La chiesa dei Fiori

Un piccolo capolavoro kitsch in un tripudio di stucchi e decorazioni

POSTED ON 29 Lug 2025 IN Urbex     TAGS: church    

La chiesa dei Fiori /16 - Fotografia di Samuele Silva

Un cielo plumbeo ci accompagna in questa giornata di inizio primavera. C’è un cancello davanti a noi e dietro quelle sbarre si intuisce la presenza di qualcosa di interessante, forse un piccolo tesoro nascosto. Sappiamo che da qualche parte, lì intorno, si nasconde la Chiesa dei Fiori, ed è lei che ci ha portati fin qui. Mentre valutiamo come superare l’ostacolo, una signora passa lentamente sulla strada senza degnarci di uno sguardo. Meglio così. Non stiamo facendo nulla di male, solo assecondando una curiosità.

Superare il cancello non è un’impresa epica, e in pochi minuti ci troviamo dentro quello che somiglia a un borgo abbandonato, una manciata di case dimenticate. Cerchiamo la Chiesa dei Fiori, ma all’inizio non si capisce dove possa essere. Poi, in mezzo al verde ormai padrone assoluto della scena, eccola spuntare: piccola, discreta, un po’ malconcia. Ma con un campanile in mattoni rossi che sembra uscito da una favola medievale.

La porta è aperta. Entriamo. E boom: un colpo d’occhio che non ti aspetti. L’interno è un tripudio di decorazioni, ghirlande, angioletti, colonne tortili, frasi scolpite e fiori ovunque. Un mix tra presepe napoletano e matrimonio vintage, ma fatto con evidente dedizione. Il soffitto è tutto dipinto, pieno di motivi floreali, grappoli d’uva e piccoli cherubini che sbucano da ogni angolo.

Nel mezzo dell’abside c’è una statua della Sacra Famiglia. Giuseppe ha perso la testa (letteralmente), Maria è seria e composta, mentre il Bambino pare ancora reggere dignitosamente la scena. Il gruppo statuario è coperto di polvere, ma c’è ancora qualcosa di tenero in quella scena così kitsch e così umana.

Le panche in legno sono ancora lì, allineate come se ci si aspettasse una messa da un momento all’altro, anche se l’unico canto udibile è quello degli uccelli che salutano l’arrivo imminente della primavera. La Chiesa dei Fiori sta per raggiungere il secolo d’età. Una cappella privata, costruita nel 1927 con amore e decorata con ancora più amore. Magari un po’ sopra le righe, ma sincera. Oggi è tutto lasciato a sé stesso. Eppure, in mezzo al degrado e alla polvere, questo luogo conserva un suo fascino: eccentrico, malinconico, sorprendente. Un piccolo angolo fuori dal tempo, nel cuore delle Marche, dove la bellezza sboccia ancora, anche se un po’ impolverata.

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Non è solo entrare in un posto abbandonato. Cos’è l’urbex davvero: quello che c’è dietro, tra fotografia, rischi e realtà, e perché molti non hanno idea di cosa significhi davvero.
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