The Wall

Quando il muro si racconta attraverso la danza

POSTED ON 4 Ott 2026 IN Performing Arts     TAGS: EVENT, dance     POSITION: ceva (cn) 

The Wall /45 - Fotografia di Samuele Silva

The Wall Dance Tribute della MM Contemporary Dance Company, con coreografie di Michele Merola, è andato in scena il 23 luglio ai Giardini del Castello Pallavicino di Ceva, chiudendo la quinta edizione di Insoliti Sipari. Lo spettacolo prende spunto da The Wall dei Pink Floyd e racconta la storia di Pink, un uomo che costruisce poco alla volta un muro intorno a sé, isolandosi dal mondo. Rabbia, paura, solitudine e bisogno di libertà vengono trasformati in movimento attraverso danza contemporanea e teatro, in un racconto fisico intenso e continuo.

A colpire più di tutto sono però i ballerini della MM Contemporary Dance Company: velocissimi, precisi, fisici, capaci di passare in pochi istanti da movimenti delicati a salti, prese e sequenze molto complesse. La forza dello spettacolo sta proprio qui: non solo nella tecnica, ma nella capacità dei danzatori di rendere visibili emozioni e tensioni senza bisogno di parole.

Per me è stata anche una serata fotograficamente molto diversa da quelle a cui sono abituato. Ho lavorato per tutto lo spettacolo con il 70-200 mm, cercando soprattutto espressioni, movimenti e rapporti tra i ballerini. Rispetto a un concerto la difficoltà maggiore è stata la luce molto bassa. Molto meno intensa di quella che normalmente incontro fotografando musica dal vivo, e soprattutto abbinata a soggetti che raramente restavano fermi. Anzi. I danzatori si muovevano spesso a ritmi forsennati, con cambi di direzione improvvisi, salti, rotazioni e passaggi da un lato all’altro del palco. Fotografarli significava cercare di prevedere qualcosa che, non conoscendo lo spettacolo, era praticamente impossibile prevedere.

In alcuni momenti era necessario aspettare. In altri semplicemente reagire. Ed è probabilmente questo il motivo per cui mi sono divertito così tanto. Alla fine mi sono ritrovato con fotografie molto diverse fra loro: primi piani, momenti quasi immobili, movimenti collettivi e figure che duravano forse una frazione di secondo. Nelle immagini più riuscite, secondo me, è proprio il movimento dei ballerini a raccontare ciò che stava succedendo sul palco.
Un’esperienza che rifarei sicuramente.
E per questo devo ringraziare Alessandra Giovana, direttrice di Insoliti Sipari, per avermi dato l’opportunità di fotografare uno spettacolo che conoscevo poco e che è riuscito a sorprendermi molto più di quanto mi aspettassi.

All in all, you’re just another brick in the wall.
– Roger Waters, Another Brick in the Wall, Part 2, da The Wall dei Pink Floyd, 1979

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