All’inizio non siamo riusciti a trovarla. La posizione era chiara, il segnaposto sulla mappa preciso, eppure al suo posto c’erano soltanto due palazzi in costruzione. Abbiamo girato intorno, passando tra i muri grezzi e le impalcature, finché l’abbiamo vista: una piccola chiesa abbandonata, schiacciata tra due mostri di cemento ancora incompiuti. Una sopravvissuta dimenticata nel cantiere, incastrata tra silenzio, polvere e ferro.
Non si capisce perché la chiesa sia rimasta in piedi. Forse non possono demolirla, o forse nessuno vuole prendersene la responsabilità. Così i palazzi, se mai finiranno, nasceranno attorno a lei: un relitto sacro intrappolato nel cemento, un frammento di storia rimasto sospeso. Quando siamo usciti ci siamo guardati, un po’ increduli: la sensazione era quella di aver visto qualcosa che non dovrebbe più esistere, ma che resiste comunque, in silenzio, contro ogni logica.







