Il mezzo non è un tabù

Difendere la nitidezza non significa dimenticare il senso

POSTED ON 13 Nov 2025 IN NeverSleep     TAGS: kingoftherings, wideaperture     POSITION: mondovì (cn) 

Putto / Amorino - Fotografia di Samuele Silva

La fotografia è racconto, certo. Nessuno può negarlo. È linguaggio, emozione, memoria. Una buona immagine deve dire qualcosa, lasciare un segno, far pensare. Ma sarebbe un errore credere che tutto si esaurisca lì. La fotografia vive anche di mezzo tecnico, e il mezzo tecnico non è un nemico della creatività: è il suo veicolo. Senza mezzo non esiste fotografia.

Pasolini, parlando di calcio (del quale era grande appassionato), inventò la parola podema per descrivere i segni minimi del gioco, l’equivalente dei fonemi nel linguaggio parlato. Ogni dribbling, ogni passaggio, ogni tiro era per lui un frammento di linguaggio, un gesto che costruiva senso. In fotografia succede lo stesso: la nitidezza, la luce, la profondità di campo, il colore sono i nostri podemi visivi. È con questi segni concreti che il fotografo compone il proprio discorso. Senza di essi, il racconto non esiste oppure diventa inutile rumore di fondo.

Questo scatto non racconta una storia, non vuole commuovere il web o denunciare qualcosa. È solo una statuina di pietra, un putto, una figura infantile usata nell’arredo da giardino, ma è perfetta per spiegare quanto la tecnica possa diventare parte integrante del linguaggio. La precisione del dettaglio, la morbidezza dello sfuocato, la tridimensionalità del soggetto separato dallo sfondo: tutto parla di visione e di controllo. Non è ossessione da malati di pixel. Il Canon RF 85mm f/1.2 a tuttaapertura diventa componente essenziale della scrittura. Certo, mi rendo conto che, mentre la fotografavo, non pensavo a nulla di tutto questo. Mi piaceva e basta.

Non capisco perché, ogni volta che si parla di nitidezza o qualità d’immagine, qualcuno debba sentirsi in dovere di dire che la tecnica non conta. Conta eccome. Forse a volte, per me, conta anche troppo, lo so. Ma la tecnica non sostituisce il contenuto: lo rende possibile. È come saper usare la lingua prima di scrivere poesia. Questa foto non pretende di essere importante. Ma mi ricorda che la fotografia è anche conoscenza, precisione, rispetto per la luce e per il dettaglio. E che, a volte, anche un soggetto semplice può diventare interessante quando la qualità dell’immagine è così alta da diventare linguaggio da sola.

Non tutto deve raccontare per avere senso. Anche Van Gogh, nella sua serie dedicata ai girasoli, non cercava chissà quale messaggio nascosto: cercava la pittura stessa. Il colore, la luce, la materia della pennellata erano il suo modo di parlare al mondo. Allo stesso modo, una fotografia può nascere per puro piacere tecnico: per la perfezione di una messa a fuoco, per uno sfuocato cremoso, per la luce che modella la forma. Non c’è nulla di sbagliato in questo. È ancora linguaggio, un linguaggio che non sente la necessità di urlare.

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