Villa Tigellius è uno dei casi più assurdi che abbia incontrato negli ultimi anni: una villa ottocentesca sul mare ligure, completamente vuota, ma ancora proprietà del Comune di Milano. È uno di quei posti che non capisci mai fino in fondo se siano davvero urbex oppure no. Vista dal basso sembra quasi un piccolo castello affacciato sul mare. Mattoni rossi, bifore neogotiche, una torre centrale e palme che le crescono davanti. Formalmente è abbandonata, nella pratica è più una villa lasciata lì, in sospeso. La curiosità, però, ha vinto. La villa è splendida e l’estetica vale il viaggio. Sapevo che era disabitata e sapevo anche come entrare. Si parlava di allarmi e controlli, ma alla fine non c’era nulla di tutto questo, semplicemente spalancata.
Lo stile è eclettico, con una forte ispirazione neogotica. Sembra quasi un castello, anche se in realtà è una villa su quattro piani, con una torre centrale molto particolare, che è probabilmente l’elemento che più mi ha colpito. All’interno è completamente vuota, ma si intuisce che doveva essere un luogo di lusso: i pavimenti sono splendidi, le bifore esterne sono molto eleganti, con affacci sul mare davvero notevoli. Qua e là restano qualche disegno sui muri, qualche effige, pochi segni di vita passata. Ma come esplorazione, devo essere onesto, non mi ha entusiasmato. L’ho trovata piuttosto asettica. Si capisce che non è abbandonata da decenni, ma nemmeno realmente vissuta. È più una villa lasciata lì perché dà fastidio, e questo si sente.
Villa Tigelius è un posto che meriterebbe di essere recuperato, rimesso in funzione, restituito a qualcuno. Lasciarla così, vuota e inutilizzata, è uno spreco difficile da giustificare. Un po’ di pubblicità forse non fa male. Magari qualcuno, al Comune di Milano, prima o poi si accorgerà che tenere un luogo del genere in questo stato non ha alcun senso.





















