
Mi trovavo all’Oasi Naturalistica di Crava Morozzo con un gruppo di amici, in uno dei capanni di osservazione affacciati sul lago. Stavamo osservando l’acqua e parlando di quanto fosse difficile incontrare e fotografare il martin pescatore, considerato una presenza piuttosto rara da avvistare. E proprio mentre ne stavamo parlando, me lo sono ritrovato nel mirino della macchina fotografica. Tac, così, a sorpresa, appoggiato su un tronco. E devo ammettere che non me lo aspettavo.
Il martin pescatore (Alcedo atthis) è un piccolo uccello facilmente riconoscibile per il piumaggio blu brillante, il petto arancione e il lungo becco. Spesso lo si trova appoggiato su rami o tronchi vicino all’acqua, mentre osserva i movimenti delle possibili prede. Poi, all’improvviso, si tuffa in acqua per catturarle.
Per queste fotografie ho utilizzato la Canon EOS R7 con il RF 100-500 mm, alla massima focale, equivalente a 800 mm sul pieno formato. Avrei voluto fotografarlo anche in volo, ma ci sono riuscito solo in parte. È molto complicato, soprattutto perché è rimasto quasi sempre fermo sul tronco e, quando si muoveva, era velocissimo. E il sottoscritto non è molto paziente. Per cercare di fotografarlo in volo ho aumentato la sensibilità fino a ISO 3200, perché a f/7.1, con la luce disponibile, l’esposimetro mi dava tempi di scatto inferiori a 1/1000 di secondo. E fotografare un martin pescatore in volo con tempi così lenti è praticamente impossibile.
Le immagini non sono perfettamente nitide. La distanza era notevole, c’era un po’ di foschia atmosferica e, a 500 mm, il 100-500 perde un po’ della nitidezza che offre alle focali intermedie, soprattutto tra 200 e 400 mm. Purtroppo, considerando la distanza, non avevo molte alternative.. Ma è il primo martin pescatore che sono riuscito a fotografare e queste immagini raccontano alcuni momenti di quell’incontro. Perché quando sei lì, lo vedi dentro il mirino, lo vedi muoversi davanti a te, c’è tutto un misto di felicità ed emozione.




