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Betta on the railroad

Betta on the railroad #01Betta on the railroad #02

Ci metto la faccia

Io ci metto la faccia #09Io ci metto la faccia #49

Oggi si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. E’ un giorno importante. Sabato 22 ottobre ho collaborato con l’associazione MondoDiDonna: abbiamo allestito un gazebo e fotografo tutti coloro che hanno voluto partecipare all’iniziativa, che hanno deciso di metterci la faccia per combattere la violenza sulle donne (ma in realtà contro qualsiasi tipo di violenza). Abbiamo trascorso due piacevolissime ore e ne sono usciti una serie di ritratti molto interessanti e, ovviamente dato il contesto, molto simili fra di loro. Ho desaturato leggermente, dato risalto al rosso della sciarpa e contrastato (come richiesto dall’organizzazione). Ho scelto 18 foto e ho dato precedenza alle donne. Gli ultimi in due in basso sono i fotografi (Fabio Saglio ed il sottoscritto); nel mio caso è la prima foto che pubblico scattata da altri.

Io ci metto la faccia #18Io ci metto la faccia #16Io ci metto la faccia #04Io ci metto la faccia #30

Io ci metto la faccia #35Io ci metto la faccia #41Io ci metto la faccia #46Io ci metto la faccia #51

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Io ci metto la faccia #63Io ci metto la faccia #67Io ci metto la faccia #07Io ci metto la faccia #71 (Sono io)

“CI METTO LA FACCIA”, grazie alla collaborazione tra MONDOdíDONNA e Mondoviphoto, scende in piazza. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. La campagna fotografica é aperta a donne e uomini che ci vogliono mettere la faccia. Vi aspettiamo sabato 15 e 22 ottobre, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 sotto il gazebo davanti al Bar Comino. I minorenni devono essere accompagnati dai genitori.

Ci metto la faccia

Lisa

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Lisa (Silver)

Lisa (Silver)

Trafitta

Trafitta

Porceddu

Porceddu #01Porceddu #02

Il porceddu (o Porcheddu) è il piatto tipico più celebre della Sardegna. E una vacanza sull’isola senza gustare il maialino Sardo è come visitare Torino e non andare in pellegrinaggio a Superga. Io volevo però il vero Porcheddu: e allora siamo andati a casa di Alessandro, a Suelli, e abbiamo assistito al sacro rito. Fotografare la cottura del maialino si è rivelato più difficile del previsto: ambiente in ombra, luci scarse, spiedo che gira, fuoco sullo sfondo; il peggio che può capitare. Ma grazie al prodigioso 50 F/1.2 utilizzato a tuttaapertura sono riuscito a limitare i danni. Ho scattato un po’ di foto ma quello che mi preme sottolineare è… ma quanto è buono il porceddu? Voglio ringraziare Alessandro, i suoi amici e la sua famiglia per la meravigliosa accoglienza: ricorderò tante cose della Sardegna, alcune le dimenticherò, ma il maialino Sardo sicuro che non lo scorderò mai. ;-)

Porceddu #03Porceddu #04Porceddu #05

Alessandro ha una piccola azienda online di prodotti tipici sardi: Gustos e Sapores. Fateci un giro, la qualità è davvero alta. Lo dico per esperienza diretta, soprattutto sul mirto. E ne ho bevuto parecchio. :)

Rakikò e Grigolon

Rakikò e Grigolon #01Rakikò e Grigolon #02

Il Rakikò è l’amaro tipico di Mondovì. E’ stato inventato nel 1895 da Francesco Comino e il suo nome deriva dalle parole Radici, China e Comino: ma questo lo sanno in pochi. Il Grigolon invece è un locale di Mondovì, è inserito nella guida dei locali storici italiani e ha da poco compiuto 100 anni. Sono collegati fra di loro da un filo indissolubile, da una storia incredibile e romantica; fra queste mura, che profumano di storia, Francesco Comino sperimentò la sua ricetta ed Ettore Alessandri scrisse la filastrocca, che potete ammirare in originale appesa alle pareti del Grigolon, che è tuttora stampata sull’etichetta posteriore della bottiglia (in origine era addirittura sull’etichetta anteriore). Sabato scorso ho avuto l’onore di ascoltare la signora Barbara, erede della famiglia Grigolon, raccontare la sua storia. E’ una storia bellissima, intrisa di passione e lavoro, che continua ancora oggi, tutti i giorni. Ho scattato queste foto per ricordare un momento, per immortalare la bottiglia storica del Rakikò. Non sono niente di straordinario, ma raccontano una storia importante e centenaria. Non voglio farmi mancare niente e quindi vi lascio una ricetta di mia invenzione, l’Angry Rak :). Io adoro gli aperitivi con un certo retrogusto amaro ed il Rakikò si presta benissimo per questo tipo di cocktails. Per il vermouth preferisco optare per il ‘Punt e Mes‘, che ha quella parte di china che rende ancora più aspro il tutto. E poi c’è l’Angostura, il bitter più amaro di sempre. Si prepara rigorosamente nel tumbler basso. E mi raccomando: bevete responsabilmente. :D

3 cl di Vermouth Rosso
3 cl di Rakikò
3 cl di Succo d’Arancia
5 gocce di Angostura
Ghiaccio
Scorza di limone e fettina di arancia

The little girl with the red coat

The little girl with the red coat #03

Si sa, le nonne non buttano mai niente. Tra cianfrusaglie e vecchi ricordi questa volta dal baule è saltato fuori un cappotto. Rosso. Caldo, di lana calda. Intatto nonostante sia datato 1983. Era il mio e lo portavo quando avevo poco più di un anno. Lo abbiamo fatto indossare ad Alice e lei, vuoi perché, dice, il rosso (insieme al giallo, al verde, al blu e ad altri) è il suo colore preferito, vuoi perché “era di mamma da piccola” lo ha subito apprezzato! Qui lo sfoggia tra i filari del monregalese, intenta a giocare tra foglie e grappoli d’uva.

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