photosnever sleep
One against the sea

One against the sea

Il giallo è il colore con il quale evidenzio le foto interessanti in Lightroom. Sono tutte foto che hanno potenzialità, magari da sviluppare, e che un giorno non troppo lontano potranno entrare a far parte di questa collezione. Attualmente la categoria ‘Yellow’ consta di 209 foto e sono troppe, devo ridurre. Questa è una foto prelevata direttamente dall’inverno 2015, la spiaggia è quella di Spotorno. Mi ricordo il freddo, il vento; pioveva a tratti. Questo strano palo piantato nella sabbia è stato il mio modello per diversi minuti: ho scattato 14 foto prima di riuscire a trovare l’angolazione giusta. E questa linea dell’orizzonte quasi centrale è il risultato finale. Ma io adoro la linea dell’orizzonte centrale.

Tree/Snow

Tree/Snow

Per il sottoscritto l’anno solare si divide in due grandi stagioni: estate ed inverno. Non ci sono più le mezze stagioni. L’estate (detta anche stagione calda) inizia il primo Aprile e termina il 28 settembre. La stagione invernale (detta anche stagione fredda) parte il 29 settembre (mi sono svegliato e… l’inverno intorno a me) e finisce il 31 marzo. Oggi quindi è un giorno importante: basta freddo, basta temperature polari. Si inizia a respirare, niente più giacca pesante. E cosa c’è di meglio di una bella immagine invernale per concludere il periodo ‘polare’? Ho scattato questa foto pochi giorni fa, all’alba. Ho allungato la strada, già da qualche giorno volevo passare in regione Cavanero: avevo intuito che la nevicata avrebbe prodotto spunti fotografici interessanti. E l’albero solitario nella neve ha sempre il suo fascino. E’ una foto semplice, lineare. Ma è proprio quello che cercavo per dire addio all’inverno.

More snow on the way

More snow on the way

E poi ti ritrovi sulla strada, in mezzo al nulla più assoluto. Il cielo è grigio, fa un freddo cane e nevica. Nevica tantissimo. Non sai dove stai andando e non sai dove devi andare. Metti la freccia anche se non c’è nessuno, fermi la macchina sul lato destro della strada, spegni il motore e osservi la situazione: l’asfalto si sta velocemente colorando di bianco e la neve non smette di scendere dal cielo. Con un gesto lento prendi lo smartphone, sullo schermo c’è ancora il navigatore: evidentemente non è passato molto tempo dall’ultima verifica. Cerchi di comprendere la tua posizione: non sei troppo distante da Carrù, ma in queste condizioni risulta davvero difficile muoversi. Ma chi te l’ha fatto fare? Certo, non sbagliare l’uscita dell’autostrada ti avrebbe risparmiato tempo e fatica. Prendi la bottiglietta di plastica, hai sete. Sposti la mano sinistra sul tasto dedicato e fai scendere lentamente il finestrino. Il silenzio è clamoroso, quasi irreale. Pensi che ieri sera eri ancora a Milano con un misto di nostalgia e stupore. E’ tutto bianco. Provi a mettere fuori il naso ma la temperatura esterna ti sconsiglia l’operazione. Sei sorpreso dalla tua stupidità. Pensavi forse di essere ai Caraibi? La neve inizia ad entrare nell’abitacolo e si appoggia sulla parte interna della portiera. Premi il pulsante e fai alzare velocemente il vetro. Sei al sicuro adesso. Decidi di ripartire, fai girare la chiavetta e senti il rumore del motore. Ti senti quasi sollevato da quel rumore. Istintivamente metti la freccia e contemporaneamente scuoti la testa. Togli molto lentamente il piede dalla frizione, la macchina si muove piano. C’è ancora più neve sulla strada.

Una storia inventata, un momento di lucidità estrema. Un gioco collegato ad una fotografia, una mia fotografia: un modo come un altro di immaginare la realtà, di immedesimarsi in situazioni non troppo lontane dalla vita quotidiana di ognuno di noi.
White Mirror

White Mirror

Oggi l’atmosfera qui è qualcosa di fantastico. Il cielo si confonde con la neve. È un po’ triste e malinconico ma davvero affascinante.
Sunrise in Pianfei Lake

Sunrise in Pianfei Lake

Sunrise in Coq Ner

Sunrise in Coq Ner

Sunset and snow on the vineyard

Sunset and snow on the vineyard

Monica in the Vigeland Sculpture Park

Monica in the Vigeland Sculpture Park by Samuele Silva on 500px.com

Fra le tante foto che ho scattato al Vigeland Park questa è sicuramente la mia preferita e probabilmente la migliore. Mi piace essenzialmente per la composizione molto bilanciata: al primo sguardo si evidenziano subito due linee oblique che partono dall’obelisco e si dirigono verso i bordi della foto. Nella parte sinistra c’è Monica (con la sua ombra) che si allontana scendendo gli scalini, nella parte destra le statue che vengono incontro all’osservatore sino a sfuocare (ho scattato in priorità di diaframmi a f/2.8, atipico per una foto del genere ma volevo appunto lasciare il primo piano completamente fuori fuoco). E poi c’è l’attesa. Per riuscire a scattare questa foto ho dovuto aspettare diversi minuti (e non avevo molto tempo) sperando che un soggetto interessante scendesse in solitaria le scale; ho avuto fortuna perché Monica non guardava verso di me ed i suoi pantaloni rossi sono perfetti in questa foto composta da solo due colori: il grigio della pietra e l’azzurro del cielo. Good Job Samuele (cit. Massimo Bassano).