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La felicità non è perfetta

Felice

La felicità non è perfetta. E non può esserlo. La felicità ha bisogno di disperazione, di pianti, di sacrifici; perché per essere vera deve arrivare dal cuore e passare attraverso la sofferenza, una sofferenza reale. E sul momento è fottutamente difficile, da sembrare quasi impossibile: e quello è il momento di pensare solo a se stessi e di guardare avanti. Perchè la felicità più bella è quella che si conquista giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, passo dopo passo. E quando arriva è qualcosa di meraviglioso e fa dimenticare tutto il resto.

Delirium

Delirium

Tutti gli anni, in questa data, pubblico una foto scattata fra l’inizio e la fine dell’anno. E’ una tradizione consolidata da queste parti. Ma quest’anno no. Quest’anno ho scelto, mio malgrado, una foto scattata a novembre, una foto che mi possa servire da promemoria. Un’immagine che possa ricordarmi di non commettere uno degli errori più classici e banali che un fotografo possa fare. Si, perchè il 31 dicembre ho scattato diverse foto, alcune anche (credo) interessanti. Purtroppo ho dimenticato di controllare le impostazioni, almeno quelle più rare (permettemi l’espressione): in effetti non mi capita mai di modificare la qualità delle immagini, ma venerdì scorso, per provare un servizio web, ho scattato una foto (una sola) alla risoluzione minima consentita dalla macchina fotografica: 720×480. E il giorno dopo ho premuto quasi 100 volte il pulsante di scatto senza ricordarmi di verificare la risoluzione; ho controllato tutte le altre opzioni, ma alla risoluzione non ho proprio pensato. E questo mio personale delirio fotografico spero possa tornarmi utile in futuro, per evitare di commettere nuovamente un errore del genere. Per il momento non voglio parlare di dove e perché ho scattato questa foto; si tratta però di uno scatto F/1.2 a 3200 ISO: praticamente al buio. E poi si augura ‘Buona Luce‘.

Lisa (Silver)

Lisa (Silver)

Trafitta

Trafitta

Il giovane eremita

Il giovane eremita

Cadute dalle nuvole

Cadute dalle nuvole #01Cadute dalle nuvole #02

Impasse è il nuovo spettacolo di Cadute dalle nuvole, al secolo Simona Gallo e Rachele Rabbino. Io non sono un esperto del settore ma, da profano, lo definirei uno spettacolo circense. Le due ragazze riescono a tenere il pubblico con il fiato sospeso (e con lo sguardo all’insù) per quasi 40 minuti utilizzando le tecniche del trapezio doppio, del cerchio e delle corde multiple, il tutto condito con danza e musica d’atmosfera. E per il sottoscritto che non è mai riuscito a salire nemmeno sulla pertica (ma al quadro svedese ero sotto zero) è qualcosa al limite della magia bianca. Emozionanti e bravissime. Ma parliamo anche un po’ di fotografia, siamo qui per questo no? Le condizioni di luce erano al limite delle potenzialità del sensore (e umane): buio completo e soggetti in continuo movimento, sfondo grigio cemento. Si fa presto a dire che la macchina non conta ma oggi, senza un’attrezzatura decente, non avrei cavato un ragno dal buco. Ho scattato fra 3200 e 6400 ISO (benedetto sia il sensore della 6D), ovviamente a tutta apertura. Ho scelto la conversione in silver perchè quando le immagini sono rumorose credo che la resa monocromatica sia nettamente superiore: il rumore lascia sempre un’aurea particolare, di vissuto, di sofferenza, di bianco antico. E credo che per questa tipologia di foto possa calzare a pennello. Inoltre i colori intorno non erano proprio straordinari (un capannone industriale) e nella conversione non si è perso niente di importante. E più guardo le foto e più non capiscono come riescano a non cadere dalle nuvole. Mah…

Cadute dalle nuvole #03Cadute dalle nuvole #04Cadute dalle nuvole #05

Cadute dalle nuvole #06Cadute dalle nuvole #07

…Abbiamo toccato con i piedi per terra un giorno d’inverno quando, mangiando la solita minestra, abbiamo capito che in realtà, per Cadere Dalle Nuvole, bisogna stare a testa in giù…

Celeste

Celeste

La pianista

La pianista #01La pianista #02