Al Museo Civico della Stampa di Mondovì non avrei mai immaginato di trovare un’atmosfera così adatta a un concerto. È un posto particolare, diverso dagli spazi in cui siamo abituati ad ascoltare musica dal vivo. Un piccolo scrigno che merita di essere vissuto anche in questa veste. Durante la serata Ermal Meta ha fatto un’osservazione che mi è rimasta in testa: sei all’aperto, ma hai la sensazione di essere dentro un club. Ed è proprio così. C’è quella vicinanza tra il palco e il pubblico che dà una sensazione di vicinanza. Non è una location da grandi numeri, naturalmente, ma è bella, affascinante e davvero perfetta per un concerto.
Sono arrivato un po’ prima. La policy prevedeva le prime tre canzoni sotto il palco e poi la possibilità di fotografare da lontano. È il tempo che hai a disposizione per trovare le immagini più ravvicinate: devi prendere confidenza con il palco, capire come si muove l’artista e seguire quello che succede, perché tre canzoni passano in fretta. Ho scattato tutto con il 70-200, che in queste situazioni per me va più che bene. Sotto il palco mi ha permesso di seguire Ermal e cercare le immagini più strette, concentrandomi su di lui, sulle espressioni e sui momenti del concerto.
La parte interessante è continuata anche dopo le prime tre canzoni. Allontanandomi ho potuto lasciare più spazio al palco e alle luci. Sono fotografie diverse, in cui conta anche tutto quello che sta intorno all’artista. E con un’illuminazione del genere valeva davvero la pena cercarle. Il fatto che non ci fosse la calca dei grandi eventi, da questo punto di vista, mi ha aiutato. Potevo muovermi con molta più libertà, cambiare posizione e cercare un punto di ripresa diverso. Così sono riuscito a portare a casa immagini interessanti anche da lontano, dando alle luci lo spazio che meritavano nell’inquadratura. È questo che mi è piaciuto di più, fotograficamente: poter lavorare sia sulla vicinanza, nelle prime tre canzoni, sia sull’atmosfera del concerto negli scatti successivi. Il posto, le distanze e le luci mi hanno dato più possibilità di quelle che mi aspettavo.
Ricorda di disobbedire perché è vietato morire.



























