Giuseppe e Maria

Una chiesa dimenticata nel cuore di un cantiere

POSTED ON 12 Nov 2025 IN Urbex     TAGS: church    

Giuseppe e Maria /01 - Fotografia di Samuele Silva

All’inizio non siamo riusciti a trovarla. La posizione era chiara, il segnaposto sulla mappa preciso, eppure al suo posto c’erano soltanto due palazzi in costruzione. Abbiamo girato intorno, passando tra i muri grezzi e le impalcature, finché l’abbiamo vista: una piccola chiesa abbandonata, schiacciata tra due mostri di cemento ancora incompiuti. Una sopravvissuta dimenticata nel cantiere, incastrata tra silenzio, polvere e ferro.

All’interno è tutto aperto, rovinato, ma qualcosa resiste: due statue di gesso, Giuseppe e Maria, ancora in piedi. Non direi intatte, ma vive abbastanza da farti fermare e osservare in silenzio. È curioso come, nella tradizione cristiana, si dica sempre Giuseppe e Maria: lui per primo, come capofamiglia terreno. Oggi suona un po’ anacronistico, ma dentro queste mura distrutte quella formula antica sembra l’unica possibile; se provate a invertirla, vi accorgerete subito del suono sbagliato. Quelle due figure tengono insieme ciò che resta di un luogo che ha perso ogni funzione e sacralità terrena, ma non del tutto dimenticato.

Non si capisce perché la chiesa sia rimasta in piedi. Forse non possono demolirla, o forse nessuno vuole prendersene la responsabilità. Così i palazzi, se mai finiranno, nasceranno attorno a lei: un relitto sacro intrappolato nel cemento, un frammento di storia rimasto sospeso. Quando siamo usciti ci siamo guardati, un po’ increduli: la sensazione era quella di aver visto qualcosa che non dovrebbe più esistere, ma che resiste comunque, in silenzio, contro ogni logica.

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Non è solo entrare in un posto abbandonato. Cos’è l’urbex davvero: quello che c’è dietro, tra fotografia, rischi e realtà, e perché molti non hanno idea di cosa significhi davvero.
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