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Bucket, coachman and horse

Bucket, coachman and horse

Questo foto, scattata in Plaza del Triunfo a Siviglia, arriva dalla lontana estate del 2012: un periodo della mia vita in cui si andava in vacanza per viaggiare e divertirsi; talvolta anche, ma raramente, per riposarsi. Attualmente vado in vacanza (ma quando?) per fotografare. Ma questa è una storia che racconterò un’altra volta. Mi è capitata sotto gli occhi per caso (all’epoca non consideravo questo tipo di immagini) ed è scattata d’istinto: è una foto di street senza volerlo essere. Non mi ricordo bene il momento ma leggendo i dati capisco tante cose: sono le 21 e pochi minuti, il caldo è ancora infernale. Di giorno la colonnina di mercurio è arrivata a toccare i 42 gradi (una foto del pomeriggio mi segnala la temperatura). Non c’è tanta luce e scatto aprendo al massimo il diaframma F/4 con ISO 400. L’esposimetro mi segnala 1/30 ed infatti si nota il mosso del cocchiere: non rovina la foto ma aiuta a capire cosa è appena successo. Lascio a Voi l’interpretazione. ;-)

In Alhambra

In Alhambra

Ho scattato questa foto all’Alhambra, la bellissima fortezza che domina Granada (in Spagna) (Patrimonio dell’Unesco) circa 4 anni fa. Per la precisione nel Patio de los Arrayanes. E’ un luogo decisamente conosciuto (e straordinariamente bello) e quindi entra, di diritto, nella categoria Landmark; però è una foto di strada. Perché ha tutto per esserlo, anche la focale: 50mm (anche se su zoom 24-70). E’ una foto costruita. Mi sono posizionato in un punto preciso, mi piaceva lo sfondo e la cornice che si formava fra la siepe ed il tetto. Ho atteso che passasse qualche soggetto interessante ma niente di niente; allora ho chiesto a Michela di aspettare che non ci fosse nessuno e di camminare a metà fra siepe e palazzo, da destra verso sinistra. Ha dovuto farlo un paio volte perché al fotografo non andava mai bene nulla. Ma poi, alla fine, credo ne sia uscita una foto interessante.

Life is Good

Life is Good

Ho scattato questa foto ormai cinque anni fa. Siamo a Malcesine, un bellissimo paese sul lago di Garda. Nella via che sale al Castello Scaligero si incontra questa piccola bottega piena zeppa di chincaglierie, quello che si può definire un Bazaar. E’ assurdo, improbabile. Fotograficamente perfetto. Avevo già ritoccato la foto all’epoca, ma senza pubblicarla: la post-produzione mi sembrava eccessiva. E probabilmente, nei colori e nei contrasti, lo è davvero. Ma a distanza di tempo mi sembra che il foto-ritocco dia forza e accontenti le aspettative di chi osserva un’immagine di questo tipo. E anche se non mi convince del tutto ho deciso di lasciarla così: nella sua splendida ed assurda esasperazione.

Acqua che scorri attraverso Mondovì

Acqua che scorri attraverso Mondovì

Domani si disputa la quarta edizione della maratona fotografica di Primavera. E quest’anno sono fra gli organizzatori dell’evento: quindi mi si prospetta una domenica davvero fantastica [cit]. Scopro, con orrore, che nonostante (rullo di tamburi in sottofondo) abbia vinto la seconda edizione (prima e unica volta da concorrente) non ho mai pubblicato la foto vincente. Nel 2014 probabilmente avevo altri pensieri per la testa. Come spesso mi accade trovo che l’elaborazione dell’epoca fosse tremenda (ma comunque adatta alla giuria popolare) e quindi propongo a distanza di due anni una versione retouched. Trovo le maratone fotografiche molto difficili, impegnative e mentalmente stressanti. E molte volte ingiuste (ma quest’anno abbiamo scelto una giuria di fotografi di altissimo livello). Da concorrente. Da organizzatore invece sono una figata pazzesca. :-)

Ah, l’amour!

Ah, l'amour!

Mentre aspettavo l’ora giusta per fotografare il Vasarely ho ingannato il tempo facendo un giro nei dintorni del Casinò (che si trova proprio sopra il Fairmont Hotel) alla ricerca di qualche spunto interessante. Mi sono infilato in uno dei mille ascensori di Monaco (e mi sono scattato un selfie allo specchio) per scendere dalla terrazza al tunnel e quindi al porto, e mentre uscivo ho notato questa coppia che percorreva il corridoio nella direzione opposta alla mia. Erano davvero dolci, l’amore dopo una certa etá ha un significato particolare: molto più semplice, molto più intimo. Ho fatto finta di niente e ho iniziato a seguirli di nascosto; loro non si sono accorti del sottoscritto. Per un attimo mi sono sentito come in una serie TV poliziesca ammericana. Ho aspettato il momento adatto e, senza farmi notare, ho scattato con il 50 a tuttaapertura. Ah, l’amour!

Piazza [Scorci monregalesi]

Piazza [Scorci Monregalesi]

In questi giorni sono alle prese (ma in realtá faccio poco) con l’organizzazione della maratona fotografica di primavera (a Mondovì). È vero, odio le maratone fotografiche, ma odio partecipare, organizzare é tutta un’altra cosa. Uno nei nostri sponsor ci ha chiesto qualche immagine del monregalese da utilizzare per la sua attivitá commerciale: abbiamo deciso di aprire un piccolo contest interno. Io ho cercato nel mio archivio che generalmente ho foto per qualsiasi evenienza; e ho trovato questo scatto di piazza Maggiore a Mondovì alta, diciamo il centro storico della cittá, che tutti qui chiamano semplicemente Piazza. É una foto di quattro anni fa che non ricordavo nemmeno di aver scattato, ma che sono riuscito a trovare grazie ai geotag di Lightroom (siano benedetti). E direi che per iniziare non è male.

Communication #02

Communication #02

Ho già pubblicato una foto molto simile quasi 4 anni fa. E quando sono tornato giovedì scorso non era mia intenzione ripetermi. Eppure, non so perché, è capitato. Non è lo stesso angolo, ovviamente, ma esattamente dal lato opposto. Qui comanda il gioco di riflessi e non c’è il colore forte, ma la situazione è quasi identica: due persone sedute che parlano, con calma, nonostante intorno a loro ci sia il delirio che solo una fiera può creare. Ho aspettato il giusto e scelto il momento migliore per scattare: in questo caso l’immagine è impreziosita dalla presenza femminile. Ed ecco Communication #02.

In San Lorenzo (Genova Street)

Young performers

Credo che la Fotografia di Strada (meglio conosciuta come ‘Street Photography’) non riuscirà mai ad entrare nelle mie corde, a rubarmi il cuore. E’ impegnativa, difficile: è fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione (si, è simile al genio). Domenica scorsa ho provato, per le vie del centro storico di Genova, a cimentarmi in questa nobile arte. Mi sono armato di Reflex, 50 fisso (quasi sempre utilizzato a tuttaapertura) e voglia di catturare qualcosa di interessante. La ‘Street’ (scusate il termine confidenziale) è impresa ardua a f/1.2. Il problema è riuscire a mettere a fuoco in pochi centesimi di secondo, un’operazione a metà strada fra abilità e colpo di fortuna: il rischio di perdere l’attimo migliore è altissimo e il rimpianto di una bella foto sfumata per uno fuoco maldestro sempre dietro l’angolo. Ho fotografato quasi sempre in Via San Lorenzo, fra piazza De Ferrari e il Bigo di Renzo Piano; mi sono divertito e penso di aver catturato una parte dell’essenza di Genova. Anche senza il mare.

The  criticsArm in arm

Raramente, quasi mai, pubblico in bianco e nero. Non è il mio genere, io vedo il mondo a colori. Per queste foto ho preso spunto da quello che ritengo un maestro del genere e le sue immagini sono rimaste impresse nella mia mente, come fonte d’ispirazione, per tutta la giornata. Lui è Marco Galletto e vi consiglio un viaggio sul suo Flickr.

Love coldThe InstawomanSan Lorenzo Live