photosnever sleep
Selfie in the Mirror [Reichstag]

Selfie  in the mirror [Reichstag]

Questa foto è datata 2 Dicembre 2003 ed è un Selfie (ma all’epoca non lo chiamavo ancora così). Pazzia pura. Ma l’avevo promesso e mantengo (quasi) sempre le promesse. E’ stata scattata con la bellissima Canon Ixus 400, un piccolo gioiello di tecnologia di inizio secolo (detto così sembra lontanissimo nel tempo). Ma per un fotografo non c’è niente di più divertente del Reichstag Dome, un insieme di specchi e vetri con immagini riflesse ovunque. Sembra di essere nella casa degli specchi del luna park, ma in realtà sei nel Bundestag, il parlamento Tedesco. E’ un’opera di sir Norman Foster ed è un piccolo gioiello (onore al merito): se fate tappa a Berlino è un passaggio assolutamente imperdibile.

La ricostruzione viene ampiamente considerata un successo ed è diventata un’attrazione turistica anche perché il Reichstag, e soprattutto la grande cupola di vetro che è stata eretta sul tetto in memoria dell’originale del 1894, forniscono una delle panoramiche più attraenti per i visitatori di Berlino, dando una vista notevole della città, specialmente di notte. La cupola è aperta al pubblico sotto prenotazione. (Fonte Wikipedia)
They are dead

They are dead [Ex-Salesiani]

Selfie

Selfie by Samuele Silva on 500px.com

Selfieha battuto tutti. Il neologismo che arriva dai social media, e vuol dire ‘autoscatto’ fatto usando uno smartphone o una webcam e poi pubblicato sul web, ha sbaragliato la ‘concorrenza’ ed è stato scelto dai lessicografi della Oxford University come parola dell’anno 2013.

Questa è sicuramente la notizia più importante del momento, l’autoritratto è sdoganato, è diventato arte. E Selfie (usata per la prima volta nel 2002 in un forum australiano su internet) è la parola simbolo di questa nuova generazione di bimbominkia che produce self-portraits a ritmo continuo. Io ho iniziato nel lontano 2006 a pubblicare autoritratti su internet (il celebre ‘Mi taglio la gola‘)(in realtà anche prima) e andrò avanti senza interruzione di continuità anche se, probabilmente, la materia prima non è di altissimo livello. E poi cavalcare il fenomeno del momento non può certo farmi male. :)

I Am Nikon

I Am Nikon

Quando ero bambino mio padre fotografava sempre con la sua fedele Nikon F. Ricordo benissimo la sua valigetta in alluminio riempita di gomma piuma con gli spazi ritagliati per il corpo macchina e i vari obbiettivi. Per il sottoscritto era intoccabile e proteggeva un mistero ed un fascino ancora oggi ineguagliati. Quella era LA macchina fotografica, non esisteva niente di meglio; una leggenda che ho sempre portato con me, nel cuore e nel cervello. Ed è giunto il momento di fare il grande passo e di seguire le orme paterne: Nikon è un marchio importante, storico e le sue macchine fotografiche sono sinonimo di qualità e classe. Ho deciso quindi di cambiare, ho comprato una Nikon D600 con AF-S DX NIKKOR 18-200mm f/3.5-5.6 G ED VR II (le sigle devo ancora capirle tutte). Ebbene si, i blabla dell’ottica fissa saranno sconcertati, ma sono stanco di cambiare lente di continuo. La qualità costruttiva della casa nipponica si vede subito e il 18-200 è uno zoom molto esteso ma di grandissima nitidezza (anche a tutta apertura). Fatemi auguri e complimenti: da oggi sono ufficialmente un fotografo vero.

Headshot / Zero

Headshot / Zero

Questa foto non sarebbe dovuta apparire fra le ‘predilette’. Perché nella mia idea di realizzazione l’immagine ideale comprende anche la macchina.foto; senza sembra che il soggetto (cioè me stesso) utilizzi l’obbiettivo come un auricolare anziché come un’arma. E no, non si sente parlare Ansel Adams. Però mi piaceva molto la mia espressione (che attore!!) e trovavo il maglione particolarmente adatto al contrasto con lo sfondo arancione: ho quindi deciso di regalarla al mio amato pubblico di fedelissimi. E perdonate la faccia, ma ho solo quella. ;-)

Headshot

Headshot

Questa foto si ispira a Headshot di Martin Gommel, e da qui il titolo. Mi piaceva l’idea e mi piaceva la realizzazione, quindi ho provato a replicarla: come fanno i falsari quando cercano di riprodurre un quadro celebre. Questa è la prima foto scattata con la Canon EOS 5D Mark II (nell’occasione usata con il 135 f/2). Ho impiegato diverso tempo a trovare la quadratura del cerchio e la faccia giusta (e su quella ci sono ancora dei dubbi): gli autoritratti con l’autoscatto sono sempre un’impresa complicata specialmente se si vuole fotografare a f/2 (la DoF è limitatissima). Ed è la prima volta che utilizzo il mouseover (bisogna passare con il mouse sopra l’immagine) per confrontare la versione a colori con la versione in bianco e nero: qual è la migliore? Sempre che ne esista una ovviamente…

Ritorno alla pellicola

RolleiFlex

Devo ammettere che il digitale mi ha stancato. Troppa elaborazione, troppo ritocco, troppi scatti: si è completamente persa la poesia. Una volta prima di schiacciare il pulsante di scatto si rifletteva, si pensava, e le foto erano studiate e ragionate con calma. Oggi invece ha ragione chi scatta più velocemente, senza pensare, senza collegare il cervello. Vincono gli automatismi e la raffica. E ho deciso di dire basta. Voglio togliere il microprocessore, abbandonare le schede e tornare alla pellicola. Ho ripreso la vecchia biottica RolleiFlex (con obbiettivo Zeiss Tessar 75mm), mi sono procurato i rullini giusti (praticamente introvabili) e voglio fotografare come faceva mio nonno. Voglio comprare anche una Toy Camera, una Holga, e provare la Lomografia. Basta, si cambia, si torna al passato.

Istruzioni per l’uso

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Non sarebbe tutto più facile se ognuno di noi arrivasse con un libretto delle istruzioni? Come un frigorifero o una macchina fotografica.
Certo, forse sarebbe meno divertente, ma di sicuro più semplice.
Così sai com’è che funziono. Mica perché sei tonto, è che siamo tutti ingranaggi.

Istruzioni per l’uso è un progetto, un tumblr, di Marina Abatista. Ho trovato l’idea molto divertente e ho deciso di cimentarmi con il suo format; non sapendo quali istruzioni allegare ho inserito nella foto due delle mie passioni: se volete utilizzarmi è impossibile prescindere da fotografia e Toro. Sappiatelo. ;-)