Tradire le regole

Tecnica, istinto e fantasia: perché la fotografia non nasce dal caos

POSTED ON 7 Mar 2026 IN NeverSleep     TAGS: remarks    

Scala monumentale e composizione simmetrica - Fotografia di Samuele Silva

Ultimamente, e non so bene per quale motivo, sono stato eletto critico fotografico. Mi chiedono giudizi su qualsiasi tipo di fotografia: da giudice a concorsi a semplici commenti richiesti ad personam. Probabilmente uno dei motivi è il fatto che da anni scrivo pubblicamente di fotografia sul mio sito, con continuità e senza troppe mediazioni, lasciando traccia di quello che penso. Conosco la fotografia, l’ho studiata, conosco gli autori, famosi e non, e ho imparato a memoria le regole di composizione. All’esterno do l’impressione di sapere quello che dico, anche per via di alcune posizioni decisamente radicali sul mondo fotografico.

Il mio metro di giudizio in fotografia è sempre lo stesso, e segue un ordine preciso: istinto, tecnica e fantasia. Sempre. Da lì non si scappa. E tutto deve incastrarsi alla perfezione.

Ma la verità è che sono un fottuto razionalista. È qualcosa che mi trascende. La mia critica è sempre improntata alla logica, alla coerenza, alla ragione. E per una mente drogata di numeri come la mia diventa complicato giudicare l’arte quando è intesa come pura manifestazione del genio. Il genio io non lo capisco. Perché rifugge dal ragionamento, esce dagli schemi, non chiede permesso. Mi lascia perplesso, sospeso, quasi stordito. Come una sindrome di Stendhal che non so spiegare. Di contro, ho un’immediata percezione del bello e del buon gusto. L’estetica fa parte di me. Posso faticare a lavorare di fantasia, ma la riconosco e la comprendo quando la incontro.

E poi ho un rispetto quasi ossessivo delle regole. Perché le regole esistono per un motivo preciso: dare una struttura allo sguardo. Senza, non c’è libertà, c’è solo confusione. In fotografia girano frasi fatte divertenti: bisogna conoscere le regole per poterle infrangere. No. Le regole non si conoscono per infrangerle. Si conoscono per usarle. Suona quasi lapalissiano. Uno dei punti fermi della mia formazione fotografica, Gianni Languasco, mi disse: “Una foto storta non è artistica, è semplicemente una foto storta. Una delle tante.”

È uno dei punti cardinali della mia fotografia. Ed è estenuante continuare a vedere fotografie terribili giustificate in nome del genio, della novità, che poi non è mai davvero novità, o della presunta necessità di tradire le regole, sotto l’egida del solito a me piace così. Perché fantasia e arte non sono alternative alla tecnica e alla composizione: ne sono alleate.

Perché se provi davvero a trasgredire le regole hai solo due possibilità: diventi come Lucio Fontana oppure fai la figura del pirla. E al mondo esistono tantissimi pirla e un solo Lucio Fontana.

Si fanno le regole per gli altri, e delle eccezioni per se stessi
– Charles Lemesle

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