salto) a Venaria Reale. Ero curioso di ammirare da vicino la famosa Reggia, i Giardini e la mostra dedicata alla dinastia Savoia. Il biglietto costa 12 euro e sono soldi ben spesi. La reggia è davvero spettacolare ed enorme, alcune stanze (Galleria Grande e Maneggio su tutte) sono meravigliose. La mostra dedicata ai Savoia (davvero attuale in questi giorni) è interessante e raccoglie quadri e cimeli provenienti da ogni parte del mondo; la storia della dinastia sabauda è anche la storia d’Italia e merita un’analisi davvero attenta. Il pezzo forte della visita sono però i giardini che rendono la reggia di Venaria, come molti la definiscono, la Versailles italiana. C’è da perdersi. Tutto è curato nei minimi dettagli e le foto non rendono giustizia alla maestosità della struttura. Ogni metro nasconde una sorpresa, dal tronco di bronzo al giardino di nocciole; anche i bar sono belli. Ho bevuto un buonissimo vin brulè. E questa è la chiosa definitiva.





