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A fisherman standing on the beach

A fisherman standing on the beach

Giara di Gesturi

Giara di Gesturi #06

Le giare sono tavolati basaltici tipici del Sarcidano e della Marmilla situati nella parte centro meridionale della Sardegna. La più conosciuta è sicuramente la Giara di Gesturi, celebre per ospitare gli ultimi cavalli selvatici d’Europa. Sino al tardo medioevo tutto il territorio dell’isola era abitato da mandrie di cavalli allo stato brado; oggi purtroppo sono rimasti pochi esemplari che vivono liberi nella Giara di Gesturi. Il nostro intento era quello di riuscire a salutarli (e fotografarli) e con una bambina di due anni non è stata un’impresa facile. Purtroppo ci siamo limitati a percorrere solo il primo tratto del lunghissimo percorso escursionistico, ma la dea bendata è arrivata in nostro soccorso: i famosi cavallini della Giara hanno deciso di aspettarci. Tutto il percorso è semplice, pianeggiante e lo spettacolo naturale fornito dalla vegetazione è qualcosa di incredibile. Io personalmente sono rimasto molto colpito dai Paulis: non saprei come definirli, si tratta di enormi depressioni del terreno che lasciano senza parole. Ho scattato diverse foto, sempre con il grandangolo ed il polarizzatore. Purtroppo il sole del primo pomeriggio non mi ha aiutato molto, anzi, ma questo è il massimo che sono riuscito a fare. Mi piacerebbe riuscire a passare qualche giorno in zona e fotografare all’alba e al tramonto; ma credo che per il momento dovrò accontentarmi.

Giara di Gesturi #01Giara di Gesturi #02

La giara di Gesturi, detta anche in lingua sarda sa jara manna, è la più grande delle giare. Si estende per 45 km² ripartiti nei comuni di Gesturi, Tuili, Setzu e Genoni. È costituita da un’immensa colata di lava basaltica eruttata circa 2.7 milioni di anni fa dai crateri dei vulcani (oramai spenti) di Zepparedda (609 m) e di Zeppara Manna (580 m). Il territorio è caratterizzato per il suolo particolarmente sassoso, ricoperto da sugherete e da macchia mediterranea, disseminato di piccoli specchi d’acqua raccolti in caratteristiche depressioni, chiamate paulis, che nei periodi invernali si riempiono d’acqua e in primavera sono coperte da una flora molto colorata, costituita da specie endemiche: esse sono utilizzate per abbeverarsi dagli ultimi cavalli selvaggi d’Europa: i cavallini della giara. Molto particolari sono anche gli alberi a bandiera, querce da sughero che il forte e continuo maestrale obbliga ad una crescita obliqua (verso est).

Giara di Gesturi #03Giara di Gesturi #04Giara di Gesturi #05

Verso Gesturi

Verso Gesturi

Poetto (quasi pioggia)

Poetto #01

Il Poetto è la spiaggia più bella e famosa di Cagliari. E’ lunghissima, si estende per circa quattro chilometri. Ci sono arrivato in tarda mattinata, a settembre inoltrato. Ho avuto fortuna perché la pioggia sarebbe arrivata da lì a poco ed il cielo era metà azzurro e metà plumbeo: ho camminato sulla battigia per qualche centinaio di metri e l’atmosfera rilassata di fine stagione era spettacolare. Nessun turista (a parte il sottoscritto) ed una età media altissima: tanti pensionati di Cagliari che si godevano gli ultimi raggi di sole dell’estate. Ho scattato pochissime foto, poi sono dovuto scappare inseguito dal temporale. E queste sono (al solito) le mie preferite.

Poetto #02Poetto #03

Cappella Mondovicino

Cappella Mondovicino

Avevo in archivio un altro pokestop e non lo sapevo. Distratto. Questa è quella che Pokemon Go definisce erroneamente Cappella Mondovicino. Per i puristi del monregalese è una specie di attentato al cuore della storia e alla tradizione. Certo, lo so, non è il massimo definire questa piccola e antica cappella con il nome del modernissimo outlet, ma è il prezzo che dobbiamo pagare al progresso digitale. E’ giusto? Probabilmente no. Ma non credo si possa fermare questo processo di modernizzazione che stiamo vivendo tutti i giorni sulla nostra pelle; è necessario (ma non obbligatorio) seguire la corrente ed imparare a nuotare il più velocemente possibile. Io ci provo (e faccio fatica).

On the road

On the Road #01

Con questa foto (HDR) ho deciso di iniziare una serie. In realtà è una serie che ho già iniziato da tempo, da molto tempo, però oggi ho deciso di ufficializzare il tag. Il motivo trainante è On the Road e sono foto catturate dal centro di una strada, in mezzo alla strada. Del tipo che quasi sempre è necessario scattare molto velocemente. Non è certo una novità, nemmeno per me (ne ho pubblicato una pochi giorni fa), ma questo tipo di immagini esercita sul sottoscritto sempre un certo fascino. E’ difficile che io non riesca ad apprezzare una foto con queste caratteristiche. Adesso dovrò tornare a ritroso nel tempo per riuscire a trovare tutte le foto in strada: e non sarà facile.

Profumo di Lavanda

Lavanda #01

Sale San Giovanni è un piccolo comune di quasi 200 abitanti in provincia di Cuneo, al confine fra Liguria e Piemonte. E’ considerata una delle capitali delle erbe officinali e delle piante aromatiche. E giugno è il momento migliore per fotografare le meravigliose distese di lavanda che caratterizzano questa piccola Provenza in terra di Langa. Il cielo questa volta è stato d’aiuto e mi ha permesso di scattare diverse foto interessanti. Ho esasperato toni, colori e contrasti (utilizzando anche l’arma della doppia esposizione) per riuscire ad ottenere delle foto dalle sensazioni pittoriche. Sono decisamente forzate e i puristi della SOOC avranno motivo di lamentarsi e criticare. Ma la fotografia non deve essere obbligatoriamente verità, talvolta può mentire senza doversi vergognare: in questo particolare caso è una via di mezzo fra la realtà e la mia personale visione artistica.

Lavanda #02Lavanda #03

Sale San Giovanni è una piccola Provenza. Un angolo di Alta Langa che ogni anno regala a migliaia di visitatori un caleidoscopio di colori: carta da zucchero, verde salvia, écru. Su tutti il blu profondo della lavanda. Sale San Giovanni torna ad essere la patria delle erbe officinali e delle piante aromatiche. E dove ogni anno fioriscono distese a perdita d’occhio di issopo, camomilla, achillea, salvia, coriandolo, finocchio. Qui si coltivano da sempre.
Una giornata uggiosa

Una giornata uggiosa #01

Mi hanno detto che alle foto non servono le parole. Forse è vero, forse no. Io credo dipenda dal tipo di immagine: a me piace raccontare e spiegare, a chi osserva i miei scatti, il perché e magari anche il percome (e anche il perquando). Non è obbligatorio certo, ma comunque aiuta a capire e comprendere. Ho scattato queste tre foto sabato scorso, nel breve volgere di dieci minuti mentre aspettavo che le pizze fossero pronte. Sono doppie esposizioni (quindi treppiede), era l’unico escamotage per ottenere una resa così equilibrata fra cielo e terra. E mi ricordano una bellissima canzone di Lucio Battisti.

Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa

Una giornata uggiosa #02Una giornata uggiosa #03