
Fondato a Riga nel 1990 da Māris Sirmais, il Kamēr… è uno dei cori giovanili più premiati al mondo. Attualmente diretto da Jurģis Cābulis, riunisce una formazione di circa 30–40 cantanti e vanta un palmarès straordinario: quattro European Grand Prix for Choral Singing, tre titoli ai World Choir Games e sette vittorie al concorso corale nazionale lettone. Con oltre 20 album pubblicati e concerti in Europa, America e Asia, rappresenta una delle eccellenze della tradizione corale baltica.
Il repertorio spazia dalla polifonia rinascimentale alla musica contemporanea, con particolare attenzione ai compositori lettoni e baltici. Le interpretazioni si distinguono per la precisione delle armonie, la ricchezza timbrica e l’ampia escursione dinamica, capace di passare da pianissimi quasi impercettibili a momenti di notevole potenza sonora. Una versatilità che permette al coro di affrontare composizioni sacre, opere classiche e sperimentazioni vocali contemporanee.
Il coro Kamēr… si è esibito a Cuneo venerdì 23 ottobre 2026,
nella chiesa del Cuore Immacolato di Cuneo, nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della
Società Corale Città di Cuneo. Organizzato dalla stessa associazione, in collaborazione con Feniarco e il
Concorso internazionale per direttori di coro Fosco Corti, l’evento ha concluso la stagione artistica e il percorso musicale iniziato ad aprile con la masterclass e il concerto diretti dal
compositore lettone Ēriks Ešenvalds, di cui i Kamēr… sono tra i principali interpreti.
Se non è impossibile non mi interessa. Direi che potrebbe essere la descrizione minimale delle condizioni in cui mi sono trovato a fotografare questo concerto.
Arrivati a questo punto, i miei innumerevoli lettori, almeno quelli che hanno avuto la pazienza di arrivare fin qui, avranno capito che sono bravissimo a cercare informazioni in rete con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Adesso che abbiamo qualche elemento utile per capire il contesto, veniamo alla parte complicata: le fotografie. La chiesa del Cuore Immacolato è moderna, piuttosto buia e con un’illuminazione decisamente poco amica dei fotografi. Il coro Kamēr… (sì, i puntini fanno parte del nome) si è sistemato davanti all’altare, praticamente nel punto più buio dell’intera chiesa. Per ottenere un’esposizione appena accettabile ho dovuto lavorare a f/2.8, 3200 ISO e tempi di scatto al limite delle possibilità umane per evitare il mosso.
Come se non bastasse, al povero fotografo (cioè io) era richiesto il silenzio assoluto. Durante l’esibizione anche il minimo rumore avrebbe potuto disturbare l’ascolto e compromettere l’atmosfera del concerto. Muoversi, cambiare posizione e fotografare senza farsi notare è diventato un esercizio di discrezione, oltre che di tecnica fotografica.
Nonostante tutto, mi sono divertito, sperimentando anche qualche scatto con il mosso creativo. E soprattutto ho avuto il privilegio di assistere a qualcosa di davvero speciale. Non avevo mai ascoltato dal vivo un coro di questo livello. È stata un’esperienza semplicemente straordinaria.
Nota: Kamēr… in lettone significa “mentre” o “finché”. I tre puntini fanno parte del nome e richiamano il motto del coro: “Finché siamo giovani, tutto è possibile“. Una scelta che esprime lo spirito della formazione, sottolineando il valore della giovinezza, della creatività e delle possibilità che la musica può offrire.















