
Quando si pensa alle Lofoten vengono subito in mente le montagne che si tuffano nel mare, i rorbuer rossi e, ovviamente, l’aurora boreale. Eppure c’è un’altra immagine che mi è rimasta impressa durante il viaggio: le bocche.
Sono ovunque. Appese all’aria gelida, allineate su enormi strutture di legno, accatastate dietro le finestre di qualche magazzino. Migliaia di merluzzi aperti e lasciati essiccare dal vento dell’Artico. La prima volta mi hanno fatto quasi impressione. Sembra che ti guardino. Alcuni hanno ancora un’espressione feroce, altri triste, ma ormai sono diventati parte del paesaggio. Dopo qualche giorno ci fai l’abitudine e capisci che alle Lofoten il pesce non è soltanto un prodotto da esportare. È uno stile di vita, come la pizza per noi.
In primavera l’odore (ma diciamo pure puzza) arriva da lontano. Non sempre è gradevole, anzi. Ma fa parte dell’esperienza. Come il rumore del mare, il vento che arriva dai fiordi o il roso delle case dei pescatori. Una cosa che mi ha colpito è che le rastrelliere non si trovano soltanto nei grandi impianti. Spesso compaiono accanto alle case, sui moli, dietro i rorbuer. Quasi ogni famiglia sembra avere il proprio spazio dove appendere il pesce ad essiccare. Per chi arriva da fuori è una scena insolita, ma qui è normale come avere la dispensa per le provviste.
Mi sono ritrovato più volte a fotografare queste strutture. All’inizio per curiosità, poi perché iniziavo a vederle come un
elemento del paesaggio. Le montagne sullo sfondo sono spettacolari, ma senza quei pesci appesi sarebbe difficile capire davvero dove ci si trova. Alcune delle fotografie più famose delle Lofoten mostrano i
rorbuer rossi affacciati sull’acqua. Basta spostare lo sguardo di pochi metri per trovare centinaia di
merluzzi appesi al vento. È un’immagine meno turistica, forse meno elegante, ma racconta molto meglio la
storia di queste isole.
Alla fine ho portato a casa molte foto di montagne, fiordi e villaggi. Però se penso alle Lofoten, una delle prime immagini che mi torna in mente è proprio questa: le rastrelliere cariche di merluzzi davanti al mare e alle montagne.






